Maratonina di strambino da incubo per il sottoscritto, con tanto di personale in negativo ed il terrore di non finire verticalmente la gara.
Tutto comincia come sempre. A parte una stanchezza cronica dovuta ad una nottata non proprio serena e ad un periodo lavorativo non proprio rilassante, le premesse sono le solite. La mia forma altalenante e la mia fastidiosa tibia che mi spinge a prendere un antidolorifico prima della gara..

Il clima è festoso e tutto il mondo podista del Torinese e del Canavese si è riversato qui quest'oggi. Si contano oltre 700 partenti e incontro bloggher ovunque (Costanza, Massimo, Maurizio, Franchino, Andrea...)!
Sarà la frescura della giornata, ma, senza rendermene troppo conto parto a spronbattuto, passo il terzo km in 12'08", il quinto in 20'48" e poi... e poi... complice (chissà) la partenza azzardata cominciano i guai. O meglio i problemi di stomaco.
Inizio lentamente a vacillare ed a sentirmi male.
Non voglio che la testa mi abbandoni e quindi cerco di dare tutta la colpa alla mia veloce partenza : rallento ; ciò nonostante sto ancora più m
ale. Al nono quasi cammino ho un rigurgito...raggiungo già cadaverico il rifornimento di metà gara: il cronometro segna ancora poco più di 46'; continuo ancora alcuni metri cercando di approfittare della discesa per riprendere il passo. Sto sempre male: altra pausa dettata dallo stomaco ribelle.
Sono nel panico, la testa mi dice di abbandonare, ma oramai mi trovo poco più che all'11 km , in aperta campagna e non saprei neppure a chi rivolgermi. Decido di trascinarmi fino all'arrivo.
E' una tortura! Frotte di podisti mi superano in ogni dove, qualcuno invoca il mio nome per farmi coraggio. Pensavo di essere veramente conosciuto (solo il senno di poi mi ricorderà la scritta sulla canotta).
Sto molto male, adesso la vista è annebbiata, corro a testa bassa. Passa la stopprina che mi rincuora siamo alla fine...due km ed è finita. Ma cedo ancora, ormai cammino. Vedo stoppre (che deve aver terminato da secoli) e franchino all'arrivo che mi incitano..cerco di spiegare loro la debacle..in fondo non è un problema di fiato, ma c'è da percorrere ancora l'ultimo km. Arrivo con il volto da cella frigorifera, non riesco più a connettere, lo stomaco si contorce, ogni movimento diventa un'impresa. Impiego circa un'ora solo per mettermi qualcosa di asciutto. Enfia gentilmente mi ritira il pacco gara... io non ho forze neppure per tentare di capire.
Fortuna che ho chiesto un giorno di ferie. Non mi riprenderò più per tutta la giornata.
Anzi qualche linea di febbre dovuta allo sforzo,accompagnerà i miei tristi pensieri....

[Cadaverico]
Stamattina, mi sento bene, quasi come se nulla fosse accaduto. Il mio amore per la corsa però ieri ha decisamente vacillato!
















sone , tra cui le prime donne, devia.
quantomeno permesso di risalire in bicicletta.








Intanto parto sorridente, il clima è veramente quello della festa, le mie sensazioni fino a metà gara sono più che discrete, mi godo il paesaggio e la compagnia, tanto che in modo del tutto ottimista comincio a pensare di poter chiudere con un buon tempo. Le prime difficoltà però muteranno ben presto il mio sorriso in una smorfia. Sulle salite infatti le mie gambe fan davvero fatica,non rispondono e mi obbligano dapprima a rallentare , poi a camminare ed infine a piantarsi irremidiabilmente. Un trenino di concorrenti, tra cui Vitaliano, mi sorpassa cercando di incoraggiarmi. Sono fermo, "la testa" mi abbandona. Ancora 500 mt e si scollina, qui riprendo coraggio,mi abbandono alla discesa e recupero un po' di terreno. Cercando di tenere duro, riprendo un buon ritmo ma ahimè entro in riserva proprio al momento di affrontare la salita finale; mi rifermo aggrappandomi al cancelletto d'ingresso del monte stella. Qualcuno mi chiede strada ,lascio passare. La discesa mi catapulta direttamente al traguardo , chiudo gli occhi e fermo il cronometro: 2h 01'42". Sinceramente deluso, perchè pensavo di poter scendere sotto le due ore in tutta tranquillità (e perché battuto da Vitaliano che poi giocherà con la mia insoddisfazione per tutta la giornata eheh), ma il sorriso di Eleonora al traguardo è contagioso ed è lei la prima a ricordarmi di essere migliorato di 4 minuti rispetto l'anno precedente!





