martedì 7 settembre 2010

La Corsa dei 5 Laghi (edizione 2010)


Mai dare nulla per scontato.
Quella che mi ha avvicinato alla tanto bramata gara è stata una settimana ricca di imprevisti e stanchezza, di piccoli grattacapi e di aspettative.
A cominciare dai turni notturni sfiancanti, passando dai piccoli incidenti (elettro)domestici alla febbricciattola inaspettata della viglia, alla notte pre
gara insonne colpa e pregio di una micina (adorabile Maya) in vena di coccole notturne.
Capita quindi, e la mia stagione a dir poco altalenante lo insegna, che il momento dell'aspettativa , venga svilito da un inaspettato crollo fisico.
Capita anche che la piccola delusione sportiva passi in secondo piano, consolata da un ricco week-end in compagnia di persone magnifiche.

LA GARA:
Sveglia all'alba per unirsi al gruppo Mathi-SanMaurizio-CaselLeinicese. Il ritrovo è previsto sotto casa delle rediviva regina Daniela (grande Daniela!). Ci si ritrova in massa: manca giusto all'appello il povero Gianluigi (che tanto ci teneva) fermato da un matrimonio e la (notevole) presenza femminile di Daniela Longhi e Paola (stopprina) fermate da un infortunio (che spero lieve). La gara del resto si sa è impegnativa ed è meglio non rischiare se non si è in perfetta forma fisica (qui lo scrivo e qui lo nego).
Siam così tanti che mi emoziono, la presenza di Anna, da poi un tocco di nazionalità alla gara. C'è una strana aria di eccitazione divertita, tanto che, tutto, sonnolenza compresa, passa in secondo piano!

Si arriva ad Ivrea!
I tempi sono ristretti c'è il record di presenze , tanto che gli organizzatori sono costretti a non accettare più le iscrizioni dell'ultimo minuto...
C'è poi la cocciutaggine Forlivese che si manifesta nel rifiuto ad usufruire degli immensi spazi verdi che la natura nostrana offre ad uopo per espletare i classici riti podistici . Ella no, ella preferisce una fila lentissima (ma decorosa) all'unico bagno messo a disposizione.
Cose che la mia mente indigena, sinceramente, non concepisce.

Troppi volti da salutare, troppe parole da scambiare e poco tempo...
Lo sparo ci dipana per le vie del centro, sembro uno scolaro in festa, sorrido all'apparire di ogni macchina fotografica, proponendomi di non cadere nel mio solito sbaglio da "smorfia di sofferenza".
Le gambe sono un po' rigide, ma la sensazione è buona. Non spingo tantissimo ma neanche mi limito troppo: la gara nella mia mente deve essere un compromesso tra esuberanza e razionalità.
Al sesto Km il primo problema: in un tratto in discesa una fitta fortissima al tibiale. La mia mente vacilla: va subito al mio solito infortunio...al lungo stop.
Rallento senza rendermene conto, penso addirittura al ritiro..Poi, d'incanto dopo circa 500 mt il dolore se ne va ed io comincio a riprender colore e fiducia.
Pago la mia preoccupazione col primo sorpasso di Marco all'ottavo Km.
Tengo ancora bene anche se la corsa non è fluida e le gambe sempre più rigide. La salita si fa sentire sempre più ed ai miei occhi comincia a diventare lunga, quindi interminabile.
Ho una prima crisi, ma invece di regalarmi gli zuccheri di cui avrei bisogno do una sorsata veloce di acqua e fingo di non ascoltare i messaggi che il mio corpo comincia a mandarmi.
Comincia la salita più impegnativa: soffro fisicamente e mentalmente. Mi superano in sequenza tutti gli amici di corsa, ognuno a modo suo rincuorandomi (grazie Ivano per la delicatezza del tuo tocco!)
Al sedicesimo è già crisi. Il mio corpo risponde solo più nella tanto amata discesa: recupero per poi venire ripreso e superato nelle salitelle.
Siamo al diciottesimo ed il fisico ha smesso di rispondere. Penso al gel che premurosamente mi ero messo nel taschino, non ho la forza di muovere il braccio per prenderlo.
Cedo.Penso solo a chiudere la gara: mi abbandono alla discesa e cammino. Sulla salitella finale mi superano Marco e Vitaliano i rivali d'allenamento coi quali ci deridamo vicendevolmente ed amorevolmente tutto l'anno.
E' la fine. Corpo e mente non ci sono più.
Chiudo la gara pensando solo al ristoro finale in 2h 2' e 52" (oltre un minuto in più rispetto lo scorso anno) deludendo , come scrivevo sopra, tutte le mie aspettative.

Tutti caparbi i nostri atelti ! Su tutti menzion d'onore all'infaticabile Cristina che giunge seconda assoluta sbaragliando a suon di adrenalina tutte (tranne una) le avversarie con un tempo record!!
PRE E POST GARA:

Arriva Anna sono felice, la "mia" adorabile Eleonora mi asseconda...c'è da dare una minima pulita alla casa che i nostri impegni lavorativi avevano abbandonato ad un ordinatissimo caos.
Anna è una bella persona: chiacchieriamo subito come ci conoscessimo da secoli, il viaggio in auto passa così veloce da non accorgersene, così come l'allenamento pomeridiamo.
Il mio (super) IO orgoglioso vorrebbe mostrarle i "miei" itinerari di una vita, ma non si può. La mezz'ora pregara diventa comunque, a furia di ciacola e di meraviglie (la ragazza vive con troppo entusiasmo), un'ora abbondante di corsetta rigenerante (?).
Scambio di impressioni e integratori , cenetta, nanna (almeno ci si prova) e via verso Ivrea.

Il post gara invece è a sorpresa. Ci si aspettava la pioggia, invece un cielo a tratti sereno ci ha spinto verso il classico rituale del riposo al Lago (Sirio).Anna si perde in un'ora di simposio con la nostra Maria Nazionale su ferro ferritina e su chi deve trasportare chi e che cosa.
Io sono in catalessi: rimedio due panini e tre birre (per me) e mi abbandono alla trance post gara.

La sera, tornati a casa ci aspetta la cena self alla frazione Tedeschi di Leinì, molti di noi esamini mancano..ma i più non perdono l'occasione per finire degnamente la giornata in compagnia e di pianificare...gare!


Ho già detto molto di lei, e non voglio esaltarla troppo (è già così entusiasta di suo...), e poi occorre rimanere umili. E lei lo sa, è una grande atleta che sa correre solo per il piacere di farlo e per vedere nuovi posti, che vive d'amore per lo sport .... e che sa goderne anche quando la forma latita.
Sappiate solo che è riuscita a trascinarmi alla festa torinese del PD per ammirare il "suo" Pier (al secolo Ferdinando). Avvenimento che da solo mi pone in "Odor di santità" .
Tra l'imitazione di una mucca (coi calcoli) ed una perla di saggezza il tempo passa veloce. C'è giusto il tempo di correre ancora un po' sotto la pioggia che l'intenso w.e finisce in un ritorno mesto ed autunnale al lavoro.


5 commenti:

Pimpe ha detto...

sembri freschissimo.... ;-))

... E io corro! ha detto...

Pimpe al 7° km riuscivo ancora a riconoscere e fingere coi fotografi ;)

Anna LA MARATONETA ha detto...

Mamma mia, Guido...che week end spettacolare mi avete fatto passare...Grazie di cuore per tutto, e complimenti per la narrazione. Me lo son riletta un paio di volte. Gran gara per te, malgrado i problemi. Imparerò la cultura dei campi; tu, intanto, continua a contemplarmi il Pier. Bello ritagliarsi momenti di vita fra le frenesie abitudinarie quotidiane. A prestissimo!

fathersnake ha detto...

La 5laghi è una gara bella tosta, mica una tapasciata. Qullo che non hai raccolto lì ti aspetta da qualche altra parte. L'importante è non aver magagne fisiche.

stoppre ha detto...

costantino nella foto sembra renato zero.