mercoledì 13 febbraio 2008

Le labbra


Lo so, lo so. Questo nelle intenzioni è un blog sul podismo.

Sarà che i miei fermi di stagione (ho avuto ancora l’influenza n.d.r) mi portano a continue digressioni. Sarà che c’è un mondo di cose da dire, di argomenti da trattare. Sarà che a volte mi appassiono e divento cattedratico senza rendermene troppo conto.

Questo è un post dedicato ad un amico, almeno io lo considero tale.

Tale, per la naturalezza con la quale si è posto a me ed alla mia compagna di vita, Eleonora: pubblico smanioso della sua musica e di poter comunicare con lui, fosse solo con qualche frase dopo un concerto..

Conosco Paolo Benvegnù, fin dai primi concerti a Torino degli scisma e, ne rimango folgorato. Gli scisma, restano a mio parere il più grande rimpianto della musica nostrana, un gruppo che era già indie prima ancora che il termine diventasse così “In”.

Dio come mi mancano gli scisma…

Per fortuna Paolo ha proseguito la sua carriera “solista”, per fortuna continua a scrivere canzoni, come strappasse pezzi di se, in parole oblique mai banali di un fascino irresistibile!

Esce il 15 febbraio, il suo nuovo album “le labbra”. Visto che al momento l’ho sentito solo "a pezzi",dal vivo o " rubandone" qualche registrazione qua e là, pubblico qui l’autorevole recensione de il “mucchio”

“Sono quattro gli anni trascorsi da Piccoli fragilissimi film, durante i quali il ricordo di quel disco ha avuto il tempo di sedimentarsi nella nostra memoria. Anzi, tre e qualcosa, se contiamo l’ep 14-19 .Questo il lasso di tempo che è tracorso prima che Paolo Benvegnù desse un seguito al suo brillante esordio solistico, conferma all’epoca di ciò che già si sapeva su un musicita che,fin dai tempi degli Scisma, si era rivelato autore di grande statura. Davvero si trattò allora, come si è letto un po’ ovunque, di un lavoro così pesante all’interno del nostro panorama pop d’autore?Sì, ed era un disco importante e splendido pur nelle imperfezioni che lo attraversavano, nel quale la potenza espressiva ovviava ampiamente ed efficacemente alle occasionali dispersività.

Le labbra parte da lì, mette a fuoco, aggrega e compatta quei materiali emotivamente densissimi intorno a una scrittura più sicura e diretta. Sarebbe semplicistico dire che è un lavoro migliore, è in realtà la conferma che Benvegnù sa manovrare sempre meglio il proprio potenziale espressivo, attingendo con sicurezza sempre maggiore alla tradizione del nostro artigianato pop, mediandola con un personalissimo approccio art-rock.Il tema ricorrente è sempre la difficoltà nei rapporti umani, l’agonismo dei sentimenti,la vita reale che ci attraversa messa in scena con una scelta di parole che trova sempre vie di fuga dalla banalità, e anzi le fortifica. Sono le canzoni stesse a parlare: la peste, pallottola diretta all’airplay radiofonico con una partenza convulsa tra archi e controtempi e un ritornello killer, la schiena con il suo insinuarsi insidioso e le esplosioni di archi e chitarre a trafiggere di schegge la melodia. E ancora la distanza, jeremi, la ariosa e malinconica interno notte, la solenne Sintesi di un modello matematico. Non un calo di tensione, non un riempitivo, non una scivolata nel luogo comune .C’è già un possibile candidato a disco dell’anno, perlomeno in Italia, e dire che siamo appena a febbraio.”

(Alessandro Besselva Averame da il “Mucchio” di Febbraio 2008)

Un notevole assaggio del nuovo album si può ascoltare qui.


3 commenti:

Giulyrun ha detto...

...che un giorno, forse in preda ad una crisi di mezza età, scopri una (ennesima) passione.
E dici poco, corri corri corri corri.
Per la mezza età pensaci dopo, pensi forse che tutti i runner siano nati imparati? La maggior parte che conosco: in presa ad una crisi di mezza......
by
http://mnrunning.blogspot.com/

Guido ha detto...

Grazie per la visita giulyrun.

La crisi della mezza credo di averla superata, quest'anno ho decio di provare quella del 30° Km ;-)

Andrea ha detto...

Gli Scisma! Li conosco! e li apprezzo molto.