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lunedì 10 ottobre 2011

La Mia Arrancabirra


Ci voleva un evento epico per riportarmi al blog.

Dopo un'estate lunga e travagliata che, prima o poi, vi racconterò ...in pieno ottobre riprendo a raccontarvi di corsa.

Lo faccio raccontando di quella tanto agognata gara che prende il nome di Arrancabirra.
Iscrizione a Giugno, posti disponibili volati via in meno di un mese; allenamento costante...almeno per ciò che riguarda la parte alcolica!

Grazie agli amici, ci arrivo in condizioni fisiche perlomeno accettabili. Il protrarsi del mio dolore alla tibia avevano messo in dubbio fino all'ultimo la mia partecipazione.....
Tanta, forse troppa la voglia di rivalsa per una gara che, forse (e sottolineo forse), andrebbe vissuta solo ed esclusivamente in modo goliardico e non agonistico.

In compagnia di Gianluigi , Enrico, Paola e Maurizio si affronta quindi questa avventura in quel di Courmayeur .
Le previsioni meteo che seguo da giorni, mi preoccupano abbastanza: in loco infatti, sono previsti per la giornata di Sabato 8 ottobre, neve e gelo.
Impossibile penso, questa è stata un'estate infinita...
Finanche al mattino, seppur con l'aria sgarzolina, uno sguardo al cielo, sembra sconfessare le nefaste previsioni.
Passata l'uscita di Aosta il cielo è terso ed a me scappa un sorriso.
Dopo 10 minuti questi si trasforma in smorfia: cielo grigio e temperatura di pochi gradi superiori allo zero, mi danno il benvenuto nell'amena località valdostana.
Arrivo presto e riesco a parcheggiare facile. Tutto assonnato ed intorpidito svolgo in men che non si dica le operazioni di ritiro pettorale.
Opto per un caffè..... in un attimo il paese si popola di mille anime varoiopinte.
Comincio ad entrare nell'ottica della gara. Costumi in ogni dove. Il tema è il matrimonio reale; ma pecorelle, infermieri, cavalli, fate, aerei di cartapesta , tutto intorno, in un caleidoscopio di colori e sorrisi, mi fa subito immergere in quel che è lo spirito di questa competizione.
Incontro gli altri "Leinicesi", anch'essi tra l'assonnato ed il rapito, e poi Franchino; Costanza ed un Jèrome pallido che probabilmente è entrato nello spirito gara un attimino prematuramente.
Non so più dove voltarmi. E' una festa.
Comincio a preoccuparmi dell'aspetto gara: ho preso giacche,giubbini, guanti e paraorecchi...ma non sono dotato ne di bastoncini, ne di scarpe da trekking.
Del resto io le corse in montagna le ho sempre fatte con le mie skylon quattrostagioni e non vedo proprio quale sia il problema(...)
Mi immergo nella folla:sembra di essere a Rio.
Un po' sono stordito da tanta festa, ma aspettavo da tempo questo giorno e volevo comunque "correre" una gara decorosa senza trascurare del tutto l'aspetto agonistico.
La gente salta a ritmo di musica è un frastuono invitante che ci spinge al via.
Parto avanti ma non troppo..una fiumana variopinta mi segue. Si comincia a salire subito , prima su asfalto e poi su sterrato. Dopo i primi due tornanti persi a guardarmi intorno, mi volto...i miei compagni di società non ci sono. Rallento, del resto io non son proprio adatto a questo tipo di gare," mi raggiungeranno presto", penso.
Seguo nell'ordine prima una pecora, poi un kilt che abbandono (mentre un tizio cerca di infilzarmi col suo bastoncino) per un gonnellino che lascia intravedere due gambe femminili (finalmente vere), ecco infine un tamburo che prova a segnare il ritmo come se fossimo su di una galera.
Il corpo procede chino, l'inclinazione della salita costante: il tamburo arranca ed io con esso.
Alzo lo sguardo: lo scenario è da favola. Il serpentone variopinto è lentamente imbiancato dalla neve. Non copiosa ma soffice e vellutata. Uno scenario bellissimo ed inverosimile allo stesso tempo . "Il carnevale sulle Alpi" , penso.
Mi volto, dei miei compagni nessuna traccia; allora decido di farmi trasportare dalla colonna improvvisata, nonostante il dislivello non invogli a farlo, sono in molti a chiacchierare.
Al primo ristoro la birra me la godo tutta. D'ora in poi un glùglù costante, proveniente dal mio stomaco mi accompagnerà fino all'arrivo.
La salita è durissima. Sarà pure una corsa goliardica, ma il percorso non è da sottovalutare. In alto su una vetta vedo degli stambecchi su due zampe, sembrano lontani anni luce e pure siamo appena ad un'ora di gara.
Sorrido ad un fotografo intirizzito , che al mio pollice in su ed alla mia paresi risponde con un "bravo". Al rifugio Carrù vengo tentato da una Costina, butto giù a velocità supersonica una birra e riparto...
Le gambe cominciano a far fatica, i polpacci mordono e la neve gelata comincia ad infastidirmi.
Il serpentone davanti a me sembra allungarsi, provo a tenere un passo costante ma ecco che comincio a slittare. Una, due, tre volte..
Tento dei percorsi alternativi , "dei fuori pista", ma cado ancora; a volte non faccio in tempo a rimettermi in posizione eretta che son di nuovo a terra. Scivolo spesso per alcuni metri a valle.
Comincia lo sconforto: mal comune mezzo gaudio.Davanti a me la ragazza con la gonnellina verde cade anch'essa , fa una smorfia...sorride e si rialza.
Decido di proseguire gattoni, tattica che per un po' sembra funzionare.
Un'ondata di freddo mi raggiunge e mi blocca.A furia di aggrapparmi ai cespugli d'erba, non sento più le mani...
Decido di togliermi i guanti. Sbaglio madornale:impiegherò circa 15 minuti nel tentativo di rinfilarli.
Son lì bloccato, penso addirittura di non farcela, di fermarmi ed attendere i soccorsi. Qualcuno dietro a me accenna un "dai!" che mi ridesta...sono in cima.
Tremante sorseggio un bicchiere di the, mentre qualcuno scende a valle gridando un "chiudi tutto, chiudi tutto".Mi accorgo che a fianco a me che posa per un'improbabile foto, proprio in cima c'è Giovanni Storti,anche lui sembra provato. Come un turista per caso, provo ad infilarmi nella foto . Occorre riavviarsi!
La discesa è un incubo. Sbatto ripetutamente il sedere a terra. Ogni volta fa più male...mi rialzo punto i piedi di traverso e scendo...quando il terreno lo permette provo anche ad accellerare il passo, ma non c'è da fidarsi.
Ad un certo punto scivolo e come un bob (a4) comincio a dirottare velocissimo verso valle per una decina di metri. Urlo aiuto: qualcuno prova ad afferrarmi...Delle reti giungono provvidenziali: mi ci afferro con una mano, rischiando di farmi davvero male, ma funziona.
Ridiscendo cauto, fino alla vista delle mucche e, giù più in basso, del Rifugio Bertone...
Mangio due fette di salame, bevo un'altra birra e mi riavvio, convinto che il pericolo sia scampato.
Infatti il sentiero comincia a migliorare e la neve a diradarsi.
Improvvisamente mi ricordo di partecipare pur sempre ad una competizione, quindi accellero, prima poco..poi, visto che il terreno lo permette, a lunghe falcate.
E' poca la gente che corre. Il penultimo ristoro a due km dal traguardo mi taglia le gambe; non tanto per la mia quinta birra, ma per il fatto che lì incontro gli stessi costumi che prima stavano dietro di me, che sembrano arrivati da una giornata in spiaggia, tanto sono rilassati. Mangiano, ridono, e sembrano riposatissimi, mentre io sono stravolto.
Spuntato il pettorale, riparto lo stesso velocemente fiondandomi come un pazzo verso il traguardo. Supero tra il deluso e l' incredulo decine di camminatori, molti dei quali arriveranno avanti a me al traguardo.
Non capisco più niente. Esulto comunque felice all'arrivo, presumibilmente sotto le quattro ore (avevo scordato il garmin a casa) . Mi metto in coda anche per farmi rilevare il chip. Davanti a me un uomo tavolino.
Esausto e provato mi riprendo lentamente. Vado al bagno (6 birre lasciano comunque il segno), mi cambio con tutta calma, saluto Costanza Frank e Jèrome (che sembra divertirsi un mondo) e pranzo. Quando sto per finire sopraggiungono gli altri amici.
Gianluigi ed Enrico sembrano piuttosto malconci. Gianluigi ha una tibia che pare un areostato ed Enrico dice di essersi rotto una mano (in effetti scopriremo che il poveretto s'è procurato una frattura al dito).
Anche loro sembrano avere un'espressione tra il disperato e l'estasiato...

Che dire o pensare in conclusione? Nel vedere la festa che si svolge davanti ai miei occhi e nel ripercorrere mentalmente la giornata appena trascorsa, io non vedo l'ora che arrivi la prossima Avvancabivva!!



(Visto che in molti date le avverse condizioni meteorologiche sono stati deviati dal percorso, le classifiche hanno carattere puramente informativo)

domenica 19 giugno 2011

2° Edizione "Mesco sotto le stelle" (Monterosso-Levanto)

Un mini week-end da ricordare a lungo quello che ha coinvolto alcuni di "noi de la podistica Leini" in quel di Levanto Venerdì scorso.
Io Enrico, Maurizio, Paola su consiglio di Cristina e Vitaliano abituè delle gare levantesi; abbiamo organizzato in fretta e furia questa trasferta ligure, speranzosi di trascorrere due bei giorni, che ci avrebbero visto cimentare nei nostri passatempi preferiti (per chi non lo sapesse: correre, mangiare e bere!).
Speranze ripagate alla grande!

Partivo a dire il vero piuttosto demotivato dalla brutta gara corsa la sera prima in quel di Nole, una delle peggior gare della mia discreta stagione podistica.
Così, tra voglia di rivalsa e scetticismo, decido di affrontare senza troppe pretese, in una sorta di amore/odio, questa impegnativa sfida .
L'aria di trasferta ci galvanizza un po' tutti, per nulla spaventati (o quasi) dal capire cosa ci avrebbe atteso di lì a poco: oltre 5 km di salita dura dura ed altrettanta discesa.


Parto,molto cauto : il primo tratto nelle vie della splendida cornice di Monterosso, sembra una passerella: la affronto con tutta calma sorridendo ai vacanzieri che applaudono incuriositi.
Subito però comincia la salita: rallento forse troppo, ma la mia tattica è quella di tenere un passo sostenibile e costante per gli interminabili tornanti che portano in cima Mesco.
Mi passano un po' tutti i compagni d'avventura, senza però staccarsi di molto, tranne Maurizio che sembra avanzare con un buon passo.
Non faccio troppa fatica, la tentazione di aumentare c'è, ma la salita è davvero interminabile e preferisco attendere pendenze più favorevoli per giocarmi le mie carte da buon discesista.
Poco prima della vetta raggiungo Cristina tallonato da Vitaliano che mi rassicura sulla fine della salita.
Bevo un sorso d'acqua, un poco me la verso in testa, poi getto la bottiglietta a terra deciso: qui comincia la mia gara!
Aumento l'andatura; il primo tratto ha una pendenza favorevole ma non ancora elevata per cui recupero ancora un po' di energie non riuscendo però a distanziare Vitaliano che prova ad incollarsi a me.
Ad un tratto la discesa si fa più ripida, lascio che le gambe facciano da sole, protendo il corpo in avanti e mi ci abbandono. E' una progressione vertiginosa 3'40- 3'21"-3'12"-3'09" (con punte di velocità massima a 2'46"). Comincio a recuperare concorrenti, tra cui Enrico che si accorge della mia presenza esclamando un "Eccolo!". Vedo un gruppo molto distante, tra me e me penso che pur volando non riuscirò mai a recuperare su di loro....invece di lì a poco gli sono addosso.
Li passo con disarmante facilità. Un puntino giallo mi annuncia la presenza di Maurizio, lo supero e lui con quel poco di fiato rimasto mi incita a sua volta.
Purtroppo la discesa volge al termine (ho contato15 sorpassi in 4 km) , la gara comincia a rifarsi piatta e mancano ancora quasi due km al traguardo.
Qui comincio a dubitare sulla possibilità di tenere fino alla fine. Infatti complice la discesa folle e la gara della sera precedente le gambe si bloccano improvvisamente come quando i freni di una moto s'inceppano facendo ballare la ruota.
Penso di non farcela, ma la scritta "Levanto", mi dice che la gara sta finendo e debbo resistere.
Nonostante tutto tengo ancora un passo di pochi centesimi sotto i 4'Km. Sono esausto, però comincio ad intravedere il paese e di tanto in tanto qualcuno applaude. Mi supera un ragazzo in canotta gialla, a velocità doppia. Segno inequivocabile che non solo stanno per finire le mie energie ma anche la gara. Gli applausi sempre più frequenti mi spingono fin sull'arrivo, che ora giunge improvviso. Applausi e flash a cui non sono abituato mi fanno aprire in un sorriso, ed alzare le braccia in un gesto istintivo, come se avessi vinto. Sono felice.
Di lì a poco arrivano tutti gli altri, più veloci di me nel buttarsi sull'abbondante ristoro. Io scansato il the reintegro con 4 bicchieri di vino, passando con molta non chalance dal bianco al nero.
Scoprirò di essere giunto 36 esimo su circa 150 podisti competitivi arrivati , col tempo di 52'13".
E nonostante le presenze non fossero tantissime, la davanti c'erano atleti di assoluta qualità. Soprattutto al femminile con la presenza della maratoneta nazionale Emma Quaglia che dominava in 44'58" e la nazionale ultramaratoneta Sonia Cerreto che giungeva quarta classificata, sopravanzandomi di una ventina di secondi.
Brava anche la nostra Cristina che giungeva sesta assoluta.

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Dopo il classico post gara in birreria in cui mettevamo in mostra le nostre capacità di recupero liquidi, ci abbandonavamo finalmente al meritato riposo.
Questo ahimè durava pochissimo; il programma prevedeva infatti una corsa mattutina per la bellissima tratta Levanto- Bonassola- Punta della Madonnina.
La stanchezza mista alla sonnolenza devo dire era molta, ma lo spettacolare paesaggio,ritemprava corpo e spirito in men che non si dica facendoci correre ancora bene.
Dopo una capatina in spiaggia e la classica abbuffata di pesce, purtroppo la mia gita finiva qui. Scoprendo infatti i disservizi delle ferrovie dello stato, affrontavo con tempi molto dilatati il viaggio di ritorno che mi avrebbe poi riportato a casa ed alla mia domenica lavorativa.



lunedì 23 maggio 2011

Inverso-Cima Bossola-Inverso

Ieri in compagnia di Eleonora, mi sono recato in Val Chiusella per una gita fuori porta : per la precisione nel comune di Vico Canavese, in frazione Inverso.
Il mio obiettivo era quello della marcia alpina che porta in "Cima Bossola" :circa otto km tra andata e ritorno, sullo stesso percorso per un dislivello di 755 mt!

Lo scopo delle corse in montagna ormai, data la mia scarsa predisposizione per esse (non fosse che per la discesa), è quello di un allenamento-potenziamento alleviato dalla vista di bei paesaggi.

Così, in tutta tranquillità, parto per questa nuova avventura , valevole per il campionato uisp canavesano di corsa in montagna.
Con me della podistica Leinì, presenti anche Carlo e Fabrizio.

Salgo tranquillamente nelle retrovie, anche perchè pur contenendo la fatica del dislivello proibitivo, subito i polpacci si fan sentire ed il corpo tende a piegarsi in due per alleviarne lo sforzo muscolare.
Comunque sto bene, nella mia passeggiata riesco a scherzare persino col poco pubblico presente ad incoraggiarci.
A circa 800 mt dalla cima, incrocio quelli che già scendono. Faccio la conta e li incito.
Ad un certo punto vedo arrivare verso di me Laura Ingalls de "la casa nella prateria" che scorrazza sul prato ridiscendendo felice. E' l'invincibile Nicole (Peretti) che, tutta trulla, a sua volta mi invita a " non mollare".

Arrivato finalmente in cima, sorseggio con tutta calma un bicchier d'acqua e decido che forse è il caso di onorare la gara, tentando di "correre" almeno la discesa.

[Eccomi che , portata in cima la croce, mi appresto a ridiscendere attentamente]

Parto a spronbattuto e comincio a recuperare concorrenti.
Ma il dislvivello è veramente notevole e tocca frenare se no, si rischia di rotolare.
Ad un km dall'arrivo i talloni sono fumanti, ma ho recuperato almeno una decina di posizioni.
Proprio mentre la strada diventa asfalto , bello liscio che sembra appena fatto ecco, a circa trecento mt dal traguardo, l'imponderabile.
Complice probabilmente un momento di rilassatezza, mi cedono improvvisamente le gambe (la dinamica non mi è molto chiara). In un attimo che, a ricordarlo mi sembra interminabile, finisco lungo e disteso sull'asfalto condito dalla ghiaietta che s'infila in ogni dove "brasandomi" gamba e braccio destro..
Mi rialzo sconcerto..la prima cosa che faccio è accertarmi se qualcuno ha visto, in effetti sento in lontananza qualcuno che si accerta delle mie condizioni..resto un attimo titubante e mi avvio a tagliare il traguardo sanguinante.
Oggi ho dato la pelle!
Inutilmente a dire il vero perchè arrivo comunque penultimo di categoria, e visti i distacchi probabilmente, avrei potuto scendere con tutta calma che il risultato non sarebbe mutato.
Ma l'orgoglio , quello, va appagato!


Una volta medicato mi anestetizzo con un piccolo aperitivo, premessa del bellissimo pranzo che seguirà con gli altri podisti , tra cui Omar.
Tutto sommato una bella giornata a prescindere; io mi faccio vanto delle ferite ed Eleonora della sua abbronzatura...che volere di più?

domenica 17 ottobre 2010

Podismo Turistico : FORTHEIGHT (Bard)+ 40° GIRO DI PETTINENGO

[Vista dal forte- Foto di Omar]

Tempo da lupi per questa due giorni podistica. I segni climatici parrebbero indicarmi la via del letargo che, visto lo "spirito da resa" di queste settimane, forse sembra apparire la migliore delle ipotesi.
I malanni di stagione non mi han dato tregua, così i miei propositi di concludere degnamente la stagione podistica se ne sono andati.
(Testardamente conclusa. Punto)

Il sabato prevedeva un misto in terra Valdostana, per l'esattezza nell'amena località di Bard con arrivo fin sù tra le mure della roccaforte.
Qualche disguido alla partenza (prendi l'ascensore-fai l'iscrizione-prendi l'ascensore-torna a prender la borsa- riprendi l'ascensore-cambiati- riprendi l'ascensore) ha fatto sì che il sottoscritto con la compagnia di Piero , Daniela L. e Vitaliano, arrivasse trafelato alla partenza giusto in tempo per lo sparo.
La gara si snodava tra le vie del paese e quelle del vicino centro di Hone, con un percorso veramente suggestivo che prevedeva addirittura una transumanza bovina.
Finita la discesa, finita la gara! Nel senso che, arrancavo, tra un capogiro ed una soffiata di naso, per i 7.7 km del percorso fin sùsù tra le irte salite che ci riportavano in cima al forte.
Degno di nota il ristoro, dove non mancava proprio niente. Graziosa la t-shirt del pacco gara. Meno ricca la premiazione che preveda solo tre premi per categoria..

[Arrivo in salita-Foto di Omar]

Il gran freddo patito, rendeva la cornice forse meno piacevole (soprattutto per chi come me sta cercando di uscire dall'influenza), comunque amena, non c'è che dire.
Gara da rifare in altro contesto e con altro spirito...


Torno a casa stanchissimo con un'emicrania pazzesca mi ri-preparo la borsa, mangio una fettina di carne e mi fiondo a letto : ore 22:50....
...ore 4.05 prendo finalmente sonno!
Ore 6 la sveglia è un incubo. Devo affrontare un viaggio in solitaria fino alla, per me lontana Pettinengo. In programma l'ultima gara del campionato Canavesano Fidal, fondamentale per la sua chiusura.
Assonnato e senza navigatore arrivo in loco dopo aver fatto su e giu per un'oretta tra le colline del biellese. Ad accogliermi finalmente sul posto una nebbia incredibile. (per ritrovare la macchina credo di aver percorso il doppio dei Km previsti dal tracciato).

[Pettinengo e la nebbia autunnale]

"Non ne ho" sono veramente stanchissimo, le gambe fan male. Mi metto in coda e mi trascino per i quasi nove km (impegnativi!) stancamente fino al traguardo.
Il freddo è sconfortante, occorre comunque resistere..poco dopo il mio arrivo partiranno infatti le donne e gli assoluti tra i quali molti big. Spettacolo assicurato!
Impressionante infatti vederli correre su per quei saliscendi (per la cronaca miglioreranno di pochi decimi anche il record della gara).

[La testa della gara internazionale]

Io sono letteralmente sfinito ( e verdognolo in volto), mangio un piatto di pasta, rubo una foto ad Elena ed una all'amica Gloria come mio personale premio di partecipazione , mettendo in mostra tutte le rughe del mio viso. Poi via fino a casa, ad esalar l'ultimo sospiro tra le amorevoli mura!


[ Elena Romagnolo]

[ Gloria Barale]

lunedì 16 agosto 2010

Mezza Maratona Névache-Briançon

Névache

[Marco et moi prima della doccia]

Pioggia torrenziale e temperatura intorno ai 7° hanno caratterizzato questa edizione della gara. Nonostante tutto, mi sono ibernato divertendomi. Per la cronaca ho terminato la fatica in 1h 28'23" (56esimo classificato su oltre 400 iscritti e circa 350 arrivati)!
Ottima organizzazione , soprattutto rispetto allo scorso anno e gente fantastica che incitava gli atleti nonostante il diluvio!
[La partenza]

La mia gara è stata contrassegnata fin dai primissimi Km favorevoli,da una contrattura ad entrambi i polpacci (crampi?), che , a dire il vero, mi porto ancora adesso.
Con lo scatenarsi del nubifragio poi, chissà perché io tiro sempre fuori il meglio di me (vedi qui). Per cui con una corsa piuttosto regolare riesco a portarmi fino al Km finale in vorticosa discesa :corso così forte che avrei potuto rotolare direttamente (3'12"). Unica vera difficoltà della gara i quattrocento metri finali che dopo la pazza discesa, ho rischiato di pagare col collasso.

[Inizia la discesaaaaaaaaa]

[21° Km L'apparizione]


[Ristoro leggero leggero per i prodi atleti]

lunedì 19 luglio 2010

Giro del Lago (Ceresole Reale)


Spettacolare paesaggio e giornata tersa come se ne vedono poche nell'arco dell'anno (specie in montagna): ecco in sintesi il ritratto della giornata.
Questa gara, inserita nel campionato canavesano uisp per la prima volta ed alla sua seconda edizione, è da fare e da vivere tutta assolutamente.
Per parteciparvi ho addirittura preso un giorno di ferie e mi son recato in loco fin dalla sera prima in modo da gustarmi appieno l'amenità di questo scorcio del Gran Paradiso .

Dopo una serata di meritato relax al riparo dalla canicola cittadina, sveglia di buon ora. Programma: tintarella per Eleonora e garetta per il sottoscritto.
La competizione, fa il record di partenti (numero destinato a salire di anno in anno) se ne conteranno 188 al traguardo.
[Giacomo e Silvano al lavoro all'alba per le iscrizioni]

Purtroppo le buone sensazioni del pre-gara e quelle della settimana di allenamento, si sono disciolte dopo un paio di km. Una stretta allo stomaco ed una difficoltà respiratoria notevole, chissà se dovuta ai piccoli strappi, alla colazione troppo abbondante (di solito corro a digiuno), od all'altura; ha fatto sì che la mia prestazione non sia stata (per l'ennesima volta) eccelsa. Chiudo 72esimo classificato a 4.28" di media questo misto con diversi saliscendi, per metà sterrato ma con vista sul lago impagabile!
[L'arrivo trionfale di GianLuigi]


[Il mio arrivo...-con calma eeeh-]

Poco importa il w.e. è stato molto bello ed il dopo gara rilassante (mi sono praticamente ustionato). Segnalo solo con orgoglio l'ottima prestazione di Daniela Longhi che, visto il forfait delle regine, prende lo scettro in mano e si piazza seconda assoluta....Ancora una volta chapeau alle donne della Podistica Leinì, sempre pronte a primeggiare!

giovedì 1 luglio 2010

Si può dare di più (?) - Gara ad Aglié


Ieri sera il campionato podistico canavesano faceva tappa ad Agliè, cittadina nota per il suo castello, location di "Elisa di Rivombrosa".
La gara tornava all'antico lasciando introdurre la schiera di podisti all'interno del bellissimo parco ottocentesco in cui si dipanava granparte del percorso.
Manco a dirsi , lo spettacolo era assicurato...
Peccato che io deciso a dare il meglio di me (disponibile al momento), non sia riuscito a goderne appieno, impegnato com'ero in quei piccoli saliscendi.
Sarà stato l'elevato tasso di umidità, il primo turno di lavoro o, più probabilmente, uno stato di forma ancora lontano, ma ancora una volta nonostante l'impegno e la fatica immane per giungere al traguardo (7.900 mt quasi completamente sterrati) , i miglioramenti sono stati davvero minimi.
Dal punto di pista goliardico la serata è stata invece un vero successo e divertentissima: complice le birre fresche e la simpatia della compagine leinicese, ritrovavo lo spirito giusto per superare la mia ennesima piccola dèbacle ...
"siam proprio delle sagome"!


Oggi i complimenti di rito sono invece per Paola "stopprina", che grazie alla non competitività di Cristina giunge prima assoluta!!!


lunedì 26 aprile 2010

Padova, la piacevole disfatta! (Maratona e 1/2 Maratona di S.Antonio)


Cominciamo dall' inizio (ovvietà).
Alla vigilia della gara mi è stato detto che ho piedi cavi con tallone pronatore, per cui i miei piedi tendono a subire una torsione innaturale, quindi i processi infiammatori (aggiunti alla dismetria) per me saranno sempre all'ordine del giorno (i plantari non mi hanno mai aiutato). Più o meno lo sapevo; ma quando ha aggiunto: "non son fatti per correre, vai finché riesci e poi smetti", il mio orgoglio ha subito un contraccolpo. In quel momento la mia mente ha fatto un 5000 in meno di 15 minuti!!
Tornato coi piedi in terra (per quanto possibile), oggi la ragione è tutta dalla sua parte. Sono tornato a zoppicare con la tibia sinistra che mi sembra un campo di battaglia (usano anche i cannoni i bastardi) ... quindi, potrete capire dove sta il mio morale.

LA CITTA'

Padova è una città sorprendente, bellissima ed io che non ero preparato ne son rimasto estasiato. Mi sembra proprio una cittadina a misura d'uomo per di più dai prezzi contenuti (malgrado le abitazioni ostentino ricchezza finanche dai calcinacci).
Abbiam camminato in lungo ed in largo, facendo girotondi assurdi ma divertendoci e meravigliandoci ad ogni angolo. Ora non vi farò da guida turistica, esiste wikipedia allo scopo, ma se siete da quelle parti una capatina fatela!

Ho accompagnato il presidentissimo Fabrizio a Padova in quanto iscritto da tempo alla maratona, mentre io a corto di lunghi (ehehe notate il gioco di parole), mi son cimentato con molta , troppa non chalance , rassicurato da un ottimo periodo di forma, nella mezza.
I problemi logistici sono stati parecchi, buona l'organizzazione di gara per carità, il guaio è che Fabrizio partiva da Vedelago (TV) che dista circa 51 km dal centro di Padova alle 9 , mentre il sottoscritto da Camposampiero alle 10.45.
Comunque, espletati i riti pregara e quelli propiziatori, ovviamente senza aver dormito molto (durante la notte sono pure stato assalito dai crampi e..da una zanzara!) ognuno per la propria strada abbiamo cominciato l'avventura

LA GARA

Le navette giungono prestissimo a Camposanpiero. Non sono abituato alla solitudine sono abituato a ciacolare di continuo nel pregara...cerco con lo sguardo ovunque, neanche un volto conosciuto. Bevo un sorso d'acqua, passeggio,abbozzo un riscaldamento, attendo. Intanto lo speaker annuncia le personalità presenti : personalità politiche e sportive tra cui risuonano anche i nomi di Ruggero Pertile e Giovanna Volpato. L'attenzione però è tutta per il sempreverde Gianni Morandi anche lui alle prese con la mezza .
Piano piano si avvicina il momento dello start, m'inserisco nella griglia di partenza e dopo poco, con mia somma sorpresa, il cantante si posiziona proprio di fianco al sottoscritto. Gli porgo la mano (ha manone enormi) e questo gesto diventa quasi un istintivo abbraccio: lo saluto con uno scherzoso "Dai Gianni Dai" (ho pensato anche "uno su mille ce la fa" ma non ho osato). E lui risponde con ce la facciamo sotto le due ore :"c'è da andare a vedere il Bologna allo stadio".
Lo sparo!
Parto deciso, un corridore fa cadere una ragazza e poco sportivamente neanche se ne cura e prosegue, i pensieri non sanno dove parare anche perché proprio in quel momento ci si unisce agli atleti che corrono la maratona. I loro volti sono già provati, in molti si lamentano del gran caldo . "Già il caldo, occorrerà farci i conti.." penso "..è da un pò che non si corre con queste temperature (26-27°) il corpo non è abituato".
Al terzo km sono sotto i 4'/km passo diversi atleti, soprattutto maratoneti che mi guardano con un po' di rabbia (capisco cosa possono provare: mentalmente non è facile reggere le andature di chi è appena partito quando, al contrario, tu corri da 24 km ). Preoccupatissimo (troppo) dal gran caldo decido di rallentare e prendere tutti i rifornimenti perdendo un sacco di tempo.Aspetto con ansia l'approssimarsi di docce e spugnaggi.
Si corre lungo la statale e patisco mentalmente il tragitto. Fortuna che quando si attraversano i paesi lo spirito si rinfranca. Nonnine con le sedie , bambini che battono il cinque, suoni , temburi ed applausi . La gente qui è davvero fantastica e ti tratta da vero atleta. (Mica come nel nordovest che al massimo si ha a che fare con automobilisti irrequieti).
Mi assesto su velocità più consone alla gara: corro sui 4'12/4'14 e mi sembra di star bene, ma comincio a patire il caldo. Al 28° km (era segnata solo la maratona), sorpasso Fabrizio: lo vedo sofferente, ma è lui ad incitare me che comincio a dubitare di riuscire a fare un buon tempo. La mia gara è buona fino a metà passo il decimo in 42'12", con la speranza di poter aumentare sul finale...ed invece.
Invece comincio a patire, vedo il lungo serpentone sull'interminabile stradone e mi accorgo che la mia corsa si fa difficoltosa, avverto male alla gamba sx, del tutto sopportabile per carità, ma tanto basta a farmi vacillare, rallento vistosamente. Penso di tenere duro fino all'ingresso di Padova per poi provare almeno ad aumentare nel bellissimo centro cittadino. Sbaglio madornale!
Entrato in Padova ormai trotterellante, scorgo su un cartello la scritta 41 (che la mia mente già un po' annebbiata traduce in un 21). Chi corre sa quale strani processi mentali ti assalgono nei momenti di difficoltà. Mi convinco di essere in prossimità dell'arrivo parto a razzo..ma curva dopo curva, rettilineo dopo rettilineo l'arrivo non c'è. Preso da sconforto ed al limite delle mie forze, rallento fin quasi a fermarmi... Poi riprendo coraggio. Quando arrivo sulla piazza sono una maschera di sofferenza taglio il traguardo (1h 34' alto) e vengo assistito da ben 3 (gentilissimi) infermieri. Un'altra volta "fuori soglia" (è la seconda volta che mi capita quest'anno), mi vogliono spostare sulla barella, io ovviamente mi rifiuto " ce la faccio" mormora il mio orgoglio. Salvato solo da un maratoneta che giunge in condizioni più tragiche delle mie..abbandono il lettino per ricongiungermi ad Eleonora. Che ignara di tempi e stati d'animo mi fa lunghi complimenti!

Ci si preoccupa anche per Fabrizio che non giunge al traguardo, arriverà anche lui con la forza dell'orgoglio (c'è una medaglia da conquistare) e tenendosi la schiena sofferente...se penso a tutti i suoi lunghi ed ai medi fatti brillantemente in allenamento mi rammarico tantissimo...




Comunque dopo aver salutato un paio di bloggher de "la fulminea", dopo il pasta party (ed un paio di spritz) il morale della truppa si risolleva :in fondo è stato un bellissimo w.e. !

mercoledì 6 gennaio 2010

Che temperamento!




Oggi giornata festiva e tersa per la maggiorparte di noi. A me coincideva con un riposo per cui, ideale per correre!

E' stato un avvio di anno promettente, nonostante i miei problemi tibiali continuino ad essere ben presenti. In attesa di una seduta di mesoterapia, ho scoperto che, abbondando col ghiaccio (circa tre ore al giorno) riuscivo a correre senza avvertire troppo dolore.
Ho associato la corsa al rafforzamento muscolare in palestra, frequentando (come se non bastasse) la mia prima lezione di spinning.
Così, con le gambe ben sovraccariche da lavoro, ho ricevuto e raccolto da Cristina, l'indecente proposta. Un lungo collinare!!
Probabilmente per chi non è della zona, il percorso che sto per illustrare non dirà molto, ma vi assicuro che chi conosce questi luoghi, ciclisti in primis (oggi ne abbiamo incontrati a frotte) , ci si ritroverà di certo.

Siamo partiti da casa mia abbandonando quasi subito la ciclabile per salire sulle Vaude Mathiesi , poi al Collaschero e quindi ridiscesi verso Balangero affrontando a ritmo di step e scimmiottando Rocky Balboa, la gradinata che porta alla seicentesca chiesa . Riscaldamento (!) terminato abbiamo affrontato la salita che dall' (ex) amiantifera (ahinoi negli anni '80 era la più grossa cava d'amianto d'Europa, ora bonificata) porta sù sù fin sopra Oviglia. Non paghi abbiamo proseguito per Coassolo e quindi al Cudine di Corio per poi affrontare il ritorno verso casa attraversando l'ameno paese.

Fin qui il percorso.. quello a cui non ho ancora fatto cenno (ops) è che a far da battistrada, sono quasi sempre state le donne; con le mie gambe che, come due pezzi di marmo già pronte per un
monumento ai caduti, invocavano pietà e Marco V. che si arrendeva sul finale perdendosi tra le vaude, mentre noi scellerati proseguivamo verso casa (scusa Marco ma non ce l'avrei fatta a tornare indietro).
Tutto è risultato l'equivalente di 25 km con circa 400 mt di dislivello percorsi in quasi due ore e 10 ad una media di poco superiore ai 5'10" min/km. Molto allenante non c'è che dire.
La cosa che più mi ha lasciato sconcertato, oltre all'indomita tenacia di Cristina, alla quale dovrei, mio malgrado, essere abituato, è stata la capacità di Daniela L. di tenerle sempre il passo.
Ho osservato a lungo fiero queste due donne tenere il ritmo in salita e correre la discesa di tutta lena, segno inequivocabile che, dopo l'acquisto di Maurizio (alias stoppre), la podistica Leinì si tinge (e tingerà) sempre più di rosa!

Brave ragazze...

Ps. Ora tolgo il ghiaccio

venerdì 21 agosto 2009

Tutto scorre (veloce)

Il rientro dalle vacanze è sempre un po' traumatico, soprattutto quando si visitano splendide località: diverse per clima e per costumi da quelle a cui siamo abituati.
Ho (quasi) staccato la spina per sedici giorni, del resto non era facilissimo correre sulle strade di Acireale: così trafficate e con quella calura.

Noi indigeni abituati alle rive ed alla tranquillità dei percorsi nostrani.

Il mio praticamente solo allenamento è stato percorrere la"passeggiata" che da Santa Maria La Scala portava direttamente al mio alloggiamento in città: contando anche il lungomare un totale di1 km e 300 mt con circa 270 mt di dislivello da percorrere almeno un paio di volte (una bella fatica vi assicuro).
Del resto il mio dolore alla gamba non s'è minimamente placato e di più non potevo fare...


Non vi dico con quale gioia però le mie scarpe hanno ritrovato la ciclabile (stasera fondo lentissimo col neorunner cognato)
Certo è che ora devo aumentare il chilometraggio in vista della 5 laghi del 6 settembre e sperare che i tendini mi permettano di reggere a quella che si prospetta, visto il mio pessimo stato di forma, una vera e propria impresa!