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giovedì 7 luglio 2011

“I MANGIA CRISTIEN” (San Giorgio Canavese)

Credo che il nome della competizione abbia origine dalle zanzare che popolano la zona che , complice un'umidità ai massimi storici, ieri sera han divorato me e quel poco di sano che mi restava...

Tutto sommato ce la siam cavata egregiamente viste le premesse: dolore al tibiale, dolore alla schiena , mal di denti, sovraccarico da gare, stanchezza cronica...
Certo che se qui non ci si da una smossa con gli allenamenti, non si va molto lontano.
Comunque... visto il vincitore della gara che faceva il vuoto dietro di se, non appena mi passano gli acciacchi della vecchiaia, ho già in mente di copiare il suo metodo d'allenamento!




LA CLASSIFICA

mercoledì 8 giugno 2011

Cùorum


Credo che mai come in questo periodo, in cui la politica non solo latita, ma raggiunge degli abissi inimmaginabili, occorra una voce forte dal basso.
E' indispensabile che ciascuno di noi, con le proprie idee, faccia sentire la voce "su di argomenti forti".... mai come in questa occasione infatti, si deve dimostrare che , ancora, la democrazia, in questo paese funziona!
Il 12 e 13 giugno corri pure se vuoi, ma ricordati di andare a votare!


Estratti dal sito e io voto



Il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. L’attuale normativa prevede che la gestione del servizio idrico possa essere affidata attraverso gara o affidamento

I quesiti del referendum del 12 e 13 giugno hanno carattere abrogativo, ovvero
si chiede al cittadino se è favorevole o contrario ad una determinata norma attualmente
in vigore. A questa domanda si può rispondere con un Sì oppure con un No.
Se si è contrari alla norma e la si vuole abrogare allora bisognerà segnare il Sì.
Se si è favorevoli e quindi si vuole tenere in vigore la norma bisognerà votare No.

a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40% a soggetti a totale capitale privatoLe società a totale capitale pubblico non potranno più gestire il servizio a partire dal dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%.L’abrogazione di questa norma avrà l’effetto di contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni nella gestione del servizio idrico.

Referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 2011

Indizione del referendum popolare per l’abrogazione dell’articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’articolo 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, e dall’articolo 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 325 del 2010, in materia di modalita’ di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. (11A04206)

FONTE: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2011-04-04&task=dettaglio&numgu=77&redaz=11A04206&tmstp=1304508476089

Il secondo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma. La parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito.

Referendum popolare n. 2 – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 2011

Indizione del referendum popolare per l’abrogazione parziale del comma 1 dell’articolo 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. (11A04209)

FONTE: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2011-04-04&task=dettaglio&numgu=77&redaz=11A04209&tmstp=1304508476090

Il terzo quesito. La norma sulla quale si chiede il parere ai cittadini è quella relativa alla possibilità di realizzare “nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”. Si tratta di una parte del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno. Una vittoria del Si impedirebbe quini il ritorno alla produzione di energia nucleare in Italia come tra l’altro già affermato con i tre Referendum del l’ 8-9 novembre 1987Referendum popolare n. 3 – Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 2011
Indizione del referendum popolare per l’abrogazione parziale di norme del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, della legge 23 luglio 2009, n. 99, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, e del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, in materia di nuove centrali per la produzione di energia nucleare. (11A04207)
FONTE: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2011-04-04&task=dettaglio&numgu=77&redaz=11A04207&tmstp=1304508476089

Il quarto quesito. La legge sul legittimo impedimento, è l’istituto che permette all’imputato,in questo caso il Presidente del Consiglio e i Ministri di giustificare, in alcuni casi,la propria assenza in aula. La legge prevede che il presidente del Consiglio dei ministri possainvocare il legittimo impedimento a comparire in un’udienza penale in caso di concomitante
esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi o dai regolamentie delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività,comunque, coessenziale alle funzioni di Governo (art.1, comma 1).Per i ministri costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali
l’esercizio delle attività previste da leggi e regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni (art.1, comma 2).

Referendum popolare n. 4 – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 2011

Indizione del referendum popolare per l’abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale. (11A04208)

FONTE: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2011-04-04&task=dettaglio&numgu=77&redaz=11A04208&tmstp=1304508476090

NB
I referendum sul legittimo impedimento e sull’energia nucleare sono stati organizzati su iniziativa dell’Italia dei Valori e in parte su iniziativa di associazioni ambientaliste.
I quesiti sui servizi idrici derivano da un’iniziativa civica promossa dal “Forum Italiano dei movimenti per l’acqua”

lunedì 24 maggio 2010

Non solo Uisp

Mentre la caccia alle streghe ed ai partecipanti a gare uisp non omolagate , in piemonte avanza a suon di deferimenti (dopo Caravino e Venaria si attendono quelli di Borgaro e Rivarolo) , sono incappato in questo interessante articolo...Pare che quantomeno la Fidal non intenda discriminare (ne dimenticar) nessuno, tanto che qui si fa riferimento a Trail.


FIDAL VS ULTRATRAIL
(testo di Loenardo Soresi da "SpiritoTrail" del Giugno 2008)

QUESTA STORIA INIZIA A METÀ DELLO SCORSO MESE DI APRILE, QUANDO UN CONCORRENTE ISCRITTO AL GRAND RAID DU CRO MAGNON SCRISSE AL RESPONSABILE DELLA FIDAL DELLA SUA REGIONE PER INFORMARSI CIRCALA POSSIBILITÀ DI STIPULARE UNA POLIZZA CHE COPRISSE LE EVENTUALI SPESEDI RECUPERO AEREO. IL RESPONSABILE DEI REGOLAMENTI FIDAL PIEMONTERISPOSE CON LA LETTERA QUI SOTTO RIPORTATA, A METÀ FRA IL COMICO E IL DRAMMATICO:

Gentile Signor ,
come Responsabile dei Regolamenti FIDAL e podista da quasi 40 anni,
nonché amante e sostenitore della corsa in montagna, mi corre l’obbligo
di dirLe alcune cose importanti.
1) La FIDAL ha emesso un regolamento delle corse in montagna che
garantisce entro limiti accettabili l’incolumità dei partecipanti (lunghezze,
distanze, pendenze, tracciati), le gare come il Cro Magnon sono sport
estremo (e circa trent’anni fa al Giro del Monte Bianco il mio carissimo
amico Piumetti morì assiderato), per cui da “padre” Le consiglio di
pensarci a lungo prima di parteciparvi.
2) I tesserati FIDAL nelle gare approvate FIDAL sono coperti da assicurazione
contro Lesioni, Infortuni, Morte, Responsabilità Civile verso terzi, grazie a
una Convenzione onerosa e globale stipulata con UNIPOL.
3) Per questo motivo e per obbligo statutario il tesserato FIDAL NON
può partecipare a manifestazioni NON autorizzate dalla FIDAL, tale
comportamento è sanzionabile nei confronti suoi e della Società per la
quale è tesserato.
Se dopo aver valutato seriamente i tre argomenti che Le ho presentato
Lei ritiene di partecipare ugualmente alla gara, può rivolgersi a qualunque
Compagnia di Assicurazione, a cominciare dall’UNIPOL, e farsi fare un
preventivo, che, ritengo, sarà abbastanza salato.
Cordiali saluti.
- Responsabile Regolamenti Fidal

Ho definito questa lettera
ufficiale da parte di un
delegato FIDAL a metà strada
tra il comico e il drammatico.
Comico per l’atteggiamento da
“padre di famiglia” con cui sconsiglia
lapartecipazione al CRO e agli Ultra
Trail, dimostrando evidentemente
di non conoscere qual è il livello
organizzativo raggiunto e il
grado di sicurezza garantito ai
partecipanti. Drammatico perché
minaccia, nemmeno troppo
velatamente, sanzioni nei confronti
dell’atleta e della società per cui
è tesserato. Comico perché il CRO
è una gara francese, organizzata
dall’Association Cap d’Ail Macadam
che nulla c’entra con la Federazione
Italiana. Drammatico perché rivela
come la Fidal non abbia ancora
capito che tipo di gare siano gli
Ultra Trail, che coinvolgono sempre
più atleti anche nel nostro paese.
Comico perché non si capisce
a partire da quale chilometro,
dislivello o pendenza (!) una corsa in
montagna diventi per la FIDAL una
“corsa estrema” e quindi passibile
di squalifica per chi vi partecipa.
Drammatico perché il regolamento
FIDAL prevede in modo chiaro e
senza possibilità di dubbi che un
atleta affiliato non possa partecipare
a gare che non sono nel calendario
delle gare Fidal, pena il richiamo
della Federazione e possibilità
di deferimento dell’atleta agli
organi di giustizia sportiva! Comico
infine perché per scoraggiare
definitivamente il concorrente, gli
viene detto: “Provi a chiedere un
preventivo ad una compagnia di
assicurazione e vedrà!”. eccato
che la copertura assicurativa Fidal-
Unipol non sia comunque valida per
i trail…
Al di là di considerazioni più o meno
amene sul grado di conoscenza del
movimento trail da parte dei vertici
della FIDAL (nonostante i 40 anni di
podismo da “amante e sostenitore
della corsa in montagna”),quello che
dovrebbe far riflettere e indignare è
la lampante lesione di una libertà
individuale intoccabile quale è
quella di poter partecipare alle gare
che uno ritiene di voler fare. Questo
è assolutamente intollerabile: una
Federazione Sportiva può benissimo
scegliere di non riconoscere un
certo tipo di gare e di non garantire
una copertura assicurativa, ma non
dovrebbe mai, e ripeto mai, sentirsi
autorizzata a proibire ad un proprio
tesserato di potervi partecipare.
Credo che se la Federazione
Francese avanzasse una posizione
analoga, oltralpe scoppierebbe il
finimondo, con scene da “presa
della Bastiglia” con il palazzo della
Federazione al posto della prigione
Quarant’anni fa, un’allora
giovanissima Maria Canins
partecipava alla Marcialonga
travestita da uomo e sotto falso
nome, perché si trattava di una
gara vietata alle donne. Vedremo
ora atleti camuffarsi con barba
o baffi posticci come in un film di
spionaggio di serie B per sfuggire ai
controlli Fidal? Oppure correre con
un passamontagna calato sul viso,
quasi andassero a fare una rapina e
non una corsa? In ogni caso potrebbe
anche non bastargli, poiché l’art. 21
comma 2 del regolamento FIDAL
impone agli affiliati, non appena
ne hanno notizia, di segnalare alla
Procura Federale gli atleti tesserati
che partecipino a gare non
approvate dalla Federazione. Voi
come la chiamate questa? Io una
parola la conosco, ma non mi ero
mai sognato di associarla al mondo
del Trail: “DELAZIONE”.
Purtroppo il CONI ha sancito che
ogni attività agonistica deve fare
riferimento alla Federazione che
comprende tale attività sportiva:
pertanto la corsa in tutte le sue
varianti (pista, cross, strada… il trail
il CONI non si è accorto che esiste!)
è di competenza della FIDAL, e
la cosa è stata confermata dalla
sentenza del TAR del Lazio del 2003 a
cui in quell’anno si era rivolta la UISP
contestando il provvedimento. I veri
problemi sono però venuti a galla
quando la Fidal a livello regionale
ha stipulato le convenzioni con la
Uisp e con gli altri Enti di Promozione
Sportiva per il riconoscimento
dell’affiliazione delle gare da questi
organizzate. Ne sono risultati 21
regolamenti completamente diversi,
con disparità da regione a regione
assolutamente inaccettabili, per cui
ciò che in una regione è permesso,
in altre non lo è.
Cosa accadrà? Vedremo la FIDAL
andare a spulciare le classifiche del
CRO e degli altri Ultra Trail per poi
comminare squalifiche e sanzioni agli
affiliati che vi hanno partecipato?
Come è stato sottolineato con un
granello di sano realismo nel forum di
Spiritotrail.it: “Quanto alla squalifica...
state tranquilli, la FIDAL ha bisogno
di tanti tesserati, specie nell’anno
olimpico, per poter poi battere cassa
al CONI!”.
Una cosa almeno è certa: alla Fidal
si sono accorti dell’esistenza del Cro-
Magnon dopo “soli” otto anni dalla
sua creazione. Meglio tardi che
mai…


martedì 20 aprile 2010

Turin Marathon alla riscossa (o riscossione) -2°aggiornamento

Argomento estremamente interessante che riporto, scevro da ogni mio personale commento, qui sotto. Dite la vostra....

Dal sito "Turin Marathon":

Avvertenza per tutti i partecipanti alla Tutta Dritta che hanno corso la gara senza pettorale e quindi senza regolare iscrizione

(segue foto di malcapitato podista senza pettorale -con tanto di telefonino?-)

Tutti i partecipanti alla Tutta Dritta che hanno corso la gara senza pettorale e quindi senza regolare iscrizione hanno un'ultima possibilità di rimediare e iscriversi ufficialmente alla gara (anche se è già avvenuta) contattandoci al numero 0114559959 oppure mandando una mail a gare@turinmarathon.it .Sono in nostro possesso foto dettagliate e video che dimostrano l'irregolare partecipazione.

Tutti quelli che non pagheranno la quota di iscrizione e verranno riconosciuti saranno perseguibili penalmente.

Vi invitiamo pertanto a contattarci e ad effettuare la regolare iscrizione.

Turin MarathonUfficio gare


Questo comunicato ha dato il via ad un vivace e colorito dibattito soprattutto sul social network Facebook, tanto da far seguire al precedente comunicato un ulteriore chiarimento da parte di Turin Marathon,per voce del presidente Luigi Chiabrera che riporto qui sotto:

Sapevamo di sollevare un problema serio e abbiamo
notato che in molti l’hanno affrontato e lo affrontano nel modo giusto.

Naturalmente prima ci siamo fatti dare un importante
parere legale che ci consente di dire quanto segue.

Per prima cosa il tracciato di gara è un percorso che
la città, la Provincia e la Prefettura danno all’organizzazione ma sotto la sua
responsabilità. I servizi resi, quindi, sono per i corridori garanzia di
sicurezza e affidabilità.

Nel caso di incidenti, come talvolta purtroppo accade,
l’organizzazione e il suo presidente se ne fanno carico anche dal punto di
vista penale.

Chi partecipa senza essere iscritto, e quindi senza
aver pagato, crea un danno e si appropria di servizi per i quali non ha
contribuito in alcun modo e, nel caso di incidenti, crea un problema
all’organizzazione compiendo un gesto perseguibile penalmente.

A chi dice che la strada è di tutti teniamo a
ribadire che non è così: la strada durante la gara è dell’organizzazione e non
può essere percorsa da chi non ne abbia titolo. E se chi non ne ha diritto
usufruisce dei servizi o degli autobus,
si appropria di gadget o fa uso di spugnaggi, ristorazione, docce, spogliatoi,
etc. compie un furto.

Cari amici la questione è seria. Noi lavoriamo per
far crescere lo sport e la pratica della corsa e ce la mettiamo tutta.
Cerchiamo, infatti, di organizzare delle
manifestazioni che permettano il più alto numero di servizi e la massima
soddisfazione dei concorrenti. In caso di necessità, poi, concediamo della
gratuità e lavoriamo per la solidarietà. Per questa buona causa, infatti, tutti
gli anni raccogliamo e doniamo decine di migliaia di euro.

Per concludere, non possiamo accettare che siano
delle persone del “nostro mondo” che non vogliano capire. Faremo di tutto per
impedire che quanto accaduto in passato in alcune gare e che ancora
abitualmente accade, continui.



Turin Marathon

Ufficio gare

(segue ulteriore foto)

Ultimo comunicato 23 Aprile 2010


Cari amici,
ringraziamo tutti per la partecipazione al
dibattito.

Torniamo a affermare, citando l’autorizzazione prefettizia,
che non è un gioco quello che stiamo affrontando.

Si tratta di una cosa seria, poiché nel nostro
Paese non vige la responsabilità oggettiva ma la responsabilità soggettiva. Qualsiasi
cosa accada, quindi, anche se di p
oca importanza, diventa responsabilità dell’organizzazione.

Quando diciamo che tutti possono partecipare, intendiamo
che lo possono fare iscrivendosi regolarmente.

Abbiamo dovuto fare di tutto per impedire agli “imbucati”
di tagliare il traguardo e questo fatto è importante per comprendere tutto
quello che stiamo facendo.

Da parte nostra, lasciamo aperte le iscrizioni fino
all’ultimo momento, informiamo della possibilità di usufruire dei servizi e facciamo
uno sforzo enorme per garantirli ma è importante che si sappia che la questione
della sicurezza è molto importante.

Durante la Tutta Dritta, tre persone (corridori)
hanno avuto bisogno dell’intervento della Croce Rossa.

Che cosa avremmo dovuto fare se questi atleti non
fossero stati regolarmente iscritti?

Non avremmo dovuto dargli assistenza?

Più in generale, se si accetta la logica che
qualcuno suggerisce, perché dobbiamo continuare a organizzare altre gare? E’
sufficiente darsi un appuntamento alla Pellerina un tal giorno a una tal ora e
correre.

Chi vuol fare così, in ogni caso, è libero di
farlo. Quelli che, invece, hanno il piacere e la correttezza di partecipare a
una gara iscrivendosi continuino a
iscriversi seguendo le regole che vengono imposte dal Prefetto e dalle Forze
dell’Ordine.

Turin Marathon – Ufficio gare

lunedì 7 dicembre 2009

Julie & Julia

Un film sull'amore
Un film sull'amore per la cucina
Un film sul perché si apre un blog (come l'anonima alcolisti per citare il film).


(Burph..la raclette era buonissima, grazie Dani!)

sabato 7 novembre 2009

Post di servizio

Mi piace l'idea di un blog accessibile a chiunque..ma il mio amico anonimo ha un pò esagerato, tempestando i post di migliaia di commenti insignificanti. Per cui i commenti con accesso anonimo, sono momentaneamente sospesi. Scusassero..

martedì 7 luglio 2009

Alfa-No (sciopero dei blog il 14 Luglio)


Qualche volta anche il sindacato dei giornalisti ne imbrocca una, e tra queste c’è la decisione di fare un giorno di silenzio dell’informazione il 14 luglio contro la legge bavaglio sulle intercettazioni: quella fortemente voluta da Berlusconi e fortemente gradita da criminali di

ogni sorta (specie quelli della finanza).

Ecco, io credo che in questa occasione la storica antipatia che la gran parte dei blogger nutre nei confronti dei giornalisti dovrebbe essere messa da parte. Non solo perché il bavaglio in questione colpisce tutti i media, nessuno escluso, ma anche perché il ridicolo obbligo di rettifica inserito nel decreto medesimo andrà a colpire e a soffocare chi blogga, chi twitta, chi immette contenuti nei siti di condivisione e via dicendo. Guido Scorza, che insegna informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, parla senza giri di parole di «una legge ammazza-internet».

Una giornata di silenzio dei blogger, per protestare insieme ai giornalisti, credo che sarebbe un bellissimo segno.

Oltre a essere un messaggio di maturità di chi pubblica in Rete, ormai affrancato dallo sciocco dualismo citizen vs. main media e consapevole che qui, i media, li si vuole colpire tutti.

Senza dire che il primo “sciopero dei blog” avrebbe un impatto mediatico straordinario - forse perfino superiore a quello dei professionisti.

Da"Piovono Rane"

mercoledì 10 giugno 2009

venerdì 5 giugno 2009

Povera gente



Non so voi ma io avrei taaanto bisogno di dormire piuttosto di andare a lavorare di notte! Che con i blablabla mica ci mangio!



domenica 22 marzo 2009

Sei gradi di separazione


A giudicare, dalla gente che si riesce a scovare sbirciando "gli amici degli amici", quella diavoleria di Feisbùc, parrebbe dar ragione alla teoria.