domenica 23 dicembre 2007

La storia siamo noi




Non so se sia stato il clima vacanziero, o un ritrovato senso di libertà dal lavoro, fatto sta che oggi, rapito dall’entusiasmo, ho deciso per un lungo con almeno 9 km di salita (ed altrettanta discesa). Non credo sia stata una scelta geniale visto il mio precario stato fisico. Forse avrei dovuto riprendere con un qualcosa di un tantino più “soft”, ma la bramosia di correre, ha avuto il sopravvento. Tant’è, il risultato era scontato: la gamba e la caviglia hanno ripreso a dolere.

Poco importa sono state quasi due ore bellissime tra “le mie rive”.

Ogni volta che corro su qualche strada, non riesco a fare a meno di pensare all’importanza dei luoghi ed alla storia che ci scorre sotto i piedi. Dai racconti dei nonni a quelli che si possono reperire su internet il passo è breve. Che la memoria non ci possa mai mancare…

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Nella guerriglia c’è, è vero, il tempo della battaglia e il tempo della raccolta delle castagne: ma allora ci si ridusse a mangiare castagne tra un colpo e l’altro.
E cadeva la prima neve inesorabile davanti alle baite e sui passi di giovani che avevano ,sulle spalle già tredici mesi di privazioni, di freddo, di fame, di orrori, quando non anche - i più - tre anni precedenti di guerra infame, folle, brutale e ignominiosa in Europa e in Africa.

Congelato il fronte alla « linea gotica », le truppe di Kesselring coi briganti neri potevano più agevolmente dedicarsi alla « liquidaZione dei ribelli »: puntate, colpi di mano secondo la tattica antiterroristica copiata dal movimento partigiano, rastrellamenti in grande stile con presidio alle valli, usando le truppe che il fronte alleato faceva risparmiare.
Burlando, rimasto con oltre un centinaio di uomini della sua 80 a brigata, dovette cedere il distaccamento dei carabinieri alla 46a per "tenere" la strada che collega Corio con il convalle di Coassolo appollaiato su Lanzo. Un distaccamento di punta, affidato a uomini di punta, s’installò a Cudine. Lo comandava Giambi, brigadiere dei carabinieri, che ricorda:

« Raggiungemmo la località di Cudine di Corio nella tarda sera del 16 novembre 1944. Una parte del Distaccamento, diviso in squadre, proseguì in missione per le località stabilite in precedenza, il rimanente con me e con due prigionieri tedeschi, feriti e malati, si fermò per il pernottamento nella stalla di una baita a monte della strada Lanzo-Corio.
« All’alba del mattino successivo, 17 novembre 1944, fummo accerchiati e sopraffatti da ingenti forze nazifasciste. Subito dopo la cattura, un capitano tedesco chiese chi era il comandante ed io mi presentai. Chiese ancora se vi fossero partigiani non italiani; si presentarono lo slavo, da noi conosciuto con il nome di Popovich, ed un romeno del quale non ricordo il nome. Ci legarono le mani dietro la schiena e sotto scorta ci fecero incamminare verso Corio. Gli altri, seppi in seguito, divisi in due gruppi, furono barbaramente trucidati nei pressi della strada. Erano in tutto 27. Sia dello slavo che del romeno non ebbi più notizia. Io, il mattino successivo, venni condotto da Corio a Lanzo, poi a Cuorgnè, quindi nel carcere di Torino e infine il 20 dicembre nel campo di concentramento di Bolzano, dal quale potei evadere con altri compagni verso la metà di marzo del 1945 e raggiungere il Comando della mia vecchia 80° Brigata a Levone Canavese »

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I tedeschi erano a casa mia

dice: rassegnati!

Ma non ce l’ho fatta

e ho preso il fucile.

Un vecchio in un solaio

ci ha nascosto per una notte.

I tedeschi l’hanno preso

è morto senza sofferenza.

Nessuno mi ha chiesto

da dove vengo e dove vado

E voi che lo sapete

cancellate il mio passaggio.

Ancora ieri eravamo in tre

resto solo io

E giro in tondo

nella prigione delle frontiere.

Il vento passa sulle tombe,

la libertà ritornerà.

Ci si dimenticherà di noi

e rientreremo nell’ombra.

(“La complainte du partisan” Trad. Giorgio Canali)

7 commenti:

Andrea ha detto...

Stamattina, "ironia della sorte", ho corso tra i monti di casa mia, nei boschi, nel fango, affiancando per un bel tratto, una polveriera ora chiusa...
Ciao uomo. Buon Natale.

Micio1970 ha detto...

E' bello correre tra i ricordi! E' anche bello correre senza dolore ... Buon Natale!

Andrea ha detto...

Ciao Guido e BUON NATALE!!!

Master Runners ha detto...

Buon Natale Guido!!

Furio ha detto...

Buon Natale Guido e buona guarigione ;)

franchino ha detto...

Auguroni Guido!

Anonimo ha detto...

Ce l'hai fatta a creare il tuo blog! :-)