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lunedì 10 ottobre 2011

La Mia Arrancabirra


Ci voleva un evento epico per riportarmi al blog.

Dopo un'estate lunga e travagliata che, prima o poi, vi racconterò ...in pieno ottobre riprendo a raccontarvi di corsa.

Lo faccio raccontando di quella tanto agognata gara che prende il nome di Arrancabirra.
Iscrizione a Giugno, posti disponibili volati via in meno di un mese; allenamento costante...almeno per ciò che riguarda la parte alcolica!

Grazie agli amici, ci arrivo in condizioni fisiche perlomeno accettabili. Il protrarsi del mio dolore alla tibia avevano messo in dubbio fino all'ultimo la mia partecipazione.....
Tanta, forse troppa la voglia di rivalsa per una gara che, forse (e sottolineo forse), andrebbe vissuta solo ed esclusivamente in modo goliardico e non agonistico.

In compagnia di Gianluigi , Enrico, Paola e Maurizio si affronta quindi questa avventura in quel di Courmayeur .
Le previsioni meteo che seguo da giorni, mi preoccupano abbastanza: in loco infatti, sono previsti per la giornata di Sabato 8 ottobre, neve e gelo.
Impossibile penso, questa è stata un'estate infinita...
Finanche al mattino, seppur con l'aria sgarzolina, uno sguardo al cielo, sembra sconfessare le nefaste previsioni.
Passata l'uscita di Aosta il cielo è terso ed a me scappa un sorriso.
Dopo 10 minuti questi si trasforma in smorfia: cielo grigio e temperatura di pochi gradi superiori allo zero, mi danno il benvenuto nell'amena località valdostana.
Arrivo presto e riesco a parcheggiare facile. Tutto assonnato ed intorpidito svolgo in men che non si dica le operazioni di ritiro pettorale.
Opto per un caffè..... in un attimo il paese si popola di mille anime varoiopinte.
Comincio ad entrare nell'ottica della gara. Costumi in ogni dove. Il tema è il matrimonio reale; ma pecorelle, infermieri, cavalli, fate, aerei di cartapesta , tutto intorno, in un caleidoscopio di colori e sorrisi, mi fa subito immergere in quel che è lo spirito di questa competizione.
Incontro gli altri "Leinicesi", anch'essi tra l'assonnato ed il rapito, e poi Franchino; Costanza ed un Jèrome pallido che probabilmente è entrato nello spirito gara un attimino prematuramente.
Non so più dove voltarmi. E' una festa.
Comincio a preoccuparmi dell'aspetto gara: ho preso giacche,giubbini, guanti e paraorecchi...ma non sono dotato ne di bastoncini, ne di scarpe da trekking.
Del resto io le corse in montagna le ho sempre fatte con le mie skylon quattrostagioni e non vedo proprio quale sia il problema(...)
Mi immergo nella folla:sembra di essere a Rio.
Un po' sono stordito da tanta festa, ma aspettavo da tempo questo giorno e volevo comunque "correre" una gara decorosa senza trascurare del tutto l'aspetto agonistico.
La gente salta a ritmo di musica è un frastuono invitante che ci spinge al via.
Parto avanti ma non troppo..una fiumana variopinta mi segue. Si comincia a salire subito , prima su asfalto e poi su sterrato. Dopo i primi due tornanti persi a guardarmi intorno, mi volto...i miei compagni di società non ci sono. Rallento, del resto io non son proprio adatto a questo tipo di gare," mi raggiungeranno presto", penso.
Seguo nell'ordine prima una pecora, poi un kilt che abbandono (mentre un tizio cerca di infilzarmi col suo bastoncino) per un gonnellino che lascia intravedere due gambe femminili (finalmente vere), ecco infine un tamburo che prova a segnare il ritmo come se fossimo su di una galera.
Il corpo procede chino, l'inclinazione della salita costante: il tamburo arranca ed io con esso.
Alzo lo sguardo: lo scenario è da favola. Il serpentone variopinto è lentamente imbiancato dalla neve. Non copiosa ma soffice e vellutata. Uno scenario bellissimo ed inverosimile allo stesso tempo . "Il carnevale sulle Alpi" , penso.
Mi volto, dei miei compagni nessuna traccia; allora decido di farmi trasportare dalla colonna improvvisata, nonostante il dislivello non invogli a farlo, sono in molti a chiacchierare.
Al primo ristoro la birra me la godo tutta. D'ora in poi un glùglù costante, proveniente dal mio stomaco mi accompagnerà fino all'arrivo.
La salita è durissima. Sarà pure una corsa goliardica, ma il percorso non è da sottovalutare. In alto su una vetta vedo degli stambecchi su due zampe, sembrano lontani anni luce e pure siamo appena ad un'ora di gara.
Sorrido ad un fotografo intirizzito , che al mio pollice in su ed alla mia paresi risponde con un "bravo". Al rifugio Carrù vengo tentato da una Costina, butto giù a velocità supersonica una birra e riparto...
Le gambe cominciano a far fatica, i polpacci mordono e la neve gelata comincia ad infastidirmi.
Il serpentone davanti a me sembra allungarsi, provo a tenere un passo costante ma ecco che comincio a slittare. Una, due, tre volte..
Tento dei percorsi alternativi , "dei fuori pista", ma cado ancora; a volte non faccio in tempo a rimettermi in posizione eretta che son di nuovo a terra. Scivolo spesso per alcuni metri a valle.
Comincia lo sconforto: mal comune mezzo gaudio.Davanti a me la ragazza con la gonnellina verde cade anch'essa , fa una smorfia...sorride e si rialza.
Decido di proseguire gattoni, tattica che per un po' sembra funzionare.
Un'ondata di freddo mi raggiunge e mi blocca.A furia di aggrapparmi ai cespugli d'erba, non sento più le mani...
Decido di togliermi i guanti. Sbaglio madornale:impiegherò circa 15 minuti nel tentativo di rinfilarli.
Son lì bloccato, penso addirittura di non farcela, di fermarmi ed attendere i soccorsi. Qualcuno dietro a me accenna un "dai!" che mi ridesta...sono in cima.
Tremante sorseggio un bicchiere di the, mentre qualcuno scende a valle gridando un "chiudi tutto, chiudi tutto".Mi accorgo che a fianco a me che posa per un'improbabile foto, proprio in cima c'è Giovanni Storti,anche lui sembra provato. Come un turista per caso, provo ad infilarmi nella foto . Occorre riavviarsi!
La discesa è un incubo. Sbatto ripetutamente il sedere a terra. Ogni volta fa più male...mi rialzo punto i piedi di traverso e scendo...quando il terreno lo permette provo anche ad accellerare il passo, ma non c'è da fidarsi.
Ad un certo punto scivolo e come un bob (a4) comincio a dirottare velocissimo verso valle per una decina di metri. Urlo aiuto: qualcuno prova ad afferrarmi...Delle reti giungono provvidenziali: mi ci afferro con una mano, rischiando di farmi davvero male, ma funziona.
Ridiscendo cauto, fino alla vista delle mucche e, giù più in basso, del Rifugio Bertone...
Mangio due fette di salame, bevo un'altra birra e mi riavvio, convinto che il pericolo sia scampato.
Infatti il sentiero comincia a migliorare e la neve a diradarsi.
Improvvisamente mi ricordo di partecipare pur sempre ad una competizione, quindi accellero, prima poco..poi, visto che il terreno lo permette, a lunghe falcate.
E' poca la gente che corre. Il penultimo ristoro a due km dal traguardo mi taglia le gambe; non tanto per la mia quinta birra, ma per il fatto che lì incontro gli stessi costumi che prima stavano dietro di me, che sembrano arrivati da una giornata in spiaggia, tanto sono rilassati. Mangiano, ridono, e sembrano riposatissimi, mentre io sono stravolto.
Spuntato il pettorale, riparto lo stesso velocemente fiondandomi come un pazzo verso il traguardo. Supero tra il deluso e l' incredulo decine di camminatori, molti dei quali arriveranno avanti a me al traguardo.
Non capisco più niente. Esulto comunque felice all'arrivo, presumibilmente sotto le quattro ore (avevo scordato il garmin a casa) . Mi metto in coda anche per farmi rilevare il chip. Davanti a me un uomo tavolino.
Esausto e provato mi riprendo lentamente. Vado al bagno (6 birre lasciano comunque il segno), mi cambio con tutta calma, saluto Costanza Frank e Jèrome (che sembra divertirsi un mondo) e pranzo. Quando sto per finire sopraggiungono gli altri amici.
Gianluigi ed Enrico sembrano piuttosto malconci. Gianluigi ha una tibia che pare un areostato ed Enrico dice di essersi rotto una mano (in effetti scopriremo che il poveretto s'è procurato una frattura al dito).
Anche loro sembrano avere un'espressione tra il disperato e l'estasiato...

Che dire o pensare in conclusione? Nel vedere la festa che si svolge davanti ai miei occhi e nel ripercorrere mentalmente la giornata appena trascorsa, io non vedo l'ora che arrivi la prossima Avvancabivva!!



(Visto che in molti date le avverse condizioni meteorologiche sono stati deviati dal percorso, le classifiche hanno carattere puramente informativo)

giovedì 7 luglio 2011

“I MANGIA CRISTIEN” (San Giorgio Canavese)

Credo che il nome della competizione abbia origine dalle zanzare che popolano la zona che , complice un'umidità ai massimi storici, ieri sera han divorato me e quel poco di sano che mi restava...

Tutto sommato ce la siam cavata egregiamente viste le premesse: dolore al tibiale, dolore alla schiena , mal di denti, sovraccarico da gare, stanchezza cronica...
Certo che se qui non ci si da una smossa con gli allenamenti, non si va molto lontano.
Comunque... visto il vincitore della gara che faceva il vuoto dietro di se, non appena mi passano gli acciacchi della vecchiaia, ho già in mente di copiare il suo metodo d'allenamento!




LA CLASSIFICA

lunedì 19 ottobre 2009

I miei allenamenti (settimana da 12 al 18 ottobre)



Tutto cominciò con una semplice domanda: " fa ancora male.. è avanzato del ghiaccio?"

Lunedì:terapia anti dolore

Martedì: lento medio

Mercoledì: Ripetute



Giovedì: Defaticamento




Venerdì: progressivo






Sabato: qualità

Domenica: Riposo

sabato 10 ottobre 2009

...Alla finestra

Domani seguirò la mezza (casalinga) di Ciriè in bicicletta
Mi sento un po' turbato perché Dio solo ( e qualche amico podista) sa quanto avrei voluto esserci!
Darò tutto il sostegno umanamente possibile, agli amici (che saranno tanti) e ad Anna che il fato ha portato sin quassù nel profond nord sconosciuto.
Il problema di fondo è che io non ho un buonissimo rapporto con le due ruote!
Dovrò comunque fornirmi di zainetto per accontentare tutte le richieste di rifornimenti personalizzati richiestimi......ah..(....)

domenica 2 agosto 2009

Il corpo in vacanza (Collinare a Frassinetto)


E' definitivo, la forma e la gamba , mi hanno abbandonato. La buona volontà da sola non basta, occorre anche l'allenamento continuo ed una buona spinta di gambe. Soprattutto in gare "salisecendi" come queste. Poco male il risultato finale è comunque decoroso, ( a differenza di qunato pensassi meglio dell'anno scorso) la posizione in classifica un po' meno.
La podistica Leinì, con il nuovo innesto di Daniela (2) è fortissima e , gia a partire dall'autunno, sarà sicuramente una squadra di temibili ed irrequieti giovincelli.


Ora come tutto me stesso, anche il blog si prende una pausa.
Ecco le vacanze...appena in tempo .... La parola esausto mai più di così fu azzeccata.
Sicilia aspettami!!!!!

Intanto voi , non affaticatevi troppo, mi raccomando..

sabato 11 luglio 2009

Mangialonga 2009 (Enononcompetitivo)


Mangialonga : 23° edizione
Domenica 30 agosto 2009
La Mangialonga è una passeggiata enogastronomica non competitiva, che si snoda per quattro chilometri tra i sentieri della Langa del Barolo, offrendo l’imperdibile opportunità di gustare piatti tipici, accompagnati da bicchieri di ottimo vino, camminando tra i vigneti. Il percorso è scandito da tappe di degustazione, che prevedono: salumi assortiti, tajarin al sugo, polenta con bocconcini al Barolo, selezione di formaggi piemontesi e dolci tipici. Ogni partecipante porta al collo il proprio bicchiere e ad ogni tappa può assaporare il vino dei diversi produttori di La Morra. Slogan della manifestazione è “cammina nel verde, cammina nel vino”, proprio perché l’intento dell’iniziativa è valorizzare i vini e le specialità gastronomiche locali, gustandoli direttamente nei luoghi di produzione, tra le famose vigne di dolcetto, barbera e nebbiolo da Barolo.

Partenza presso Piazza Castello ogni 10 minuti a partire dalle 12.00 fino alle 14.00, secondo l'ordine di prenotazione.
- aperitivo vini di Champagne dalla Francia e prodotti tipici di Montaldo Ligure.
- 1° tappa: salumi assortiti con Dolcetto di La Morra.
- 2° tappa: i ravioli al plin con vini rossi di La Morra.
- 3° tappa: i bocconcini di vitello Mangialonga con polenta del Mulino a pietra Renzo Sobrino accompagnati da Barolo di La Morra.
- 4° tappa: i formaggi con il prestigioso Barolo di La Morra
- i dolci alla nocciola di Giovanni Cogno con il Moscato d'Asti.

Bus navetta vi riaccompagneranno in paese per assaporare i dolci e in piazza Vitt. Emanuele ci sarà il gran finale con musica e danze.

Si prega di arrivare con un'ora di anticipo rispetto l'orario di partenza per meglio agevolare l'organizzazione dell'evento

Prenotazioni e informazioni presso l'Ufficio del Turismo, 0173-500344
orario: lunedì e martedì: 9,30 – 13,30
mercoledì: chiuso
dal giovedì alla domenica 10.00 -18.00
TUTTE LE INFORMAZIONI QUI

sabato 30 maggio 2009

Tour delle Vaude

…E poi succede che qualcuno proponga un allenamento di gruppo, improvvisandosi capo scout. E che in un sabato mattina assonnato, ci si ritrovi felici a correre con dieci giovani marmotte  tra boschi , guadi, sterpaglie, sentieri, salite , infinite distese di verde, fango…. in compagnia di lepri e caprioli. 

Che annòi, gli Ingalls  de “la casa nella prateria”, ci fanno un baffo!




sabato 16 maggio 2009

Non vi basta?

Se la sola corsa non vi appaga, il duathlon non vi sembra sufficiente... se anche voi vi sentite dei veri polisportivi e volete cimentarvi in qualcosa di più impegnativo, cliccate qui (tranquilli, non è il link della neuro)

giovedì 26 marzo 2009

Diversivi


Ringrazio Maurizio (stoppre) per la gitarella di ieri in bicicletta. (Il dolore al ginocchio nella pedalata è quantomeno sopportabile). 
Ma quanta fatica.... neanche l'orgoglio riusciva a sopperire alla differenza di spinta. Suppongo che appena potrò ricominciare a correre, ritrovare un po' di fiato sarà impresa ardua.
Occorre accontentarsi.

venerdì 28 novembre 2008

L'importanza dell'allenamento (C'è grossa crisi Part III)

..Dio mi preservi le gambe e la voglia di correre. Di questo passo, non mi (ci) rimarrà altro.
(Il resto del post è una serie di luoghi comuni a vostra scelta e sparpagliati a caso)

mercoledì 29 ottobre 2008

ego smanioso offresi

Se sei un lettore di questo blog , puoi seguire direttamente i post pubblicati cliccando semplicemente sul simpatico uidgetgadget (non mi viene) qui sulla sinistra...
..ossia pigia su "segui questo blog"

viva le potenzialità ghùgheliane!

mercoledì 23 luglio 2008

Postremato

Dovete avere pazienza.

Lo so che parlare di bici su un blog, nelle intenzioni, dedicato al podismo, può irritare la sensibilità di qualcuno…

Del resto il primo ad essere spazientito da questa situazione, è il sottoscritto: costretto all’ennesimo fermo stagionale ed a far fatica con mezzi impropri (mentre posto ho ghiaccio cosparso un po’ ovunque).

Detto questo, volevo ribadire, che tendo ad esagerare..

… Infatti, alla mia terza uscita con la nuova bici, mi sono fatto convincere da alcuni colleghi ben più avvezzi di me alle due ruote, ad una pedalata montana di quasi ottanta km!

Complice la giornata spettacolare e la mia testardaggine.. ( “ce la faccio..osse ce la faccio..”), la pazienza dei miei due amici e delle loro due bici da corsa al carbonchio, ho portato a termine l’impresa!

Giusto in tempo per cominciare il mio turno lavorativo…

Le gambe sì un po’ indolenzite ( i muscoli sollecitati nella pedalata , non sono proprio gli stessi della corsa), ma con delle sensazioni non del tutto devastanti.

Il cardiofrequenzimetro non ha mai superato la soglia dei 170 battiti! E questo è un bene. In fondo, non è altro che una MTB, con degli pneumatici spessi così…

Ci sto prendendo gusto, seppiatelo!

lunedì 21 luglio 2008

L'antitesi dello Zen

La verità è che tendo al masochismo.

Così una mattinata di riposo, diventa subito pretesto per far fatica (e ritrovare un po di sole, dopo il diluvio rimediato ieri).
In realtà speravo di ricominciare a correre, ma fa ancora abbastanza male l'appoggio, quindi meglio non compromettere il sacrificio della mia seconda settimana di astinenza .
Devo godermi le due ruote ancora un po....del resto le cicloscalate sono un'alternativa divertente, debbo ammetterlo!











Io non sono una persona paziente!