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venerdì 30 dicembre 2011

A ritroso

Ci sono periodi che stravolgono ed indirizzano il tuo percorso verso nuove strade inesplorate e sconosciute, che per questo incuriosiscono, che per questo, spaventano.

Ho corso molto anche quest'anno: ho in mente una lunga serie di flashback , impietosi e romantici di me che corro a denti stretti, guardando i piedi muoversi su di una strada così mutevole da apparirmi immobile.

...Ed i pensieri corrono anch'essi velocissimi.
E sono nuovi sorrisi, sudore, gonnellini di fanciulle, pianti e disperazione, svenimenti, sfinimenti.
Sono le quotidiane preoccupazioni , i conti che non tornano, i volti degli amici, gli ansimi, i desideri disillusi, l'anelito.
Sono pillole per il dolore, brindisi, telefoni che squillano, sono mani che si incrociano, lunghi abbracci, altri baci.
Sono nuovi colori, fatica, sconforto.
Sono le piccole speranze.

Tutto questo è racchiuso in quest'anno di corsa, che mi ha fatto calpestare le strade di mezzo piemonte e non solo,.Un anno che per molto tempo,per lunghi giorni, non sono stato capace di raccontare, perchè neppure il mio cuore, neppure il mio sguardo, neppure una penna possono spiegare , possono fermare....

Sono stato in forma, ho avuto lunghi periodi di sconforto, infortuni.

Sono arrivato al traguardo esultando, sono arrivato piangendo...e, nel bene e nel male, ho sempre portato a termine il mio tragitto.

Che la vostra strada vi porti sempre lontano. Buon Anno a tutti voi!

lunedì 10 ottobre 2011

La Mia Arrancabirra


Ci voleva un evento epico per riportarmi al blog.

Dopo un'estate lunga e travagliata che, prima o poi, vi racconterò ...in pieno ottobre riprendo a raccontarvi di corsa.

Lo faccio raccontando di quella tanto agognata gara che prende il nome di Arrancabirra.
Iscrizione a Giugno, posti disponibili volati via in meno di un mese; allenamento costante...almeno per ciò che riguarda la parte alcolica!

Grazie agli amici, ci arrivo in condizioni fisiche perlomeno accettabili. Il protrarsi del mio dolore alla tibia avevano messo in dubbio fino all'ultimo la mia partecipazione.....
Tanta, forse troppa la voglia di rivalsa per una gara che, forse (e sottolineo forse), andrebbe vissuta solo ed esclusivamente in modo goliardico e non agonistico.

In compagnia di Gianluigi , Enrico, Paola e Maurizio si affronta quindi questa avventura in quel di Courmayeur .
Le previsioni meteo che seguo da giorni, mi preoccupano abbastanza: in loco infatti, sono previsti per la giornata di Sabato 8 ottobre, neve e gelo.
Impossibile penso, questa è stata un'estate infinita...
Finanche al mattino, seppur con l'aria sgarzolina, uno sguardo al cielo, sembra sconfessare le nefaste previsioni.
Passata l'uscita di Aosta il cielo è terso ed a me scappa un sorriso.
Dopo 10 minuti questi si trasforma in smorfia: cielo grigio e temperatura di pochi gradi superiori allo zero, mi danno il benvenuto nell'amena località valdostana.
Arrivo presto e riesco a parcheggiare facile. Tutto assonnato ed intorpidito svolgo in men che non si dica le operazioni di ritiro pettorale.
Opto per un caffè..... in un attimo il paese si popola di mille anime varoiopinte.
Comincio ad entrare nell'ottica della gara. Costumi in ogni dove. Il tema è il matrimonio reale; ma pecorelle, infermieri, cavalli, fate, aerei di cartapesta , tutto intorno, in un caleidoscopio di colori e sorrisi, mi fa subito immergere in quel che è lo spirito di questa competizione.
Incontro gli altri "Leinicesi", anch'essi tra l'assonnato ed il rapito, e poi Franchino; Costanza ed un Jèrome pallido che probabilmente è entrato nello spirito gara un attimino prematuramente.
Non so più dove voltarmi. E' una festa.
Comincio a preoccuparmi dell'aspetto gara: ho preso giacche,giubbini, guanti e paraorecchi...ma non sono dotato ne di bastoncini, ne di scarpe da trekking.
Del resto io le corse in montagna le ho sempre fatte con le mie skylon quattrostagioni e non vedo proprio quale sia il problema(...)
Mi immergo nella folla:sembra di essere a Rio.
Un po' sono stordito da tanta festa, ma aspettavo da tempo questo giorno e volevo comunque "correre" una gara decorosa senza trascurare del tutto l'aspetto agonistico.
La gente salta a ritmo di musica è un frastuono invitante che ci spinge al via.
Parto avanti ma non troppo..una fiumana variopinta mi segue. Si comincia a salire subito , prima su asfalto e poi su sterrato. Dopo i primi due tornanti persi a guardarmi intorno, mi volto...i miei compagni di società non ci sono. Rallento, del resto io non son proprio adatto a questo tipo di gare," mi raggiungeranno presto", penso.
Seguo nell'ordine prima una pecora, poi un kilt che abbandono (mentre un tizio cerca di infilzarmi col suo bastoncino) per un gonnellino che lascia intravedere due gambe femminili (finalmente vere), ecco infine un tamburo che prova a segnare il ritmo come se fossimo su di una galera.
Il corpo procede chino, l'inclinazione della salita costante: il tamburo arranca ed io con esso.
Alzo lo sguardo: lo scenario è da favola. Il serpentone variopinto è lentamente imbiancato dalla neve. Non copiosa ma soffice e vellutata. Uno scenario bellissimo ed inverosimile allo stesso tempo . "Il carnevale sulle Alpi" , penso.
Mi volto, dei miei compagni nessuna traccia; allora decido di farmi trasportare dalla colonna improvvisata, nonostante il dislivello non invogli a farlo, sono in molti a chiacchierare.
Al primo ristoro la birra me la godo tutta. D'ora in poi un glùglù costante, proveniente dal mio stomaco mi accompagnerà fino all'arrivo.
La salita è durissima. Sarà pure una corsa goliardica, ma il percorso non è da sottovalutare. In alto su una vetta vedo degli stambecchi su due zampe, sembrano lontani anni luce e pure siamo appena ad un'ora di gara.
Sorrido ad un fotografo intirizzito , che al mio pollice in su ed alla mia paresi risponde con un "bravo". Al rifugio Carrù vengo tentato da una Costina, butto giù a velocità supersonica una birra e riparto...
Le gambe cominciano a far fatica, i polpacci mordono e la neve gelata comincia ad infastidirmi.
Il serpentone davanti a me sembra allungarsi, provo a tenere un passo costante ma ecco che comincio a slittare. Una, due, tre volte..
Tento dei percorsi alternativi , "dei fuori pista", ma cado ancora; a volte non faccio in tempo a rimettermi in posizione eretta che son di nuovo a terra. Scivolo spesso per alcuni metri a valle.
Comincia lo sconforto: mal comune mezzo gaudio.Davanti a me la ragazza con la gonnellina verde cade anch'essa , fa una smorfia...sorride e si rialza.
Decido di proseguire gattoni, tattica che per un po' sembra funzionare.
Un'ondata di freddo mi raggiunge e mi blocca.A furia di aggrapparmi ai cespugli d'erba, non sento più le mani...
Decido di togliermi i guanti. Sbaglio madornale:impiegherò circa 15 minuti nel tentativo di rinfilarli.
Son lì bloccato, penso addirittura di non farcela, di fermarmi ed attendere i soccorsi. Qualcuno dietro a me accenna un "dai!" che mi ridesta...sono in cima.
Tremante sorseggio un bicchiere di the, mentre qualcuno scende a valle gridando un "chiudi tutto, chiudi tutto".Mi accorgo che a fianco a me che posa per un'improbabile foto, proprio in cima c'è Giovanni Storti,anche lui sembra provato. Come un turista per caso, provo ad infilarmi nella foto . Occorre riavviarsi!
La discesa è un incubo. Sbatto ripetutamente il sedere a terra. Ogni volta fa più male...mi rialzo punto i piedi di traverso e scendo...quando il terreno lo permette provo anche ad accellerare il passo, ma non c'è da fidarsi.
Ad un certo punto scivolo e come un bob (a4) comincio a dirottare velocissimo verso valle per una decina di metri. Urlo aiuto: qualcuno prova ad afferrarmi...Delle reti giungono provvidenziali: mi ci afferro con una mano, rischiando di farmi davvero male, ma funziona.
Ridiscendo cauto, fino alla vista delle mucche e, giù più in basso, del Rifugio Bertone...
Mangio due fette di salame, bevo un'altra birra e mi riavvio, convinto che il pericolo sia scampato.
Infatti il sentiero comincia a migliorare e la neve a diradarsi.
Improvvisamente mi ricordo di partecipare pur sempre ad una competizione, quindi accellero, prima poco..poi, visto che il terreno lo permette, a lunghe falcate.
E' poca la gente che corre. Il penultimo ristoro a due km dal traguardo mi taglia le gambe; non tanto per la mia quinta birra, ma per il fatto che lì incontro gli stessi costumi che prima stavano dietro di me, che sembrano arrivati da una giornata in spiaggia, tanto sono rilassati. Mangiano, ridono, e sembrano riposatissimi, mentre io sono stravolto.
Spuntato il pettorale, riparto lo stesso velocemente fiondandomi come un pazzo verso il traguardo. Supero tra il deluso e l' incredulo decine di camminatori, molti dei quali arriveranno avanti a me al traguardo.
Non capisco più niente. Esulto comunque felice all'arrivo, presumibilmente sotto le quattro ore (avevo scordato il garmin a casa) . Mi metto in coda anche per farmi rilevare il chip. Davanti a me un uomo tavolino.
Esausto e provato mi riprendo lentamente. Vado al bagno (6 birre lasciano comunque il segno), mi cambio con tutta calma, saluto Costanza Frank e Jèrome (che sembra divertirsi un mondo) e pranzo. Quando sto per finire sopraggiungono gli altri amici.
Gianluigi ed Enrico sembrano piuttosto malconci. Gianluigi ha una tibia che pare un areostato ed Enrico dice di essersi rotto una mano (in effetti scopriremo che il poveretto s'è procurato una frattura al dito).
Anche loro sembrano avere un'espressione tra il disperato e l'estasiato...

Che dire o pensare in conclusione? Nel vedere la festa che si svolge davanti ai miei occhi e nel ripercorrere mentalmente la giornata appena trascorsa, io non vedo l'ora che arrivi la prossima Avvancabivva!!



(Visto che in molti date le avverse condizioni meteorologiche sono stati deviati dal percorso, le classifiche hanno carattere puramente informativo)

venerdì 3 giugno 2011

2° Giro d'le Cort (Germagnano) e scarico personalizzato

Martedì in quel di Germagnano , si è svolta la seconda edizione del "Gir d'le cort" (giro dei cortili).
Il piccolo centro della Val di Lanzo ha ospitato la gara valida per il campionato canavesano uisp, specialità misto.
Visto il cielo plumbeo, gli organizatori han deciso di spostare la zona partenza/arrivo nei pressi della copertura del distributore, accorciando il tracciato, nella sua parte più pericolosa.
Il che ha prodotto dopo alcuni metri un ingorgo terribile, tra passaggi obbligati in cortili e buie arcate ed una scalinata improba...intasamento che ha rallentato la corsa, costringendo chi come me non era riuscito ad accaparrarsi le posizioni di testa, ad una sosta piuttosto lunga (calcolo in una trentina di secondi il mio stop).
Ciò nonostante, anche contraddicendo il parere di molti che han corso la gara impecando, io trovo questo percorso molto bello e pittoresco.
I tre giri del tracciato, son filati via senza che quasi me ne accorgessi, tranne ovviamente il rettilineo finale che concludeva la gara dove ho forzato un po' per recuperare su Maurizio, che già troppe volte ha avuto l'ardire di precedermi quest'anno.
Chiudo in 28'43" i 6870 metri del percorso (garmin), in nona posizione di categoria e come primo (nonchè unico) consigliere:la gara infatti era valida anche come "corri in regione", prova podistica riservata agli enti, ai suoi dipendenti, ai consiglieri, assessori sindaci ed ex sindaci.



Archiviata la terza gara in sei giorni, noi della podistica Leinì, Cristina in testa, abbiam pensato bene di "defaticare" un po' organizzando un allenamento di gruppo.
Mathi/ San Ignazio , meta quest'ultima di scalatori dalle gambe temprate.
Circa ventisette km impegnatissimi che rimarranno nella memoria di tutti i dodici partecipanti.
Vi rimando al post di stoppre per una narrazione più "emozionale".
Mi si accusa a volte di essere troppo "lamentoso", altre troppo melense, ma di rado un allenamento di gruppo, mi ha rinvigorito lo spirito come in questa occasione!

lunedì 23 maggio 2011

Inverso-Cima Bossola-Inverso

Ieri in compagnia di Eleonora, mi sono recato in Val Chiusella per una gita fuori porta : per la precisione nel comune di Vico Canavese, in frazione Inverso.
Il mio obiettivo era quello della marcia alpina che porta in "Cima Bossola" :circa otto km tra andata e ritorno, sullo stesso percorso per un dislivello di 755 mt!

Lo scopo delle corse in montagna ormai, data la mia scarsa predisposizione per esse (non fosse che per la discesa), è quello di un allenamento-potenziamento alleviato dalla vista di bei paesaggi.

Così, in tutta tranquillità, parto per questa nuova avventura , valevole per il campionato uisp canavesano di corsa in montagna.
Con me della podistica Leinì, presenti anche Carlo e Fabrizio.

Salgo tranquillamente nelle retrovie, anche perchè pur contenendo la fatica del dislivello proibitivo, subito i polpacci si fan sentire ed il corpo tende a piegarsi in due per alleviarne lo sforzo muscolare.
Comunque sto bene, nella mia passeggiata riesco a scherzare persino col poco pubblico presente ad incoraggiarci.
A circa 800 mt dalla cima, incrocio quelli che già scendono. Faccio la conta e li incito.
Ad un certo punto vedo arrivare verso di me Laura Ingalls de "la casa nella prateria" che scorrazza sul prato ridiscendendo felice. E' l'invincibile Nicole (Peretti) che, tutta trulla, a sua volta mi invita a " non mollare".

Arrivato finalmente in cima, sorseggio con tutta calma un bicchier d'acqua e decido che forse è il caso di onorare la gara, tentando di "correre" almeno la discesa.

[Eccomi che , portata in cima la croce, mi appresto a ridiscendere attentamente]

Parto a spronbattuto e comincio a recuperare concorrenti.
Ma il dislvivello è veramente notevole e tocca frenare se no, si rischia di rotolare.
Ad un km dall'arrivo i talloni sono fumanti, ma ho recuperato almeno una decina di posizioni.
Proprio mentre la strada diventa asfalto , bello liscio che sembra appena fatto ecco, a circa trecento mt dal traguardo, l'imponderabile.
Complice probabilmente un momento di rilassatezza, mi cedono improvvisamente le gambe (la dinamica non mi è molto chiara). In un attimo che, a ricordarlo mi sembra interminabile, finisco lungo e disteso sull'asfalto condito dalla ghiaietta che s'infila in ogni dove "brasandomi" gamba e braccio destro..
Mi rialzo sconcerto..la prima cosa che faccio è accertarmi se qualcuno ha visto, in effetti sento in lontananza qualcuno che si accerta delle mie condizioni..resto un attimo titubante e mi avvio a tagliare il traguardo sanguinante.
Oggi ho dato la pelle!
Inutilmente a dire il vero perchè arrivo comunque penultimo di categoria, e visti i distacchi probabilmente, avrei potuto scendere con tutta calma che il risultato non sarebbe mutato.
Ma l'orgoglio , quello, va appagato!


Una volta medicato mi anestetizzo con un piccolo aperitivo, premessa del bellissimo pranzo che seguirà con gli altri podisti , tra cui Omar.
Tutto sommato una bella giornata a prescindere; io mi faccio vanto delle ferite ed Eleonora della sua abbronzatura...che volere di più?

lunedì 27 dicembre 2010

La sindrome del panettone (corsa di Natale-Germagnano e corsa di S.Stefano - Avigliana)

Si sa, nel periodo Natalizio siam tutti succubi del panettone.
Panettone a colazione, a pranzo, a cena e, in mancanza di altro, ogni occasione è buona per arrivare alla quaresima, finendo i panettoni svenduti sottocosto dopo le festività Natalizie!
Così imperterriti, noi podisti farciti di canditi ed uva passa, corriamo....
La mattina di Natale, il ritrovo è a Germagnano per la classica corsa. 11 km circa in assoluta amicizia tra le borgate dell'ameno paese della Val di Lanzo.
Uno spettacolo correre tra le montagne nonostante la pioggia caduta e gli slalom per schivare le inevitabili pozzanghere.
Uno spettacolo soprattutto i ristori (leggeri leggeri) gentilmente offerte dai borghigiani...cioccolata calda (o the) e torcetti di Lanzo alla prima sosta e Toma e marmellate (più panettone ovviamente) alla seconda.
Un'usanza da non perdere, anzi da diffondere, che fa da viatico allo spirito Natalizio ed alle grandi abbuffate (...)
.......
Il 26 con la mia pancia a panettone, alcuni problemi di digestione, mal di schiena ed un dolore persistente al tendine di achille (c'ho un'età), mi avvio in compagnia dei neotessarati Tra...nesi Cristina e Vitali(a)no in quel di Avigliana per la corsa di S.Stefano.
Pioggia insistente (che solo nel dopogara si trasformerà in neve) e freddo a farci compagnia. L'ideale per i miei dolori.
Ma io non desisto....
La gara consta di tre giri di un anello fatto di muntacala (per i lettori internazionali saliscendi), piuttosto impegnativi , per un totale di circa 6200 mt.
Parto bene, ma le sensazioni, complice la salita sono quelle di un'andatura piuttosto lenta. Il respiro si fa subito affannoso e non oso alzare lo sguardo perchè ciò che vedono i miei occhi mi spaventa. Appena lo faccio, scorgo Stella con l'amica Cristina ; con orgoglio molto maschile, le sorpasso entrambi e per tutta risposta sento il respiro di Stella che, s' incolla alla canotta. Dopo poco mi passa Mirella (i riferimenti alle donne, non conoscendo tutti i miei rivali di pari età mi vengono facili): pare una centometrista..."cavolo son proprio fermo" , penso...
Poi però qualcosa capita , Mirella rallenta molto ed io riprendo spinta e coraggio. Siamo all'ultimo giro quando Stella rompe gli indugi e mi sorpassa (ormai ci ha preso gusto la ragazza), la incito per poi esalare l'ultimo respiro ed affrontare i restanti duemila metri in totale apnea..vedo l'arrivo , sprinto e chiudo. Mi accorgo di non avere il cartellino (cosa successa a molti), il ragazzo che prende i dati è lentissimo, io quasi non riesco a pronunciare il mio nome...ho il dubbio che la classifica sia uscita un po' falsata.
Poco importa oggi vengono premiati solo i primi 3 di ogni categoria e la qualità degli atleti mi è parsa di livello.
Quello che conta è il risconto cronometrico fermo a 24'37" (3'58" di media). Felice anche oggi, nonostante l'acuirsi del dolore al tendine di Achille mi spinga, per l'ennesima volta quest'anno, ad una riflessione: "Meglio fermarsi?" ...Resto titubante "Un perido di forma così, quando mi ricapita?"


(55° ASSOLUTO 6° DI CATEGORIA!)
La posizione n° 127 non c'entra nulla col sottoscritto...qualcuno che ha raccattato il mio tagliando da terra?

domenica 12 dicembre 2010

Fioccano PB ( 1°Royal Half Marathon)

Ed a fine stagione, fine anno, alla fine di tutto (tranne che della speranza), capita che il tuo corpo ti conceda una tregua, che gli acciacchi se ne vadano e che tu improvvisamente riscopra, naturalmente, il piacere delle corsa!

Ed i risultati conseguiti in questi quindici giorni, probabilmente sono solo una diretta conseguenza.
Oggi ci ho provato, sapevo che poteva essere l'occasione buona e così è stato.
Niente di eccezionale per carità, il garmin si è fermato su 1h.28' 34" (in attesa di un riscontro ufficiale del chip e della classifica) comunque sia io gioisco non poco, visto che il mio cruccio era quello di abbattere il muro dell'ora e trenta (Pb precedente 1h30'01").
Il tracciato molto bello, ma non altrettanto agevole a dire il vero, con alcuni passaggi ghiacciati, diversi saliscendi e moltissimi tratti di sterrato.
Peccato dell'organizzazione è stato non prevedere ristori durante il percorso , se non uno (per detta di alcuni visto che a me è sfuggito) al 18° km, ma sono certo che alla prossima occasione rimedieranno!
Poco male: oggi le gambe andavano ad un ritmo regolare che quasi non ci credevo. Unica piccola dèbacle all'ultimo km (piccola crisi energetica) in cui mi passava una sempre più sorprendente Stella (seconda classificata) a cui vanno i miei complimenti!


[Prima e seconda piazza per le giovani amiche]

(67° IN 1H 28'25" real)

Sorpresa finale di giornata,la maglia di campione di categoria in maratonina del campionato canavesano Fidal, più il secondo posto assoluto di categoria.
Non c'è stata troppa competizione è vero.. ma il mio instancabile amore per la corsa e la mole di gare disputate (nonostante) ha finalmente avuto il giusto riconoscimento (per una volta me le suono e me le canto).


Giornata da incorniciare!



Nota Negativa :Purtroppo la disfida Fidal /enti di promozione sportiva, da quanto ho capito oggi, è ripartita...io mi auguro solamente che a rimetterci non debba essere lo sport e la passione per la corsa in genere. Amen

sabato 11 dicembre 2010

E' festa (l'eloquenza delle immagini)

E'stata una grande annata, festeggiata degnamente (più volte) ad ostriche e champagne, come solo i più validi atleti meritano. Stasera le bottiglie stappate non si contavano, così come i Km percorsi insieme....grazie della vostra amicizia!



Una cosa è certa, sappiamo far festa almeno quanto correre!


<



I nostri Tutor
sirenetto1

Proporzioni di coppia!

sirenetto2
Premio meritato


Essendo questo un blog serio, fatto per lettori morigerati e benpensanti, non mi è stato possibile pubblicare altre immagini, nonché video ben più eloquenti della degenerazione umana. Visti comunque i soggetti di cui sopra..lascio spazio alla vostra più sfrenata immaginazione!

lunedì 15 novembre 2010

Cristina e la Maratona (Turin Marathon 2010)

Stavolta la gara la racconta LEI!!

Grazie Guido, grazie per aver creduto in me, sapevi che la testa e il cuore avrebbero compensato il fisico dolente!!

Il destino questa volta è stato dalla mia parte ed ha voluto che facessi la gara della vita in condizioni direi non ottimali! Forse hanno ragione gli altri, mi è servito x riposare, sicuramente quando al 17km avevo gambe durissime e collo dolente ed ho pensato di ritirarmi, la forza che ho avuto dentro è stata quella di dire “no”, non posso farlo adesso, dopo tutta la fatica degli allenamenti, l’impegno mio e di chi mi è stato vicino, non potevo tradire le aspettative nel mio orgoglio e di chi mi ha allenata e supportata per tanti mesi.

Sapevo che non potevano essere dolori muscolari, quindi ho stretto i denti, anzi ho spinto ancora di più su quella salita di Rivalta, perché ho pensato che mi dovevo portare avanti, così, se mi fossi inchiodata, sarei stata più vicino all’arrivo. Proprio li, su quella salita, ho perfino staccato Massimo e Daniela e ho continuato a spingere, senza risparmiare nulla, perché sapevo che energia ne avevo tanta quanto poteva bastare, quello che mancava era la struttura che, rigida, faceva fatica a supportare le gambe che correvano, correvano senza prendere fiato, come sanno fare così bene.

Così mi sono ritrovata al 30 km, su corso Francia, mi ha affiancata Silvio e l’emozione di essere già arrivata li mi ha fatto correre un km in 4.05 … esagerata come sempre! Mi sono resa conto che la gara non era finita, ho tirato un po’ i freni ed ho cominciato a sperare di reggere ancora un po’, con un po’ di fortuna magari fino alla fine.

Poco prima del 40 vedo una canotta conosciuta, è Costantino, partito troppo forte ha dovuto rallentare, lo affianco e insieme a lui provo a spingere ancora, ma ho dolori ovunque, anche ai piedi e mi chiedo … come si fa a correre con i dolori ai piedi … ma non è così, si corre, comunque, perché questa è la cosa che so far meglio.

Siamo alla fine, vedo già gli stemmi dell’imbocco di via Roma, sento urlare il mio nome (sono Paola e Daniela che han perso la voce x incitare tutti noi… ) so che tra poco il tempo si fermerà solo per me, e quel tempo non lo potrà cancellare più nessuno … Silvio mi deve abbandonare, ma mi da una pacca sulla schiena e mi dice “vai .. stai dritta … c’è l’hai fatta”, io alzo le spalle (chissà con quale strana postura stavo correndo x alleviare i dolori …) e sorrido, la gente è tantissima e il tifo è tutto mio, sorrido fino alla fine, taglio il traguardo ed alzo le mani: 3.04.52 !! Ce l’ho davvero fatta … è incredibile …. Sono molto orgogliosa di me, sono felice … me lo sono davvero meritato!!

Grandissimi tutti, siamo stati davvero immensi, sono felice perché tanto impegno ha dato i suoi frutti, ha regalato alla maratona 5 nuovi adepti e a me un po’ di soddisfazione per averli accompagnati fino al traguardo, perché è come se li avessi tenuti per mano ... perché ha fatto correre Vita come non aveva mai corso, migliorando il suo PB di 15 minuti … perché c’era Maria che mi seguiva in bici, nonostante il freddo e le fatiche di un mondiale di 100km di solo una settimana prima, che mi ha dato coraggio e mi ha fatto sorridere sempre, ricordandomi che l’umanità è l’anima dello sport …. Perché c’era Silvio, che ha creduto in me fino alla fine, ed era così felice perché le “regine” avevano di nuovo centrato l’obiettivo …. Perché c’era Daniela, la vera Regina, che ha corso con me, con impegno e poi (ma solo per questa volta … ) mi ha dovuta lasciare andare ma ha gioito con me al traguardo, con felicità vera!

Oggi è un gran giorno, per tutti noi!

Cris



sabato 17 luglio 2010

Lugnacco in notturna

Mercoledì scorso, si è gareggiato a Lugnacco.
I lievi miglioramenti uniti alla voglia di correre, che non mi ha mai abbandonato nonostante il lungo periodo di sconforto, mi hanno quindi indotto a cambiare il turno di lavoro per unirmi al resto dei prodi guerrieri Leinicesi.
Uscito di casa con un temporale da paura che in un attimo ha devastato tutta la zona, confidavo almeno in un po' di refrigerio serale , visto che oramai è assodato che il mio corpo reagisce meglio sotto la pioggia. Invece, arrivati in loco, le nuvole si erano diradate ed un'umidità ai massimi storici ti faceva sudare pure stando fermo.
Era la prima volta che affrontavo questa collinare, molto divertente. Le sensazioni in partenza erano buone, tanto che cominciavo a reintravedere i miei "vecchi" compagni di battaglia. Peccato che alla prima salita mi sia completamente "piantato" con le gambe dure e reticenti come cavalli imbizzarriti di fronte ad un ostacolo (forse non avevo smaltito la corsa in montagna di domenica?).
Così riecco il solito leit motiv, una serie interminabile di concorrenti che mi passavano inesorabili...
...perdevo una quindicina di posizioni; a farmi dare una scossa è stato vedere Vitaliano fuggirmi via.
Reagivo un po' a fatica, complice qualche discesa tenevo comunque il passo fin sulla salita finale che portava all'arrivo. Lì m'inchiodavo per la terza volta perdendo quei cinque secondi fatali che segnavano la mia ennesima resa nei confronti del rivale quarantenne.
Onore delle armi , ma oramai la disfida è ri-aperta (tu che leggi sallo)

I piccolissimi miglioramenti mi rinfrancano e fanno sì che, almeno nello spirito, io torni agguerrito, sperando che anche la forma, a dispetto di quest'afa insopportabile, torni a fare capolino.



Nel post gara si festeggia col dolcetto del pacco gara la prossima paternità di Marco (oooooh) e si trova anche la forza di replicare in birreria. Forse stiamo diventando dei beoni più che degli atleti, ma i dopo gara con questo fantastico gruppo di amici, sono momenti a cui non si riesce più a rinunciare neppure sapendo che la sveglia è pronta a suonare di lì ad un paio d'ore....

mercoledì 5 maggio 2010

Guerra Totale (?)

Un interessante comunicato giunto oggi che riapre l'annosa diatriba Fidal/Uisp. Sarebbe auspicabile a mio parere una tregua(possibilmente non armata), nonché un po' di buon senso,tenendo presente che la maggiorparte degli "atleti amatori" gareggia unicamente per il piacere di correre, sostenendo a proprie spese i costi per visite mediche, tesseramenti (di varia natura) , costi per iscrizioni e quant'altro!


COMUNICATO FIDAL PIEMONTE DEL 05/05/2010


argomento: violazione convenzione FIDAL/UISP - san maurizio (TO) 1/5/2010


Norme Attività 2010 Disposizioni Generali art. 1 Partecipazione alle gare comma 1.8 COPERTURA ASSICURATIVA FEDERALE (omissis)

Pertanto richiamando anche quanto previsto dall'art. 21 del Regolamento Organico, i tesserati FIDAL non sono autorizzati a partecipare a gare non approvate dalla FIDAL.

Qualora ciò accada, essi si assumono la diretta e personale responsabilità in merito alle conseguenze degli eventuali infortuni accaduti e non sono tutelati dalla copertura assicurativa federale e tale inadempienza verrà inoltre segnalata agli organi di giustizia

Con riferimento alla manifestazione UISP di San Maurizio Canavese di sabato 1° maggio organizzata dalla Società TO114 e gestita in violazione della Convenzione FIDAL UISP e della normativa federale si fa presente che vi hanno preso parte i seguenti atleti tesserati FIDAL:

(OMISSIS)

Il deferimento dei suddetti atleti e delle società di appartenenza in solido, in forza di quanto previsto dalle Norme Attività 2010 è un atto dovuto.

Tuttavia in considerazione del comportamento del Presidente della società TO114 che ha emesso un volantino scorretto e sollecitato la partecipazione di tali atleti anche con dichiarazioni rese attraverso la trasmissione televisva Piemonte in corsa di venerdì 30 aprile, si ritiene di non dover per il momento procedere al loro deferimento.

Onde evitare in futuro speculazioni più o meno interessate o comunque azioni di disinformazione si ribadisce che LE MANIFESTAZIONI AUTORIZZATE FIDAL SONO ESCLUSIVAMENTE QUELLE RIPORTATE NEI CALENDARI NAZIONALI, REGIONALI E PROVINCIALI.

Per facilitare l'osservanza delle Norme viene emessa OGNI SETTIMANA una FPN con le manifestazioni approvate per lo stesso periodo.

Si ricorda nel contempo a tutte le Società affiliate alla FIDAL che per l'organizzazione di una manifestazione AGONISTICA è imprescindibile la richiesta di autorizzazione alla sua effettuazione e la successiva approvazione da parte della FEDERAZIONE , ogni infrazione sarà sanzionata ai sensi dello Statuto.

Regolamenti - Area Tecnica - GGG - Fidal Piemonte

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martedì 4 maggio 2010

De La volontà e de l'amicizia...

...Ho ricevuto questa mail che pubblico integralmente perché in essa è racchiuso tutto lo spirito che anima tutti noi.

Ciao runners,

eccomi qui, sono tornata, fortunatamente indenne dopo la dura battaglia affrontata a Vercelli! Che dire, la battaglia è stata vinta, anche se la guerra è sempre aperta …

3:10:06 il tempo che mi ha permesso di abbassare di quasi un minuto il mio PB!!

Per prima cosa devo ringraziare di cuore la Regina (n.d.r. Daniela De Joannes), che è stata fondamentale per la riuscita dell’impresa! Per me si è alzata all’alba, mi ha accompagnata in auto a Vercelli, ha inforcato la sua bici (nonostante un brutto strappo al polpaccio che quasi le impedisce di camminare ….) ed è stata al mio fianco per tutto il tempo! IMPECCABILE: mi passava i rifornimenti, le spugne, mi distraeva, cercava in tutti i modi di tenermi su di morale, continuando a ricordarmi che potevo fare il tempo e che stavo facendo un’impresa ... E l’impresa l’ho fatta grazie a lei, che non mi ha mai abbandonata e ha permesso che io non abbandonassi, anche nei momenti di maggiore sconforto, l’obiettivo … il tempo!

Quindi posso dire che c’è l’abbiamo fatta, io e Daniela insieme, e ancora una volta il merito è anche suo, ma non solo, il merito è anche di tutti gli amici che hanno creduto in me, che mi hanno aiutata negli allenamenti, le lepri che con grande determinazione mi hanno tirato interminabili ripetute!

Devo anche ringraziare il mitico Silvio, che mi ha seguita “a distanza” in questi mesi, dandomi sempre giusti consigli e impeccabili tabelle, mantenendo alta la mia autostima.

Per chiudere voglio scrivere un pezzo del messaggio che mi ha scritto Maria Grazia, la mia amica centokilometrista, dopo aver saputo l’esito della gara: “…pensa che fortuna prepararsi insieme agli amici, progettare e sperare di fare una maratona, l’amica che ti segue … siamo proprio fortunate, è importante che duri il più a lungo possibile …”

Ha ragione Maria … SPERIAMO CHE DURI IL PIU’ A LUNGO POSSIBILE …

Cris

giovedì 29 aprile 2010

lunedì 26 aprile 2010

Padova, la piacevole disfatta! (Maratona e 1/2 Maratona di S.Antonio)


Cominciamo dall' inizio (ovvietà).
Alla vigilia della gara mi è stato detto che ho piedi cavi con tallone pronatore, per cui i miei piedi tendono a subire una torsione innaturale, quindi i processi infiammatori (aggiunti alla dismetria) per me saranno sempre all'ordine del giorno (i plantari non mi hanno mai aiutato). Più o meno lo sapevo; ma quando ha aggiunto: "non son fatti per correre, vai finché riesci e poi smetti", il mio orgoglio ha subito un contraccolpo. In quel momento la mia mente ha fatto un 5000 in meno di 15 minuti!!
Tornato coi piedi in terra (per quanto possibile), oggi la ragione è tutta dalla sua parte. Sono tornato a zoppicare con la tibia sinistra che mi sembra un campo di battaglia (usano anche i cannoni i bastardi) ... quindi, potrete capire dove sta il mio morale.

LA CITTA'

Padova è una città sorprendente, bellissima ed io che non ero preparato ne son rimasto estasiato. Mi sembra proprio una cittadina a misura d'uomo per di più dai prezzi contenuti (malgrado le abitazioni ostentino ricchezza finanche dai calcinacci).
Abbiam camminato in lungo ed in largo, facendo girotondi assurdi ma divertendoci e meravigliandoci ad ogni angolo. Ora non vi farò da guida turistica, esiste wikipedia allo scopo, ma se siete da quelle parti una capatina fatela!

Ho accompagnato il presidentissimo Fabrizio a Padova in quanto iscritto da tempo alla maratona, mentre io a corto di lunghi (ehehe notate il gioco di parole), mi son cimentato con molta , troppa non chalance , rassicurato da un ottimo periodo di forma, nella mezza.
I problemi logistici sono stati parecchi, buona l'organizzazione di gara per carità, il guaio è che Fabrizio partiva da Vedelago (TV) che dista circa 51 km dal centro di Padova alle 9 , mentre il sottoscritto da Camposampiero alle 10.45.
Comunque, espletati i riti pregara e quelli propiziatori, ovviamente senza aver dormito molto (durante la notte sono pure stato assalito dai crampi e..da una zanzara!) ognuno per la propria strada abbiamo cominciato l'avventura

LA GARA

Le navette giungono prestissimo a Camposanpiero. Non sono abituato alla solitudine sono abituato a ciacolare di continuo nel pregara...cerco con lo sguardo ovunque, neanche un volto conosciuto. Bevo un sorso d'acqua, passeggio,abbozzo un riscaldamento, attendo. Intanto lo speaker annuncia le personalità presenti : personalità politiche e sportive tra cui risuonano anche i nomi di Ruggero Pertile e Giovanna Volpato. L'attenzione però è tutta per il sempreverde Gianni Morandi anche lui alle prese con la mezza .
Piano piano si avvicina il momento dello start, m'inserisco nella griglia di partenza e dopo poco, con mia somma sorpresa, il cantante si posiziona proprio di fianco al sottoscritto. Gli porgo la mano (ha manone enormi) e questo gesto diventa quasi un istintivo abbraccio: lo saluto con uno scherzoso "Dai Gianni Dai" (ho pensato anche "uno su mille ce la fa" ma non ho osato). E lui risponde con ce la facciamo sotto le due ore :"c'è da andare a vedere il Bologna allo stadio".
Lo sparo!
Parto deciso, un corridore fa cadere una ragazza e poco sportivamente neanche se ne cura e prosegue, i pensieri non sanno dove parare anche perché proprio in quel momento ci si unisce agli atleti che corrono la maratona. I loro volti sono già provati, in molti si lamentano del gran caldo . "Già il caldo, occorrerà farci i conti.." penso "..è da un pò che non si corre con queste temperature (26-27°) il corpo non è abituato".
Al terzo km sono sotto i 4'/km passo diversi atleti, soprattutto maratoneti che mi guardano con un po' di rabbia (capisco cosa possono provare: mentalmente non è facile reggere le andature di chi è appena partito quando, al contrario, tu corri da 24 km ). Preoccupatissimo (troppo) dal gran caldo decido di rallentare e prendere tutti i rifornimenti perdendo un sacco di tempo.Aspetto con ansia l'approssimarsi di docce e spugnaggi.
Si corre lungo la statale e patisco mentalmente il tragitto. Fortuna che quando si attraversano i paesi lo spirito si rinfranca. Nonnine con le sedie , bambini che battono il cinque, suoni , temburi ed applausi . La gente qui è davvero fantastica e ti tratta da vero atleta. (Mica come nel nordovest che al massimo si ha a che fare con automobilisti irrequieti).
Mi assesto su velocità più consone alla gara: corro sui 4'12/4'14 e mi sembra di star bene, ma comincio a patire il caldo. Al 28° km (era segnata solo la maratona), sorpasso Fabrizio: lo vedo sofferente, ma è lui ad incitare me che comincio a dubitare di riuscire a fare un buon tempo. La mia gara è buona fino a metà passo il decimo in 42'12", con la speranza di poter aumentare sul finale...ed invece.
Invece comincio a patire, vedo il lungo serpentone sull'interminabile stradone e mi accorgo che la mia corsa si fa difficoltosa, avverto male alla gamba sx, del tutto sopportabile per carità, ma tanto basta a farmi vacillare, rallento vistosamente. Penso di tenere duro fino all'ingresso di Padova per poi provare almeno ad aumentare nel bellissimo centro cittadino. Sbaglio madornale!
Entrato in Padova ormai trotterellante, scorgo su un cartello la scritta 41 (che la mia mente già un po' annebbiata traduce in un 21). Chi corre sa quale strani processi mentali ti assalgono nei momenti di difficoltà. Mi convinco di essere in prossimità dell'arrivo parto a razzo..ma curva dopo curva, rettilineo dopo rettilineo l'arrivo non c'è. Preso da sconforto ed al limite delle mie forze, rallento fin quasi a fermarmi... Poi riprendo coraggio. Quando arrivo sulla piazza sono una maschera di sofferenza taglio il traguardo (1h 34' alto) e vengo assistito da ben 3 (gentilissimi) infermieri. Un'altra volta "fuori soglia" (è la seconda volta che mi capita quest'anno), mi vogliono spostare sulla barella, io ovviamente mi rifiuto " ce la faccio" mormora il mio orgoglio. Salvato solo da un maratoneta che giunge in condizioni più tragiche delle mie..abbandono il lettino per ricongiungermi ad Eleonora. Che ignara di tempi e stati d'animo mi fa lunghi complimenti!

Ci si preoccupa anche per Fabrizio che non giunge al traguardo, arriverà anche lui con la forza dell'orgoglio (c'è una medaglia da conquistare) e tenendosi la schiena sofferente...se penso a tutti i suoi lunghi ed ai medi fatti brillantemente in allenamento mi rammarico tantissimo...




Comunque dopo aver salutato un paio di bloggher de "la fulminea", dopo il pasta party (ed un paio di spritz) il morale della truppa si risolleva :in fondo è stato un bellissimo w.e. !

martedì 20 aprile 2010

Turin Marathon alla riscossa (o riscossione) -2°aggiornamento

Argomento estremamente interessante che riporto, scevro da ogni mio personale commento, qui sotto. Dite la vostra....

Dal sito "Turin Marathon":

Avvertenza per tutti i partecipanti alla Tutta Dritta che hanno corso la gara senza pettorale e quindi senza regolare iscrizione

(segue foto di malcapitato podista senza pettorale -con tanto di telefonino?-)

Tutti i partecipanti alla Tutta Dritta che hanno corso la gara senza pettorale e quindi senza regolare iscrizione hanno un'ultima possibilità di rimediare e iscriversi ufficialmente alla gara (anche se è già avvenuta) contattandoci al numero 0114559959 oppure mandando una mail a gare@turinmarathon.it .Sono in nostro possesso foto dettagliate e video che dimostrano l'irregolare partecipazione.

Tutti quelli che non pagheranno la quota di iscrizione e verranno riconosciuti saranno perseguibili penalmente.

Vi invitiamo pertanto a contattarci e ad effettuare la regolare iscrizione.

Turin MarathonUfficio gare


Questo comunicato ha dato il via ad un vivace e colorito dibattito soprattutto sul social network Facebook, tanto da far seguire al precedente comunicato un ulteriore chiarimento da parte di Turin Marathon,per voce del presidente Luigi Chiabrera che riporto qui sotto:

Sapevamo di sollevare un problema serio e abbiamo
notato che in molti l’hanno affrontato e lo affrontano nel modo giusto.

Naturalmente prima ci siamo fatti dare un importante
parere legale che ci consente di dire quanto segue.

Per prima cosa il tracciato di gara è un percorso che
la città, la Provincia e la Prefettura danno all’organizzazione ma sotto la sua
responsabilità. I servizi resi, quindi, sono per i corridori garanzia di
sicurezza e affidabilità.

Nel caso di incidenti, come talvolta purtroppo accade,
l’organizzazione e il suo presidente se ne fanno carico anche dal punto di
vista penale.

Chi partecipa senza essere iscritto, e quindi senza
aver pagato, crea un danno e si appropria di servizi per i quali non ha
contribuito in alcun modo e, nel caso di incidenti, crea un problema
all’organizzazione compiendo un gesto perseguibile penalmente.

A chi dice che la strada è di tutti teniamo a
ribadire che non è così: la strada durante la gara è dell’organizzazione e non
può essere percorsa da chi non ne abbia titolo. E se chi non ne ha diritto
usufruisce dei servizi o degli autobus,
si appropria di gadget o fa uso di spugnaggi, ristorazione, docce, spogliatoi,
etc. compie un furto.

Cari amici la questione è seria. Noi lavoriamo per
far crescere lo sport e la pratica della corsa e ce la mettiamo tutta.
Cerchiamo, infatti, di organizzare delle
manifestazioni che permettano il più alto numero di servizi e la massima
soddisfazione dei concorrenti. In caso di necessità, poi, concediamo della
gratuità e lavoriamo per la solidarietà. Per questa buona causa, infatti, tutti
gli anni raccogliamo e doniamo decine di migliaia di euro.

Per concludere, non possiamo accettare che siano
delle persone del “nostro mondo” che non vogliano capire. Faremo di tutto per
impedire che quanto accaduto in passato in alcune gare e che ancora
abitualmente accade, continui.



Turin Marathon

Ufficio gare

(segue ulteriore foto)

Ultimo comunicato 23 Aprile 2010


Cari amici,
ringraziamo tutti per la partecipazione al
dibattito.

Torniamo a affermare, citando l’autorizzazione prefettizia,
che non è un gioco quello che stiamo affrontando.

Si tratta di una cosa seria, poiché nel nostro
Paese non vige la responsabilità oggettiva ma la responsabilità soggettiva. Qualsiasi
cosa accada, quindi, anche se di p
oca importanza, diventa responsabilità dell’organizzazione.

Quando diciamo che tutti possono partecipare, intendiamo
che lo possono fare iscrivendosi regolarmente.

Abbiamo dovuto fare di tutto per impedire agli “imbucati”
di tagliare il traguardo e questo fatto è importante per comprendere tutto
quello che stiamo facendo.

Da parte nostra, lasciamo aperte le iscrizioni fino
all’ultimo momento, informiamo della possibilità di usufruire dei servizi e facciamo
uno sforzo enorme per garantirli ma è importante che si sappia che la questione
della sicurezza è molto importante.

Durante la Tutta Dritta, tre persone (corridori)
hanno avuto bisogno dell’intervento della Croce Rossa.

Che cosa avremmo dovuto fare se questi atleti non
fossero stati regolarmente iscritti?

Non avremmo dovuto dargli assistenza?

Più in generale, se si accetta la logica che
qualcuno suggerisce, perché dobbiamo continuare a organizzare altre gare? E’
sufficiente darsi un appuntamento alla Pellerina un tal giorno a una tal ora e
correre.

Chi vuol fare così, in ogni caso, è libero di
farlo. Quelli che, invece, hanno il piacere e la correttezza di partecipare a
una gara iscrivendosi continuino a
iscriversi seguendo le regole che vengono imposte dal Prefetto e dalle Forze
dell’Ordine.

Turin Marathon – Ufficio gare