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lunedì 10 ottobre 2011

La Mia Arrancabirra


Ci voleva un evento epico per riportarmi al blog.

Dopo un'estate lunga e travagliata che, prima o poi, vi racconterò ...in pieno ottobre riprendo a raccontarvi di corsa.

Lo faccio raccontando di quella tanto agognata gara che prende il nome di Arrancabirra.
Iscrizione a Giugno, posti disponibili volati via in meno di un mese; allenamento costante...almeno per ciò che riguarda la parte alcolica!

Grazie agli amici, ci arrivo in condizioni fisiche perlomeno accettabili. Il protrarsi del mio dolore alla tibia avevano messo in dubbio fino all'ultimo la mia partecipazione.....
Tanta, forse troppa la voglia di rivalsa per una gara che, forse (e sottolineo forse), andrebbe vissuta solo ed esclusivamente in modo goliardico e non agonistico.

In compagnia di Gianluigi , Enrico, Paola e Maurizio si affronta quindi questa avventura in quel di Courmayeur .
Le previsioni meteo che seguo da giorni, mi preoccupano abbastanza: in loco infatti, sono previsti per la giornata di Sabato 8 ottobre, neve e gelo.
Impossibile penso, questa è stata un'estate infinita...
Finanche al mattino, seppur con l'aria sgarzolina, uno sguardo al cielo, sembra sconfessare le nefaste previsioni.
Passata l'uscita di Aosta il cielo è terso ed a me scappa un sorriso.
Dopo 10 minuti questi si trasforma in smorfia: cielo grigio e temperatura di pochi gradi superiori allo zero, mi danno il benvenuto nell'amena località valdostana.
Arrivo presto e riesco a parcheggiare facile. Tutto assonnato ed intorpidito svolgo in men che non si dica le operazioni di ritiro pettorale.
Opto per un caffè..... in un attimo il paese si popola di mille anime varoiopinte.
Comincio ad entrare nell'ottica della gara. Costumi in ogni dove. Il tema è il matrimonio reale; ma pecorelle, infermieri, cavalli, fate, aerei di cartapesta , tutto intorno, in un caleidoscopio di colori e sorrisi, mi fa subito immergere in quel che è lo spirito di questa competizione.
Incontro gli altri "Leinicesi", anch'essi tra l'assonnato ed il rapito, e poi Franchino; Costanza ed un Jèrome pallido che probabilmente è entrato nello spirito gara un attimino prematuramente.
Non so più dove voltarmi. E' una festa.
Comincio a preoccuparmi dell'aspetto gara: ho preso giacche,giubbini, guanti e paraorecchi...ma non sono dotato ne di bastoncini, ne di scarpe da trekking.
Del resto io le corse in montagna le ho sempre fatte con le mie skylon quattrostagioni e non vedo proprio quale sia il problema(...)
Mi immergo nella folla:sembra di essere a Rio.
Un po' sono stordito da tanta festa, ma aspettavo da tempo questo giorno e volevo comunque "correre" una gara decorosa senza trascurare del tutto l'aspetto agonistico.
La gente salta a ritmo di musica è un frastuono invitante che ci spinge al via.
Parto avanti ma non troppo..una fiumana variopinta mi segue. Si comincia a salire subito , prima su asfalto e poi su sterrato. Dopo i primi due tornanti persi a guardarmi intorno, mi volto...i miei compagni di società non ci sono. Rallento, del resto io non son proprio adatto a questo tipo di gare," mi raggiungeranno presto", penso.
Seguo nell'ordine prima una pecora, poi un kilt che abbandono (mentre un tizio cerca di infilzarmi col suo bastoncino) per un gonnellino che lascia intravedere due gambe femminili (finalmente vere), ecco infine un tamburo che prova a segnare il ritmo come se fossimo su di una galera.
Il corpo procede chino, l'inclinazione della salita costante: il tamburo arranca ed io con esso.
Alzo lo sguardo: lo scenario è da favola. Il serpentone variopinto è lentamente imbiancato dalla neve. Non copiosa ma soffice e vellutata. Uno scenario bellissimo ed inverosimile allo stesso tempo . "Il carnevale sulle Alpi" , penso.
Mi volto, dei miei compagni nessuna traccia; allora decido di farmi trasportare dalla colonna improvvisata, nonostante il dislivello non invogli a farlo, sono in molti a chiacchierare.
Al primo ristoro la birra me la godo tutta. D'ora in poi un glùglù costante, proveniente dal mio stomaco mi accompagnerà fino all'arrivo.
La salita è durissima. Sarà pure una corsa goliardica, ma il percorso non è da sottovalutare. In alto su una vetta vedo degli stambecchi su due zampe, sembrano lontani anni luce e pure siamo appena ad un'ora di gara.
Sorrido ad un fotografo intirizzito , che al mio pollice in su ed alla mia paresi risponde con un "bravo". Al rifugio Carrù vengo tentato da una Costina, butto giù a velocità supersonica una birra e riparto...
Le gambe cominciano a far fatica, i polpacci mordono e la neve gelata comincia ad infastidirmi.
Il serpentone davanti a me sembra allungarsi, provo a tenere un passo costante ma ecco che comincio a slittare. Una, due, tre volte..
Tento dei percorsi alternativi , "dei fuori pista", ma cado ancora; a volte non faccio in tempo a rimettermi in posizione eretta che son di nuovo a terra. Scivolo spesso per alcuni metri a valle.
Comincia lo sconforto: mal comune mezzo gaudio.Davanti a me la ragazza con la gonnellina verde cade anch'essa , fa una smorfia...sorride e si rialza.
Decido di proseguire gattoni, tattica che per un po' sembra funzionare.
Un'ondata di freddo mi raggiunge e mi blocca.A furia di aggrapparmi ai cespugli d'erba, non sento più le mani...
Decido di togliermi i guanti. Sbaglio madornale:impiegherò circa 15 minuti nel tentativo di rinfilarli.
Son lì bloccato, penso addirittura di non farcela, di fermarmi ed attendere i soccorsi. Qualcuno dietro a me accenna un "dai!" che mi ridesta...sono in cima.
Tremante sorseggio un bicchiere di the, mentre qualcuno scende a valle gridando un "chiudi tutto, chiudi tutto".Mi accorgo che a fianco a me che posa per un'improbabile foto, proprio in cima c'è Giovanni Storti,anche lui sembra provato. Come un turista per caso, provo ad infilarmi nella foto . Occorre riavviarsi!
La discesa è un incubo. Sbatto ripetutamente il sedere a terra. Ogni volta fa più male...mi rialzo punto i piedi di traverso e scendo...quando il terreno lo permette provo anche ad accellerare il passo, ma non c'è da fidarsi.
Ad un certo punto scivolo e come un bob (a4) comincio a dirottare velocissimo verso valle per una decina di metri. Urlo aiuto: qualcuno prova ad afferrarmi...Delle reti giungono provvidenziali: mi ci afferro con una mano, rischiando di farmi davvero male, ma funziona.
Ridiscendo cauto, fino alla vista delle mucche e, giù più in basso, del Rifugio Bertone...
Mangio due fette di salame, bevo un'altra birra e mi riavvio, convinto che il pericolo sia scampato.
Infatti il sentiero comincia a migliorare e la neve a diradarsi.
Improvvisamente mi ricordo di partecipare pur sempre ad una competizione, quindi accellero, prima poco..poi, visto che il terreno lo permette, a lunghe falcate.
E' poca la gente che corre. Il penultimo ristoro a due km dal traguardo mi taglia le gambe; non tanto per la mia quinta birra, ma per il fatto che lì incontro gli stessi costumi che prima stavano dietro di me, che sembrano arrivati da una giornata in spiaggia, tanto sono rilassati. Mangiano, ridono, e sembrano riposatissimi, mentre io sono stravolto.
Spuntato il pettorale, riparto lo stesso velocemente fiondandomi come un pazzo verso il traguardo. Supero tra il deluso e l' incredulo decine di camminatori, molti dei quali arriveranno avanti a me al traguardo.
Non capisco più niente. Esulto comunque felice all'arrivo, presumibilmente sotto le quattro ore (avevo scordato il garmin a casa) . Mi metto in coda anche per farmi rilevare il chip. Davanti a me un uomo tavolino.
Esausto e provato mi riprendo lentamente. Vado al bagno (6 birre lasciano comunque il segno), mi cambio con tutta calma, saluto Costanza Frank e Jèrome (che sembra divertirsi un mondo) e pranzo. Quando sto per finire sopraggiungono gli altri amici.
Gianluigi ed Enrico sembrano piuttosto malconci. Gianluigi ha una tibia che pare un areostato ed Enrico dice di essersi rotto una mano (in effetti scopriremo che il poveretto s'è procurato una frattura al dito).
Anche loro sembrano avere un'espressione tra il disperato e l'estasiato...

Che dire o pensare in conclusione? Nel vedere la festa che si svolge davanti ai miei occhi e nel ripercorrere mentalmente la giornata appena trascorsa, io non vedo l'ora che arrivi la prossima Avvancabivva!!



(Visto che in molti date le avverse condizioni meteorologiche sono stati deviati dal percorso, le classifiche hanno carattere puramente informativo)

giovedì 30 giugno 2011

Di corsa per il Parco ed i Luoghi Gozzaniani (Agliè)

Questa notturna è sempre "ben frequentata", lo dimostrano le ben 330 presenze che, nonostante la calura estiva, mitigata fortunatamente da un temporale precedente la gara, si son dati ritrovo nel bellissimo paese canavesano, famoso soprattutto per il suo castello.

Le sensazioni pre-corsa sono state del tutto premonitrici su quel che sarebbe stata la mia gara. Sentivo le gambe molto affaticate, ancora imballate probabilmente dall'immane fatica domenicale.
Si parte tuttavia col solito entusiasmo e per i primi due km, complice la discesa iniziale, mi sento piuttosto motivato.
Dopo poco però le salitelle sterrate nel (pur bellissimo) parco, cominciano a farsi sentire, trovando le mie gambe via via sempre meno agili. Al quarto km mi arrendo: mi sento impacciato, poco fluido, tanto da pensare che sarebbe il caso di fermarsi.
Il mio orgoglio mi fa proseguire, nonostante i numerosi sorpassi che subisco. Il tour nel parco è eterno. Dopo poco il quinto km si riesce dal bosco e, dopo un altro piccolo giro in paese, si torna sull'asfalto.
Qui riesco a spingere di nuovo con più costanza, tanto che a poco a poco rinvengo su alcuni atleti che mi avevano superato in precedenza. Giusto giusto per sprintare con il "collega sindacalista" e pari categoria Luca, in un centometri memorabile!

Chiudo 87° con un misero 31'27" ( 4'06" di passo medio). Una gara comunque non facile, che vede, per l'ennesima volta una sfilza di pari categoria (21 stasera) dare un colpo ferale al mio proverbiale orgoglio!


L'arrivo di Cristina

La podistica leinì è comunque sempre più brava, anche stasera con un piazzamento di tutto rispetto tra le società, distinguendosi tra l'altro nei sempre più alcolici dopo-gara

sabato 25 giugno 2011

I temibili M 40 ( XX Notturna di Bairo)

Continua il periodo non- stop .
Forse in un impeto di ottimismo (non mi era mai successo di stare sei mesi interi senza lamentare un infortunio!), mi son fatto prendere la mano , o meglio la gamba; fatto sta che praticamente gareggio ad intervalli di due-tre giorni lasciando nessun spazio alla preparazione e molto all'improvvisazione.
La tenacia quella c'è: anche stasera in quel di Bairo devo dire che mi sono applicato.
Lamentando una nausea iniziale dovuta forse al mal d'auto, passo la fase del riscaldamento e la prima parte di gara decisamente preoccupato e titubante sul da farsi.
Dopo il primo km, corso troppo veloce, complice la discesa iniziale, che pagherò successivamente, lo stomaco sembra in parte assestarsi ed io mi posso concentrare sul tracciato.
"i soliti" 3 giri da due km e mezzo per nulla piatti, con arrivo e strappetto finale piuttosto impegnativo.
Mente corro, mi torna esattamente alla memoria la fatica dell'edizione2009, a quando mi ripromettevo "mai più"...
Ma son cose che si pensano in gara e poi immancabilmente vengono smentite dal mio essere volubile.
A dire il vero, questa sera le sensazioni sono ovviamente di estrema fatica, ma contrastate contemporaneamente dalla consapevolezza di riuscire a tenere comunque un buon passo .


Al secondo giro mi passa Marco in gran forma che vedo sfilare via deciso, stavolta non mi demoralizzo e riprendo a correre senza perdermi d'animo cercando di spingere il più possibile sul giro intermedio (quello che mentalmente soffro di più).
A circa un km e mezzo dalla fine, sul tratto sterrato che soffro terribilmente vedo con la coda dell'occhio arrivare anche Gianluigi : gli faccio strada invitandolo a superarmi.
Sul tratto finale asfaltato che porta alla bellissima piazza va meglio, tanto che, fiducioso ,riprendo a spingere sulle gambe tornando sul compagno di squadra un po' in difficoltà. Sula salitella finale do fondo a tutte le energie residue e lo supero tagliando il traguardo, conscio di aver corso una discreta gara!
Soddisfatto del tempo 30'42" , ovvero 1'12" in meno rispetto l'edizione del 2009. Felice, mi complimento con Marco per la sua ottima gara, tutti e due siamo consapevoli di aver corso bene, almeno fino a quando non diamo un'occhiata a......


Grande prova di squadra comunque stasera 5°,con l'ennesima grande prestazione di Costantino e Massimo e con piazzamenti di vertice soprattutto al femminile;tanto che comincia a sorgermi il dubbio che "quelle della podistica Leinì",visti i premi alimentari che si portano spesso a casa, vengano a gareggiare per evitare la spesa al supermercato.

P.P. Ometto di raccontare il dopo gara di alcuni di noi.Dico solo che , la tabella di preparazione all'Arrancabirra anche oggi è stata rispettata, e noi ci arriveremo ben preparati!
A tal proposito devo ringraziare anche l'amico Paolo alias Arbolle per avermi ceduto la sua birra di partecipazione in cambio di una semplice citazione . Questi scambi, sappiatelo mi trovano sempre molto disponibile!

domenica 19 giugno 2011

2° Edizione "Mesco sotto le stelle" (Monterosso-Levanto)

Un mini week-end da ricordare a lungo quello che ha coinvolto alcuni di "noi de la podistica Leini" in quel di Levanto Venerdì scorso.
Io Enrico, Maurizio, Paola su consiglio di Cristina e Vitaliano abituè delle gare levantesi; abbiamo organizzato in fretta e furia questa trasferta ligure, speranzosi di trascorrere due bei giorni, che ci avrebbero visto cimentare nei nostri passatempi preferiti (per chi non lo sapesse: correre, mangiare e bere!).
Speranze ripagate alla grande!

Partivo a dire il vero piuttosto demotivato dalla brutta gara corsa la sera prima in quel di Nole, una delle peggior gare della mia discreta stagione podistica.
Così, tra voglia di rivalsa e scetticismo, decido di affrontare senza troppe pretese, in una sorta di amore/odio, questa impegnativa sfida .
L'aria di trasferta ci galvanizza un po' tutti, per nulla spaventati (o quasi) dal capire cosa ci avrebbe atteso di lì a poco: oltre 5 km di salita dura dura ed altrettanta discesa.


Parto,molto cauto : il primo tratto nelle vie della splendida cornice di Monterosso, sembra una passerella: la affronto con tutta calma sorridendo ai vacanzieri che applaudono incuriositi.
Subito però comincia la salita: rallento forse troppo, ma la mia tattica è quella di tenere un passo sostenibile e costante per gli interminabili tornanti che portano in cima Mesco.
Mi passano un po' tutti i compagni d'avventura, senza però staccarsi di molto, tranne Maurizio che sembra avanzare con un buon passo.
Non faccio troppa fatica, la tentazione di aumentare c'è, ma la salita è davvero interminabile e preferisco attendere pendenze più favorevoli per giocarmi le mie carte da buon discesista.
Poco prima della vetta raggiungo Cristina tallonato da Vitaliano che mi rassicura sulla fine della salita.
Bevo un sorso d'acqua, un poco me la verso in testa, poi getto la bottiglietta a terra deciso: qui comincia la mia gara!
Aumento l'andatura; il primo tratto ha una pendenza favorevole ma non ancora elevata per cui recupero ancora un po' di energie non riuscendo però a distanziare Vitaliano che prova ad incollarsi a me.
Ad un tratto la discesa si fa più ripida, lascio che le gambe facciano da sole, protendo il corpo in avanti e mi ci abbandono. E' una progressione vertiginosa 3'40- 3'21"-3'12"-3'09" (con punte di velocità massima a 2'46"). Comincio a recuperare concorrenti, tra cui Enrico che si accorge della mia presenza esclamando un "Eccolo!". Vedo un gruppo molto distante, tra me e me penso che pur volando non riuscirò mai a recuperare su di loro....invece di lì a poco gli sono addosso.
Li passo con disarmante facilità. Un puntino giallo mi annuncia la presenza di Maurizio, lo supero e lui con quel poco di fiato rimasto mi incita a sua volta.
Purtroppo la discesa volge al termine (ho contato15 sorpassi in 4 km) , la gara comincia a rifarsi piatta e mancano ancora quasi due km al traguardo.
Qui comincio a dubitare sulla possibilità di tenere fino alla fine. Infatti complice la discesa folle e la gara della sera precedente le gambe si bloccano improvvisamente come quando i freni di una moto s'inceppano facendo ballare la ruota.
Penso di non farcela, ma la scritta "Levanto", mi dice che la gara sta finendo e debbo resistere.
Nonostante tutto tengo ancora un passo di pochi centesimi sotto i 4'Km. Sono esausto, però comincio ad intravedere il paese e di tanto in tanto qualcuno applaude. Mi supera un ragazzo in canotta gialla, a velocità doppia. Segno inequivocabile che non solo stanno per finire le mie energie ma anche la gara. Gli applausi sempre più frequenti mi spingono fin sull'arrivo, che ora giunge improvviso. Applausi e flash a cui non sono abituato mi fanno aprire in un sorriso, ed alzare le braccia in un gesto istintivo, come se avessi vinto. Sono felice.
Di lì a poco arrivano tutti gli altri, più veloci di me nel buttarsi sull'abbondante ristoro. Io scansato il the reintegro con 4 bicchieri di vino, passando con molta non chalance dal bianco al nero.
Scoprirò di essere giunto 36 esimo su circa 150 podisti competitivi arrivati , col tempo di 52'13".
E nonostante le presenze non fossero tantissime, la davanti c'erano atleti di assoluta qualità. Soprattutto al femminile con la presenza della maratoneta nazionale Emma Quaglia che dominava in 44'58" e la nazionale ultramaratoneta Sonia Cerreto che giungeva quarta classificata, sopravanzandomi di una ventina di secondi.
Brava anche la nostra Cristina che giungeva sesta assoluta.

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Dopo il classico post gara in birreria in cui mettevamo in mostra le nostre capacità di recupero liquidi, ci abbandonavamo finalmente al meritato riposo.
Questo ahimè durava pochissimo; il programma prevedeva infatti una corsa mattutina per la bellissima tratta Levanto- Bonassola- Punta della Madonnina.
La stanchezza mista alla sonnolenza devo dire era molta, ma lo spettacolare paesaggio,ritemprava corpo e spirito in men che non si dica facendoci correre ancora bene.
Dopo una capatina in spiaggia e la classica abbuffata di pesce, purtroppo la mia gita finiva qui. Scoprendo infatti i disservizi delle ferrovie dello stato, affrontavo con tempi molto dilatati il viaggio di ritorno che mi avrebbe poi riportato a casa ed alla mia domenica lavorativa.



lunedì 23 maggio 2011

Inverso-Cima Bossola-Inverso

Ieri in compagnia di Eleonora, mi sono recato in Val Chiusella per una gita fuori porta : per la precisione nel comune di Vico Canavese, in frazione Inverso.
Il mio obiettivo era quello della marcia alpina che porta in "Cima Bossola" :circa otto km tra andata e ritorno, sullo stesso percorso per un dislivello di 755 mt!

Lo scopo delle corse in montagna ormai, data la mia scarsa predisposizione per esse (non fosse che per la discesa), è quello di un allenamento-potenziamento alleviato dalla vista di bei paesaggi.

Così, in tutta tranquillità, parto per questa nuova avventura , valevole per il campionato uisp canavesano di corsa in montagna.
Con me della podistica Leinì, presenti anche Carlo e Fabrizio.

Salgo tranquillamente nelle retrovie, anche perchè pur contenendo la fatica del dislivello proibitivo, subito i polpacci si fan sentire ed il corpo tende a piegarsi in due per alleviarne lo sforzo muscolare.
Comunque sto bene, nella mia passeggiata riesco a scherzare persino col poco pubblico presente ad incoraggiarci.
A circa 800 mt dalla cima, incrocio quelli che già scendono. Faccio la conta e li incito.
Ad un certo punto vedo arrivare verso di me Laura Ingalls de "la casa nella prateria" che scorrazza sul prato ridiscendendo felice. E' l'invincibile Nicole (Peretti) che, tutta trulla, a sua volta mi invita a " non mollare".

Arrivato finalmente in cima, sorseggio con tutta calma un bicchier d'acqua e decido che forse è il caso di onorare la gara, tentando di "correre" almeno la discesa.

[Eccomi che , portata in cima la croce, mi appresto a ridiscendere attentamente]

Parto a spronbattuto e comincio a recuperare concorrenti.
Ma il dislvivello è veramente notevole e tocca frenare se no, si rischia di rotolare.
Ad un km dall'arrivo i talloni sono fumanti, ma ho recuperato almeno una decina di posizioni.
Proprio mentre la strada diventa asfalto , bello liscio che sembra appena fatto ecco, a circa trecento mt dal traguardo, l'imponderabile.
Complice probabilmente un momento di rilassatezza, mi cedono improvvisamente le gambe (la dinamica non mi è molto chiara). In un attimo che, a ricordarlo mi sembra interminabile, finisco lungo e disteso sull'asfalto condito dalla ghiaietta che s'infila in ogni dove "brasandomi" gamba e braccio destro..
Mi rialzo sconcerto..la prima cosa che faccio è accertarmi se qualcuno ha visto, in effetti sento in lontananza qualcuno che si accerta delle mie condizioni..resto un attimo titubante e mi avvio a tagliare il traguardo sanguinante.
Oggi ho dato la pelle!
Inutilmente a dire il vero perchè arrivo comunque penultimo di categoria, e visti i distacchi probabilmente, avrei potuto scendere con tutta calma che il risultato non sarebbe mutato.
Ma l'orgoglio , quello, va appagato!


Una volta medicato mi anestetizzo con un piccolo aperitivo, premessa del bellissimo pranzo che seguirà con gli altri podisti , tra cui Omar.
Tutto sommato una bella giornata a prescindere; io mi faccio vanto delle ferite ed Eleonora della sua abbronzatura...che volere di più?

venerdì 11 febbraio 2011

Rincorse (cross di Ciriè 2011)



Sono in eterno ritardo, lo so... Come da titolo però non sempre è facile seguire ritmi ben precisi.
Mi ritrovo infatti sempre a rincorrere tutto:la forma, gli avversari, il tempo... di rado mi riesce di raggiungere l'obiettivo.
Le cose comunque cominciano per l'ennesima volta, a (ri) sistemarsi. Il tendine d'Achille, grazie agli antinfiammatori fa meno male e mi permette quantomeno di allenarmi.
Accantonati mio malgrado i propositi di maratona, cerco di dilettarmi come posso con quello che il mio fisico può permettersi.
Domenica 6 febbraio è stata la volta del cross di Ciriè , a dieci minuti da casa.
I continui cambiamenti d'orario, mi hanno un po' destabilizzato, visto che lo scarso riposo notturno avrebbe potuto essere compensato da un risveglio molto ritardato.
Mi ritrovo quindi in loco molto in anticipo, ho tempo persino di convincermi all'acquisto di un paio di plantari ammortizzanti.
Ad un tratto,osservo incuriosito un capannello di podisti accerchiare un signore, reo, a quanto pare di aver "aperto" alcune macchine, pratica (ahinoi) sempre più diffusa alle gare podistiche.
Gli lancio un 'occhiata preventiva di spregio che sicuramente lo avrà redento...
Finite le ciance (riscaldo sempre più la lingua delle gambe), alle 12.20, partiamo!
Capisco subito di essere decisamente affaticato, a dispetto delle buone sensazioni degli allenamenti settimanali . Medito di fermarmi, ma sia mai che finchè sto ritto su due gambe io ceda le armi. Compio tutto il percorso in apnea e termino i 6500 mt (circa) del percorso, non troppo soddisfatto, ma consapevole , ancora una volta, di aver dato il massimo possibile in quel contesto.
[Il garmin mi vuole bene: aggiunge duecento metri per regalarmi un buon tempo]




La sera ennesima cena con i compagni di società. Si festeggia il compleanno di coach Silvio.

[Silvio & Ladies: la sua arma di seduzione? Le tabelle!]

Finalmente, guardando Maurizio ridursi allo stato brado, capisco qual è lo spirito che anima veramente la podistica leinì.
La sfida a tavola è aperta a tutte le società che desiderino farsi avanti, ma sinceramente credo di poter sostenere con assoluta certezza, che lì ,vinceremmo qualsiasi campionato!


[Il presidente: un esempio per tutti noi!]

lunedì 27 dicembre 2010

La sindrome del panettone (corsa di Natale-Germagnano e corsa di S.Stefano - Avigliana)

Si sa, nel periodo Natalizio siam tutti succubi del panettone.
Panettone a colazione, a pranzo, a cena e, in mancanza di altro, ogni occasione è buona per arrivare alla quaresima, finendo i panettoni svenduti sottocosto dopo le festività Natalizie!
Così imperterriti, noi podisti farciti di canditi ed uva passa, corriamo....
La mattina di Natale, il ritrovo è a Germagnano per la classica corsa. 11 km circa in assoluta amicizia tra le borgate dell'ameno paese della Val di Lanzo.
Uno spettacolo correre tra le montagne nonostante la pioggia caduta e gli slalom per schivare le inevitabili pozzanghere.
Uno spettacolo soprattutto i ristori (leggeri leggeri) gentilmente offerte dai borghigiani...cioccolata calda (o the) e torcetti di Lanzo alla prima sosta e Toma e marmellate (più panettone ovviamente) alla seconda.
Un'usanza da non perdere, anzi da diffondere, che fa da viatico allo spirito Natalizio ed alle grandi abbuffate (...)
.......
Il 26 con la mia pancia a panettone, alcuni problemi di digestione, mal di schiena ed un dolore persistente al tendine di achille (c'ho un'età), mi avvio in compagnia dei neotessarati Tra...nesi Cristina e Vitali(a)no in quel di Avigliana per la corsa di S.Stefano.
Pioggia insistente (che solo nel dopogara si trasformerà in neve) e freddo a farci compagnia. L'ideale per i miei dolori.
Ma io non desisto....
La gara consta di tre giri di un anello fatto di muntacala (per i lettori internazionali saliscendi), piuttosto impegnativi , per un totale di circa 6200 mt.
Parto bene, ma le sensazioni, complice la salita sono quelle di un'andatura piuttosto lenta. Il respiro si fa subito affannoso e non oso alzare lo sguardo perchè ciò che vedono i miei occhi mi spaventa. Appena lo faccio, scorgo Stella con l'amica Cristina ; con orgoglio molto maschile, le sorpasso entrambi e per tutta risposta sento il respiro di Stella che, s' incolla alla canotta. Dopo poco mi passa Mirella (i riferimenti alle donne, non conoscendo tutti i miei rivali di pari età mi vengono facili): pare una centometrista..."cavolo son proprio fermo" , penso...
Poi però qualcosa capita , Mirella rallenta molto ed io riprendo spinta e coraggio. Siamo all'ultimo giro quando Stella rompe gli indugi e mi sorpassa (ormai ci ha preso gusto la ragazza), la incito per poi esalare l'ultimo respiro ed affrontare i restanti duemila metri in totale apnea..vedo l'arrivo , sprinto e chiudo. Mi accorgo di non avere il cartellino (cosa successa a molti), il ragazzo che prende i dati è lentissimo, io quasi non riesco a pronunciare il mio nome...ho il dubbio che la classifica sia uscita un po' falsata.
Poco importa oggi vengono premiati solo i primi 3 di ogni categoria e la qualità degli atleti mi è parsa di livello.
Quello che conta è il risconto cronometrico fermo a 24'37" (3'58" di media). Felice anche oggi, nonostante l'acuirsi del dolore al tendine di Achille mi spinga, per l'ennesima volta quest'anno, ad una riflessione: "Meglio fermarsi?" ...Resto titubante "Un perido di forma così, quando mi ricapita?"


(55° ASSOLUTO 6° DI CATEGORIA!)
La posizione n° 127 non c'entra nulla col sottoscritto...qualcuno che ha raccattato il mio tagliando da terra?

lunedì 20 dicembre 2010

Spremuta di Natale

Le occasioni per festeggiare infatti le festività col nostro sport preferito, da queste parti non mancano proprio mai!
Ne è la riprova il tour enoagonistico di questa settimana! Un'abbondanza di gare e festeggiamenti propri della passione per lo sport, e della solidarietà che ci unisce.
Si è cominciato alla grande con la staffetta di Natale: Manifestazione benefica non competitiva (ma gratutita e premiata) che si svolge a Strambino.
Sabato 18 alle 18.30 di sera il via:
Tredici le coppie alla partenza quest'anno, pronte a sfidarsi tra le vie del centro cittadino, addobbato a festa con mostre, bancarelle e presepi.
Una cornice incantata e quasi surreale.
Tre giri da fare per le donne e tre per gli uomini con un cappello da babbo natale come staffetta...divertentissimo.
Nonostante il tracciato fosse piuttosto breve (circa 700 mt), la battaglia è stata ardua.
Io con Daniela Longhi facciamo del nostro meglio (peccato non aver fatto partire il garmin perché credo che i miei primi 700 mt,siano stati in assoluto quelli più veloci della mia breve carriera podistica) arrivando terzi dietro le coppie Rossi/Bellezza (usac cafasse) e , dietro agli amici Linari/Benedetto.
Lo spirito della manifestazione e l'accoglienza dell'amministrazione comunale mista alla splendida organizzazione, valgono senza dubbio una partecipazione più ampia fin dal prossimo anno.
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Il mattino seguente , ancora indolenzito/i dalla performance ci si appresta ad affrontare la classica maratonina di Natale al parco della Pellerina.
Nonostante il clima invernale si sia fatto sentire coi dolori tipici della stagione, il mio stato di forma anche oggi riesce a far sì che io corra la gara non competitiva (anch'essa benefica) in compagnia di Cristina ( e con molti altri amici) in totale scioltezza, concludendo con un tempo di 1h 33' 28".


Da dove cominciare?
Forse dal fatto che, per chi ama correre, non esiste vacanza (podistica).
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A questo punto sono decisamente stanco, ed il mio fisico comincia a dare segni di cedimento, ma..... occorre mantenere la promessa !Ovvero festeggiare Vitali(a)no che mi è stato superiore nel campionato podistico canavesano uisp.

Vinta quindi ogni remora e sonnolenza ci avviamo verso Strambino per la premiazione.
Devo dire che la podistica Leinì (quarta società classificata!), non solo è stata grande...ma immensa!!
Tutti presenti i premiati ad incitarsi vicendevolmente con cori da stadio (c'era di che arrossire vi assicuro!).

Veniamo ricompensati con un'estrazione piuttosto fortunata nella lotteria annessa alla premiazione, tanto che, nella gioia più totale chiudiamo esamini la serata in pizzeria.
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Per chi pensasse che i festeggiamenti natalizi finiscano qui, ricordo e raccomando caldamente due appuntamenti:

-Trattasi in primis de la corsa di Natale 2010 a Germagnano!!!

Ovvero una piacevole corsa di gruppo assolutamente non competitiva nei boschi sopra Germagnano della lunghezza di una dozzina di chilometri con 2 ristori forzati a base di the, cioccolata calda, biscotti e marmellata fatta in casa e per i più audaci latte appena munto e toma di Lanzo.

In sostanza è davvero un piacevole giro fatto tra amici con l'obbiettivo di correre tutti in gruppo e fare 2 soste nelle frazioni sopra Germagnano dove vengono offerti con cordialità questi prodotti. Di solito , i presenti, sono una sessantina ed è il modo per allegramente festeggiare la prima parte del giorno di Natale. Ci si trova verso le 9-9.10 nella palestra comunale (posto caldo per cambiarsi) di Germagnano e dopo le foto di rito verso le 9.30 si parte. Prima delle 11 si è di ritorno alle rispettive auto (o nella palestra per cambiarsi) in modo da poter tutti prepararci in tempo per i vari pranzi natalizi.

-ed infine vi è la Gara di Santo stefano, Domenica 26 ad Avigliana!! 6km in compagnia dopo le mangiate!! (iscrizioni info@42000passi.it)

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Sazi?


sabato 11 dicembre 2010

E' festa (l'eloquenza delle immagini)

E'stata una grande annata, festeggiata degnamente (più volte) ad ostriche e champagne, come solo i più validi atleti meritano. Stasera le bottiglie stappate non si contavano, così come i Km percorsi insieme....grazie della vostra amicizia!



Una cosa è certa, sappiamo far festa almeno quanto correre!


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I nostri Tutor
sirenetto1

Proporzioni di coppia!

sirenetto2
Premio meritato


Essendo questo un blog serio, fatto per lettori morigerati e benpensanti, non mi è stato possibile pubblicare altre immagini, nonché video ben più eloquenti della degenerazione umana. Visti comunque i soggetti di cui sopra..lascio spazio alla vostra più sfrenata immaginazione!

sabato 20 novembre 2010

Trova le differenze...

Ci sono società podistiche e gruppi di amici...

Il "buon compleanno" ci sta..perchè tutto questo nasceva "solo" due anni fa (anche se in fondo, è sempre esistito).

domenica 26 settembre 2010

Infortuni, personali, polletti ed altre sciocchezze (Venaria -La Mandria + Turin Half Marathon)


La forma fisica è una cosa strana.
Capace di regalarti soddisfazioni incredibili quando meno te lo aspetti, od abbandonarti sul più bello.
Personalmente, complice un fisico che non sempre mi sostiene come vorrei, quest'anno sembra di star sulle montagne russe .
Oggi, nel tentativo di rintuzzare gli attacchi alla mia x..esima posizione al campionato canavesano Uisp da parte del grande amico Vitaliano (sottolineo grande amico perché chi non ci conosce, comincia a sospettare che ci detestiamo davvero, vista la rivalità messa in campo) e giusto per non aver i rimpianti del senno di poi, mi sono recato in Mandria a Venaria per partecipare al 4° Memorial Fulvio Zecchin.
Presenti per la Podistica Leinì io, Vita, Marco (non mollare Marco la periostite è una brutta bestia), Piero e consorte, Gilberto e president. Fabrizio.


[Così veloce da uscir mosso e non toccar terra
foto di Emanuela]

Oggi ero consapevole di dover sopra tutto fare i conti con una settimana non troppo entusiasmante dal punto di vista fisico, con continue debacle, pochissimo allenamento e dolori che, non riesco nemmeno più a localizzare con precisione, tanto si sono estesi.

Appena arrivato in loco, sono rimasto deluso anche dalla quantità di podisti presenti. Chi come me credeva che la concomitanza con le altre gare nel territorio avesse decimato i partecipanti è rimasto deluso.
Ci ho messo comunque l'entusiasmo (e ben poco altro), ecco in breve il sunto della corsa dalla strana partenza a tappe.
Probabilmente non sono neppure andato a punti vanificando, almeno dal punto di vista agonistico ogni piccolo sforzo profuso.
Mentre il mio compagno di viaggio filava via liscio ed impettito, arrivando addirittura a premi (e mandando in malora anche i bookmakers locali), io pensavo a chiudere la corsa distraendomi di tanto in tanto con le amenità che il paesaggio offriva...


Oggi del resto è stata la giornata della famiglia Linari /Benedetto. Le notizie che giungevano infatti da Torino davano gli altri prodi podisti de la Podistica Leinì, tutti arrivati con grandi prestazioni ed ottimi tempi.
Riassumo più o meno a memoria:
-Costantino in 1h 23 circa (decimo di categoria)
-Silvio 1h 25"
-Cristina 1h 27'08" (Personale e nona assoluta)
-Massimo 1h 28"
-Gianluigi 1h 31"
-Maurizio ed Enrico 1h 33" circa
-Daniela 1h34" (seconda di categoria..lunga vita alla regina)
-Marco V. 1h 36"

Attirati da birra e polletto, non potevamo che riunirci al gruppo per complimentarci personalmente per il grande risultato ottenuto!
Siamo o non siamo una squadra fortissimi!!?



lunedì 16 agosto 2010

Mezza Maratona Névache-Briançon

Névache

[Marco et moi prima della doccia]

Pioggia torrenziale e temperatura intorno ai 7° hanno caratterizzato questa edizione della gara. Nonostante tutto, mi sono ibernato divertendomi. Per la cronaca ho terminato la fatica in 1h 28'23" (56esimo classificato su oltre 400 iscritti e circa 350 arrivati)!
Ottima organizzazione , soprattutto rispetto allo scorso anno e gente fantastica che incitava gli atleti nonostante il diluvio!
[La partenza]

La mia gara è stata contrassegnata fin dai primissimi Km favorevoli,da una contrattura ad entrambi i polpacci (crampi?), che , a dire il vero, mi porto ancora adesso.
Con lo scatenarsi del nubifragio poi, chissà perché io tiro sempre fuori il meglio di me (vedi qui). Per cui con una corsa piuttosto regolare riesco a portarmi fino al Km finale in vorticosa discesa :corso così forte che avrei potuto rotolare direttamente (3'12"). Unica vera difficoltà della gara i quattrocento metri finali che dopo la pazza discesa, ho rischiato di pagare col collasso.

[Inizia la discesaaaaaaaaa]

[21° Km L'apparizione]


[Ristoro leggero leggero per i prodi atleti]

domenica 8 agosto 2010

Sette turni, quattro gare e due imodium (Gara a fraz.Ritornato -Corio)

Non ci facciamo mancare niente, mi raccomando!

In pieno spirito "Nella vita 's'ha da soffrì, ma soprattutto da magnà", ecco programmata questa giornatina che segna l'inizio della mia unica settimana di ferie (casalinghe perchè devo pagare il dentista o meglio l'odontoiatra, come predilige esser chiamato).

Corsa in Montagna! Giusto per smaltire un po' di acido lattico accumulato in settimana.
La meta è vicino casa a Corio, Fraz. Ritornato :ormai celebre per aver ospitato una cena di blogtrotteriana memoria.
Per essere sicuro di essere in vacanza e per assecondare la mia amorevole lucertola vacanziera (state pensando alla fidanzata vero?), prima ancora di effettuare l'iscrizione alla gara, prenoto il ristorante!

La gara è una sfacchinata memorabile di circa 7 km. Si parte subito con 800 mt circa di pendenza inenarrabile : essendo uno scarso guidatore, con un fuoristrada non sarei di certo riuscito a salire, ma con le gambe sì: a passetti piccoli piccoli che a guardare la testa della corsa mi sentivo un podista mignon... o meglio, in vacanza appunto!
[Foto Il Canavese Sport]

Lo spirito di queste gare è pur sempre quello dell'allenamento muscolare, il mio punto debole.
Scollinato per un km circa, in cui ritrovo un passo degno della canotta che indosso, comincia la vera prova.
E li (ovviamente) mi pianto!
Fossi andato per funghi sarebbe stata la stessa cosa o meglio, dato che, proprio in zona, cominciano a spuntare i primi porcini di stagione forse sarebbe stato più proficuo.
Ma non divaghiamo...dove c'è salita prima o poi c'è discesa (non sempre) anche se questa pare non arrivare mai.
Nel frattempo mi superano un po' tutti , la classe del '35 su di me in questo istante ha la meglio.

Ecco la discesa: ahimè piuttosto tecnica , piena di curve e gradoni naturali..c'è da prestarci un po' attenzione.
Corro giù come un ossesso e ciò nonostante riesco a superare ben pochi concorrenti.
Giungo il traguardo in 43'10" ad una media di poco superiore ai 6'/km. Roba da vergognarsi...ma anche no; oggi infatti sono felicissimo e so benissimo che di lì a poco darò il meglio di me... a tavola! 12 portate e 2 litri di vino, più caffè ed ammazza caffè. Che bella vita facciamo noi atleti!!











[Pane e tulipani]



Post post: stamattina inaspettati sono arrivati 18 km Con Cristina Vitaliano e Daniela L. in preparazione della 5 laghi. Percorso tutto collinare fatto alla discreta media di 4'54".
Per la cronaca, le gambe invocavano pietà e lo stomaco in subbuglio, impegnato a far gara su chi era "messo peggio" col fegato, tentava di dire la sua!




venerdì 23 luglio 2010

Notturna a Ceretti di Front



Da questa parti questa "garetta Fidal" di mezza estate è una classicissima, forse non molto frequentata (parte un po' troppo presto) ma chi vive in zona, non perde quasi mai l'occasione di prendervi parte.
I soliti noti, atleti di buon livello al comando, e noi dietro che tentiamo di far del nostro meglio.
Dal canto mio, sono felice che le cose comincino a ritornare alla normalità. O meglio, lo stato di forma non è ancora ai massimi livelli, ma comincio a rivedere le "solite facce" ed i miei compagni di squadra a portata di mirino.



C'è quindi ragione di festeggiare tutti insieme , approfittando della bella festa locale. Ognuno ha i propri motivi per brindare e di certo l'approssimarsi delle vacanze aiuta lo spirito...
...se mai ce ne fosse bisogno!