giovedì 15 maggio 2008

Notturna a Caravino (piccoli segnali di ripresa)




La prima notturna dell'anno!
Sarà, ma io la sera corro meglio.
Non sono ancora in condizione ottimale, ma se solo mi guardo indietro di un paio di settimane, comincio ad essere contento.
Contento dell'allegra serata passata in compagnia dei colleghi di società, tutti finalmente in gran spolvero. Soprattutto Fabrizio (13° assoluto stasera) che si migliora a palate di secondi da una gara all'altra e Daniela che oramai è una conferma assoluta (3°stasera)!!
La Stracaravino era composta da 3 brevi giri per il paese per un totale di poco più di 7 km, molto nervosi (anche stasera tutto un saliscendi).
Patisco ancora , soprattutto mentalmente, il fermo di un mesetto, manco ancora un pò di convinzione nei momenti cruciali.... Nonostante tutto, stasera non posso proprio criticarmi: 84° in una gara con circa 240 partenti , ma di ottimo livello (in testa i soliti noti!) !
Quanta fatica si fa a questa età...

Il video è gentilmente offerto da Arbolle

domenica 11 maggio 2008

Gara a Baldissero Canavese (...A piccolissimi passi)


Bello questo percorso collinare di dieci chilometri, che ho avuto modo di provare in settimana.
..La mia andatura media è stata pressapoco quella (scandalosa) di domenica scorsa, però su un percorso molto più impegantivo. Un tracciato collinare con diverse variazioni di pendenza, quasi completamente tra i boschi e su di un tracciato sterrato.
Provare prima il tracciato ha fatto sì che, conoscendo la mia situazione attuale, impostassi una gara molto oculata (e attenta alle sollecitazioni del terreno),forse troppo visto l'arrivo in scioltezza con l'ultimo km corso a 3'58".

Bisogna accontentarsi e prosegire a piccoli passi, sperando di ritrovare un pò di forma perduta.
Ora vi lascio, perchè la mia giornata lavorativa deve ancora cominciare!

giovedì 8 maggio 2008

L'importanza dello Stretching


Spero che la mia involuzione abbia una fine, io di certo ce la metto tutta! (..E questo sinceramente mi preoccupa)

domenica 4 maggio 2008

Cercasi personal trainer coscienzioso...


.......qualcuno in grado di riportarmi al senno, quantomeno a livello sportivo.
Stamattina, mi sono svegliato alle 4 : ho cominciato a rigirarmi nel letto (una volta tanto non per i dolori) in preda a pensieri tormentosi.
Così alle 6, stufo del mio rimuginare, mi alzo improvvisamente, tiro fuori il mio completino, una bustina di aulin, la vespa e mi reco a Montanaro (circa 50 km da casa mia) per iscrivermi alla 9 miglia (14.320 mt)!

Di qui in poi ometterò ogni cosa, soprattutto il tempo impiegato per chiudere la gara.
Concludo solo dicendo di essere già scoppiato al 4° km ,di aver avuto la peggiore prestazione in assoluto da quando mi sono avvicinato a questo sport e di esser stato superato in volata da due simpatici vecchietti!
Ma forse è un miracolo che io l’abbia terminata.

Ora non mi resta che aspettare per vedere se avrò ancora dolori postumi che mi costringano a rifermarmi o potrò, finalmente, riprendere un allenamento che non mi faccia vergognare di me stesso.

venerdì 2 maggio 2008

Passaparola


Nuntio Vobis....
il primo raduno Blogtrotters della storia italiana!!


Scopri dove e quando




(ulteriori dettagli li trovi cliccando qui)

giovedì 1 maggio 2008

Post-umo


"Lavoravo sopra, sul ponte, nel reparto vicino.
Ho sentito urlare, ho visto i colleghi che correvano.
Sono sceso e ho iniziato a correre e ho visto dal tunnel uscire i miei colleghi, non capivo chi fossero, li ho riconosciuti solo dalla voce.
Il mio capo continua a gridare e mi chiedeva di chiamare sua moglie.
Il mio amico mi diceva di togliergli la maglia, ma non era la maglia era la carne che bruciava.
Era peggio di un film dell'orrore, non so trovare le parole per dirti quello che ho visto.
Era un'inferno, i miei amici li vedevo bianchi, sembravano bambini, non so.
Non riesco a dormire, ho solo davanti quelle scene.

Sono andato alle Molinette per vedere il mio capo, ma non mi hanno fatto entrare.
Quella notte ci hanno portato in infermeria. Siamo rimasti un po' lì.
Io sono andato a prendermi la mia roba.
Non riuscivo a pensare ad altro, prendere la mia roba e andare via.
In quella fabbrica io non ci torno più.
Non ci voglio più tornare.
Scrivilo, scrivi che c'erano tanti ragazzi giovani, bravi ragazzi, c'erano padri di famiglia che facevano turni di dodici ore per tenere il lavoro".

lunedì 28 aprile 2008

Post-scriptum

Ringrazio Andrea (2), che nel frattempo (mentre noi eravamo intenti ai blablabla), si è messo a correre come una scheggia, e si è fermato solo per dedicarmi un intero post!

n.d.a. Baudelaire sosteneva: "parler d'amour c'est faire l'amour"( non conosco quale tipo di droghe ingerisse).
Questo detto non è applicabile al podismo, sappiatelo!
Voglio correreeeeeee......

domenica 27 aprile 2008

Finitemi!




Come volevasi dimostrare la mia sortita di ieri sera -------------->




..ha sortito il suo effetto: notte insonne dal dolore e domenica trascorsa a strisciare da una stanza all'altra! La mia non è testardaggine, ma pura idiozia (ormai è comprovato)


L'immagine è stata gentilmente sottratta al blog disruption

sabato 26 aprile 2008

Post-ura (un allenamento deludente)




Ieri,ho approfittato di una tregua del dolore, e dell’effetto contramal, per concedermi un improbabile test su una media distanza (13,9 km).

Quindici giorni di fermo, il dolore, (sì sopportabile, comunque condizionante) ed il primo caldo, han reso questi pochi chilometri davvero difficili. Solo la tanta voglia di riprendere a correre ed il mio Garmin nuovo nuovo( bello bello!), han fatto sì che riuscissi a ritornare a casa correndo.

Dimenticate le buone sensazioni ed il discreto stato di forma che avevo alla vigilia della Turin Marathon, il mio corpo sembrava un baccalà nella vana ricerca di una corsa quantomeno composta. Le tibie come due pezzi di piombo e la fatica( tanta, troppa),mi han ricordato, tutto ad un tratto, che noi podisti siamo quantomeno ammirevoli per costanza e masochismo!

venerdì 25 aprile 2008

Materiale Resistente



…Così giunsi alla resistenza

senza saperne nulla se non lo stile:

fu stile tutta luce, memorabile coscienza

di sole.

Non poté mai sfiorire,

neanche per un istante,neanche quando

l’Europa tremò nella più morta vigilia.

(Pierpaolo Pasolini)

INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA

Era un anno fertile per il grano come mai in passato, era tutto in abbondanza…Quelli che erano malati cronici e che tanto desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l’anima a Dio.

Nei giorni dei grandi temporali il cielo era rosso.La pioggia portava con sé la polvere dei deserti d’oltre mare. I vecchi dissero : ci sarà la guerra!

Nessuno prestò credito alle loro parole .e nessuno fece nulla. Giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! Solo cantammo per intere giornate, fino a restare senza voce, per poter consumare tutte le vecchie canzoni, perché non ne restasse nessuna che venisse sporcata dal tempo.

1. Quando intravedono il primo cadavere per la strada, le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi.Senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca l’aria, ti gira la testa.Sono di aiuto in questi casi l’acqua fredda, leggeri schiaffi. Se il cadavere di quel giorno era un suo parente o comunque un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guardarlo.Le ferite causate dalle granate sono in genere causa di un nuovo svenimento. E non si ha tanto tempo a disposizione. E’ raccomandabile piangere, fa bene al cuore. Ma neppure per questo c’è tanto tempo a disposizione.

2. Se la città è in stato di assedio, occorre mandare i più coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opachi per i cadaveri.se questi non tornano,bisogna avvolgere i morti in lenzuoli bianchi.Non è raccomandabile seppellirli senza. Ciò fa diffondere il panico e la paura della morte diventa facilmente la paura di finire sepolti allo stesso modo.

3. La sepoltura si svolge di notte,per motivi di sicurezza. Perciò, prima della sepoltura bisogna accertarsi per bene dell’identità del defunto.Ne l caso di corpi dilaniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che appartengono a ciascun corpo. Se si verificano ugualmente degli errori , è meglio evitare di ammetterlo successivamente. Tanto per i morti è lo stesso. Se vicino alla persona che è stata sepolta, sul posto dell’uccisione, si trovano altri parti del corpo, e si è però già provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nella spazzatura, poiché in genere si radunano i cani affamati.La cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di raccogliere in un sacchetto tutto quel che è rimasto e disseppellirlo in superficie vicino alla tomba.Bisogna stare attenti che non se ne accorgano i familiari, perché loro concepiscono il cadavere come un tutt’uno e tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ulteriore dolorosa frustrazione.

4. In guerra nessuno è matto. O almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno.Molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in mostra molto bene.Come combattenti coraggiosi, convinti delle idee dei loro capi.

5. In guerra nessuno è intelligente.Non devi credere alla verità di nessuno.Le lunghe disquisizioni sull’inesattezza della guerra del professore di una volta, in un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino gli è morto per la strada.

6. Non ricordarti di nulla.Prova a dormire senza sonno.Devi ornarti di amuleti e abbi fede nel fatto che ti aiuteranno.Abbi fede in qualsiasi segno.ascolta attentamente il tuo ventre.Agisci secondo le tue sensazioni.Se pensi che non bisogna camminare per quella strada, allora vai per un’altra.

7. Non avere paura di niente.La paura genera nuova paura.Ti blocca.Devi credere fermamente di essere stato prescelto a restare vivo.

8. Non lasciare lavori compiuti a metà.Salda i debiti.Devi essere pulito.No fare nuove amicizie.Già con quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni.

9. Proteggi i ricordi, le fotografie,le prove scritte del fatto che sei esistito.se tutto brucia, se perdi tutto,se ti prendono tutto…dovrai dimostrare anche a te stesso che una volta eri.Ammassa tutto nei sacchi di plastica, seppellisci nella terra, mura nelle pareti,nascondi, e solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il tesoro.

10. Non ti legare alle cose,alla terra,ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili,agli oggetti d’arte, alle biblioteche…Trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. E tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro.appena puoi, scambialo con la tua libertà.

11. Adoperati per il bene delle persone. Sempre.Il più delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente.Non aspettarti nessuna riconoscenza.Non chiedere per chi fai il bene.Non legarti alle tue azioni.

12. Non dire ciò che pensi.Non essere così stupido a tal punto.Perché appena pensi non appartieni più a loro.Non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. Parla, così. Giusto per parlare.

13. Se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, anche spinto dalla disperazione.tenta di sopravvivere.Fai tutto quanto è nelle tue possibilità.soltanto devi stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi tentativi.Finché non sei morto sei vivo.Sembra comprensibile.Non togliertelo mai dalla testa.se devi sacrificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, non farlo mai, in nessun modo, per delle idee.Il tuo sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva.le idee passeranno, si rovineranno, diventeranno comiche.Se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

14. Non supplicare per nessun motivo.Non supplicare nessuno.Neanche se c’è di mezzo la vita.e’ questione di buon gusto.Pensa solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con una persona che ti ha risparmiato la vita.

15. Non devi metterti a capo di nessuno.Per nessuna ragione. Quando ti volti a cercare aiuto, dietro a te,non ci sarà nessuno.Non fare affidamento su nessuno, ma non sottrarti al fatto che quelli che ami fanno affidamento su di te.questo è salutare anche per te.Devi sapere: perché?Gli obbiettivi non devono essere grandi, in nessun modo di carattere generale.Conoscevo una persona che per tutto il tempo ha desiderato di bere una birra.E’ vero: non ci è riuscito, ma era splendido vivere desiderandolo.

16. Non devi stupirti di nulla.Di ogni possibile prodigio.Non devi farti deprimere da nessuna cosa.Anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso.Questa è la prima occasione per mettersi alla prova. Così tanti sono delusi da se stessi che in confronto la tua delusione è un nonnulla.Se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un’altra volta.

17. Cerca di essere sempre prudente.Se hai bisogno di una buca in cui ripararti, scavatela da solo.Se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.

18. Non hai diritto di adirarti con nessuno. E tuttavia, non devi dimenticare nulla.Quando tutto è finito, decidi di cosa non vuoi più ricordarti.Se tutto è passato.Non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.


19. E però, non fondarti su questo.Non aspettare l’occasione per poterti rivalere.La vendetta ti deve essere estranea.Una questione che appartiene ad altri.Se sopravvivi, vivi per te e per quelli che sono sopravvissuti insieme a te.

20. E ancora, non credere mai di essere il Signore della Verità.Nessuno lo è. A te è sembrata in questo modo. A un altro è sembrata diversamente.Mantieni per te il pezzetto della tua verità. Servirà soltanto a te.Rinuncia al diritto di scrivere la storia dell’assedio. Non contrapporti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come eroi.Non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso.In quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere sulla strada,la storia del dopoguerra era già stata scritta.Poi ci metteranno solo i nomi delle persone,delle città, delle montagne,i baluardi che si sono gloriosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente caduti.Non c’è posto qui per la tua verità.

Ora che sai tutto questo,prova a proteggere te stesso e forse a salvarti la testa.Se non ti riesce, almeno non ti annoierai.


(Nedzad Maksumic –poeta bosniaco e regista del Lik Teater-)

mercoledì 23 aprile 2008

Torino come V-oodstock



Il 25 aprile, data della liberazione (che qualcuno vorrebbe cancellare dai libri di storia) a Torino, si terranno due eventi clou: "Note e parole per non dimenticare" in piazza castello (dalle 15.30) e, l'ormai celebre "Vaffa-day"(dalle 18) in piazza San Carlo.
Tra annunci,voci di corridoio, smentite e conferme, voglio semplicemente celebrare il lato artistico dei due distinti eventi, enunciando una serie di nomi previsti (?) nelle due piazze....senza per questo, creare concorrenza.
Io di certo farò la spola.

Marco Travaglio, Maurizio Pallante, Don Ciotti,Sabina Guzzanti, Luciano Ligabue , Biagio Antonacci, Leo Pari, Piotta , Radici nel Cemento, Frankie H NRG, Paolo Benvegnù, Marlene Kuntz, Eugenio Finardi, Lou Dalfin, Luca Morino, Gianmaria Testa, «Bebo» Storti, Eugenio Finardi ,Mariano Deidda, Yo Yo Mundi, Mao, i Santabarba, Undersmokingdoors, Malecorde, Beat Power ...

lunedì 21 aprile 2008

A m'arcord

Ci sono cose che sembrano impossibili.

Solo tre anni fa:

Detestavo i podisti, non riuscivo a percorrere più di cinquecento metri senza avere un senso di implosione, di ribellione da parte di ogni mio organo vitale.

Oggi, del podismo, sono dipendente.

Stamattina, al risveglio, nell’ascoltare il notiziario ho capito:

Le cose credute impossibili,alle quali solo poco prima avremmo risposto con una sonora risata, si realizzano….

Ora lo so, anche io correrò alla media di 3minuti al chilometro!

venerdì 18 aprile 2008

... E io bloggo!



Non corro, piove ed ho male. Chissà se c'è un nesso!?
Ho tempo e rifletto. Credo che il motivo principale per cui io corra sia proprio questo: per non dover soffermarmi troppo sulle cose, le analisi.
Non oggi, oggi ho tempo. Ne avanzo anche dopo essermi compilato di tutto punto il modello 730.
Così comincia la solfa, le elucubrazioni: perchè un blog?Perchè va tutto storto? Non ho neanche commentato le elezioni!
Oggi mi salva giusto il copia- incolla.
Riscopro un "vecchio" post su quello che fu tentativo di blog andato male, ve lo ripropongo.
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Il mio blog...
A proposito, non so cosa significhi esattamente averne uno, sicuramente è una forma di autocompiacimento dialettico : “l’onanismo nelle sue svariate forme”.
Ho una convinzione: tutti quelli che aprono un blog, almeno una volta nella vita, han desiderato scrivere un libro!
Troppa generosità da parte degli insegnanti alle medie? Il passaggio da “Topolino” a letture quali “Il monello” o “ Totem Comic’s” ha acuito la percezione delle nostre potenzialità?
In effetti uno dei ricordi più limpidi che ho, risale alle elementari . No, non intendo parlarvi di quella volta che rimasi chiuso nella toilette per l’intera mattinata cercando disperatamente di farmi aprire dai bidelli, invocando in piemontese, l’unico idioma all’ora da me conosciuto. Ma di quella volta che la maestra fece leggere a tutte le altre classi, il mio pensierino sul Natale…Una versione minimalista del mio Natale di allora, che minimalista in fondo, già lo era di per sé (un raro esempio di fantasia ed umiltà, dissero le critiche) .
L’evoluzione della scrittura quale esperienza creativa è stata sicuramente, per la maggioranza di noialtri blogger, lo scrivere poesie! Ah che bello quel “ribaltare il senso alle parole fino allo spùto”. “Dio salvi l’ermetismo!” Che se non capisci un cazzo di quel che leggi, la colpa non è sicuramente imputabile all’autore ma alle tue innumerevoli lacune!
Sarà quel che si vuole, ma la storia parla chiaro, fin dai tempi dei diari rosa delle fanciulline innocenti che nascondevano la chiave nel solito cassetto dell’intimo, si è sempre avuto questo insano, irrefrenabile desiderio di….essere letti.
Come se i nostri visi non fossero già esaustivi di per sé! (Vi siete mai chiesti perché un blogger di regola non mette mai una foto?). Qui è indubbio: tutto è più semplice, basta addestrare per bene i polpastrelli ed ecco che, anni di “figure di merda” diventano “il nostro vissuto” , la fonte dalla quale attingere imprescindibili verità. Ego ergo sum !
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Sulle elezioni vi lascio al post della prof, lo trovo esaustivo.

Devo nel modo più assoluto ricominciare gli allenamenti!.

Post-ino (h.17.30)

Adesso è Natale!....

...è arrivato!!!

martedì 15 aprile 2008

Post-iccio


Oggi, finalmente, mi sento meglio..tanto che riesco a mettermi alla guida per andare a ritirare le mie lastre. Arrivo trafelato all'ospedale e la signorina allo sportello nel consegnarmele ,con fare molto gentile mi dice:"oggi se vuole c'è anche lo pneumologo, nel caso desiderasse farsi controllare..." Zelanti, penso.
Il dùtùr mi rincuora, e mi dice:" i suoi polmoni son perfetti, il senso di affaticamento è normale nel caso di una frattura alle costole... mi raccomando si riposi!"

??????

??????

Fra..frattura? Esco inebetito col referto in mano, "infrazione 9° costola sx".

(......)

domenica 13 aprile 2008

Incassa e passa oltre


Stamattina, strisciando letteralmente fuori dal letto ed emettendo gemiti vari che normalmente non mi appartengono, mi sentivo come il personaggio della metamorfosi kafkiana.(…)

Voglio passar oltre , dimenticare questa mia piccola disavventura domestica e cercare di recuperare al più presto,almeno una deambulazione normale.

Chiudo quindi il capitolo (per me sfigato) Turin Marathon dicendo che ne ho potuto vedere l’arrivo: soffrendo un po’ d’invidia e cercando di collocarmi là, tra le mie aspettative (il tifo dei Torinesi a quel punto, era piuttosto deludente).
Desidero, tra tutti i meritori partecipanti, fare due citazioni: una ad uno strepitoso Luca Cerva (compagno di squadra del "nostro" Igor), capace di arrivare assieme alla vincitrice della gara femminile, Vincenza Sicari , restando sotto le due ore e trenta, e l’altra ad una grande Cristina Benedetto che fa il suo personale di 3h e14 battendo la sua amicona rivale, nonché mia compagna di squadra Daniela De Joannes che, nonostante il poco allenamento ed un dolore alla caviglia chiude sotto le 3h e 20.

E’ oggi mia intenzione aprire una nuova etichetta intitolata “I blog degli altri” dove di volta in volta, cercherò di annoverare i miei blog preferiti scovati in rete, linkandovi ad un post che giudico meritorio e segnalando il blog qui a fianco. Nessun nesso diretto col podismo. Quello è intimo nostro…

Il primo è questo!

(o questo....oh insomma il blog è fantastico!)

giovedì 10 aprile 2008

...E io piango!


A tre soli giorni della maratona, dopo un bellissimo ultimo allenamento di rifinitura in compagnia... nella maniera più tragicomica, SONO FINITO AL PRONTO SOCCORSO!
Tutto per via di una lampadina bruciata ed il mio maldestro tentativo di sostituirla: perdita di equilibrio e rovinoso volo diritto sui sanitari del bagno (son finito proprio al cesso!).
Fortunatamente (seh) le lastre parrebbero escludere fratture. Ma intanto sono qui , con una prescrizione di riposo assoluto, ed un dolore insopportabile al fianco sx. Son qui alle due e trenta insonne, nonostante due bustine di tachidol in corpo. Son qui, che fatico a respirare e con sempre meno voglia di trattenere le lacrime...
La sensazione di aver buttato tre mesi di preparazione alle ortiche è forte,ma la speranza di riprendermi in tempo resta...
Può uno alla soglia dei quaranta abbandonarsi ad un pianto a dirotto?
(....)Sì può!

domenica 6 aprile 2008

Quanto è dura andare piano! (Vivicittà)



Abbattere la soglia dei 4 minuti al chilometro è senz’altro dura,e mantenere ritmi elevati durante una gara non è da tutti e costa parecchi sacrifici. Però oggi ho imparato che anche tenere un ritmo basso, in previsone di una gara più importante ed impegnativa non è poi tanto facile. Volevo come da consiglio di Franchino e Fabio , correre la vivicittà a ritmo maratona (4’.55-5’/km); per risparmiare il possibile per domenica prossima, quando mi serviranno tutte le energie a disposizione.

Il primo chilometro, ho cercato di star dietro nel gruppone, chiacchierando per quanto possibile, con tutti i conoscenti che raccattavo, ed il cronometro al primo passaggio segnava 4’.40. ("bene" penso, "è normale che il primo lo faccia sovraritmo").Poi i conoscenti sono finiti, liquidato con un lapidario “vai vai tu che ne hai”..così dal 6° in poi ho cominciato ad incrementare di poco, senza quasi accorgermene.

Devo dire, ad onor del vero, che correre una gara, una volta tanto, non in totale apnea è molto piacevole…godevo del paesaggio e del volto delle gente che osservava e commentava curiosa. Il finale di gara è stato tutto un superare colleghi col fiatone, ed ammetto che anche questa esperienza è confortante (“finalmente non vengo ripreso nel finale”-penso). Allungo e sprint conclusivo (con tanto di tifo di Franchino ed incoraggiamento di Igor, che nel frattempo defaticava già da una quindicina di minuti, suppongo) ed arrivo in 52 minuti quasi netti.

Nota finale: una volta tanto non sono in difficoltà motoria , stacco il cartellino con scioltezza e, se non fosse per Andrea che mi accenna ad un bis di the caldo, mi sarei dimenticato pure del ristoro.

Però la lezione non è superata, domenica dovrò stare concentrato e mantenere un ritmo bassissimo all’inizio, se voglio portare a termine i 42 km.

venerdì 4 aprile 2008

L'allenamento Giusto (?!?)


Siamo quasi al momento topico ed il mio nervosismo cresce. Voglio sperare d’esser meteopatico per poter dare la colpa a queste giornate ventose.

Comincio a disperare perché su questa nuova prova, che per me è novità assoluta, ognuno sembra voler dir la propria mettendomi in seria confusione.

Ripartiamo da domenica scorsa. Avevo in previsione l’ultimo lunghissimo, 36 km ad andatura costante 5’/km. Nella giornata di sabato pomeriggio incontro un amico anch’egli in preparazione maratona che, con uno sparuto gruppetto di miei amici compaesani , si accinge a correre la propria (prima) gara sui 42 km. I miei allenamenti in solitaria avevano raggiunto il proprio limite, e convincermi ad aggregarmi alla compagnia è stato facilissimo.
In compagnia io mi adeguo, pur sapendo che l’allenamento che sto facendo non è quello programmato: partiamo ad andatura jogging, chiacchierando come fossimo seduti al bar per i primi 6 km , poi scopro che nelle loro intenzioni c’è una salita di circa 5 km (una voce risuona in me..”mi raccomando niente salita”). Non contento, proprio in salita aumento l’andatura per portarmi in linea con la mia tabella (10km in 50 min). Il resto è un tira e molla,uno spingi ed aspetta (“si parte assieme e si arriva assieme" - disse qualcuno) Alla fine rimango solo per ulteriori 5 km, ma a questo punto ho perso il conto sia del chilometraggio che del tempo impiegato (Ah avessi l’agognato Garmin) .Arrivo a casa ed il cronometro segna 3 ore e 20 minuti di corsa.
Cosa ne è uscito fuori non lo so, resta il fatto che le gambe comunque dolgono e la stanchezza giunge possente.

Lunedì riposo e poi per i due gg. successivi, un’ora e dieci minuti di fondo, corso abbastanza tranquillamente.

Oggi a detta di alcune tabelle e del collega, a cui devo la mia iniziazione al podismo, avrei dovuto ancora fare dei 6000 (3x) ma qualcosa non ha funzionato. Sono distrutto!!..5 mattine e 5 notti consecutive al lavoro han lasciato il segno ed il vento mi ha dato il colpo di grazia. A soli 3000 mt (ad una scandalosa media di 4’ 25”) decido di ascoltare, una volta tanto, il mio fisico: getto la spugna e me torno a casa defaticando. Allenamento concluso, sconforto totale.

Domenica parteciperò alla “vivicittà” ed anche qui i pareri discordanti cominciano ad irretirmi, chi mi dice “corrila al massimo” e chi “corrila tranquillamente, altrimenti domenica la paghi”.

Morale: non ho più una sola convinzione. E se ricominciassi ad ascoltare solo la mia testa? In fondo non dovrebbe essere puro divertimento correre??

mercoledì 26 marzo 2008

Juno


Ieri sera ho avuto modo di vedere in anteprima (versione originale sottotitolata) il film vincitore alla mostra del cinema di Roma. Il film, narra della gravidanza non voluta di un'adolescente sedicenne, Juno, interpretata dall'incredibile e versatile Ellen Page (facile pronosticare un roseo futuro per lei). Premio oscar per la sceneggiatura , e questa è la notizia, una blogger (come noi!) di nome Diablo Cody scoperta da uno dei produttori del film mentre navigava su internet. Dopo le ultime mie visioni ("non è un paese per vecchi" ed "onora il padre e la madre") un film finalmente "leggero" ed originale, con un finale che riconcilia coi buoni sentimenti.
Da vedere anche per il contorno dei giovani podisti che scandiscono il trascorrere del tempo...

lunedì 24 marzo 2008

Maratonina di Settimo (campionato nazionale uisp)

Una giornata di sole ha accompagnato questa mezza di pasquetta che serviva a valutare la mia condizione in un periodo altalenante.
Senza infamia e senza lode il risulato, perfettamente in linea con le ultime mezze disputate nel 2007. Tutto sommato direi comunque di potermi accontentare visti i miei continui problemi alle articolazioni e considerando che le gambe erano un pò affaticate dai miei lunghissimi di preparazione all'impresa.... (ho sempre più dubbi sulla sua riuscita).
Chi volesse controllare la classifica completa può consultare il sito wedosport , che riporta anche i risultati della 10,5 km.
Smaltita la stanchezza e la susseguente abbuffata pasquale tornerò in seguito sulla gara, ora debbo riposar sono stanco morto!

Pos.ass 82 pettorale107 CHIARA GUIDO SANTINO 1:32:26 4'22" 13,694 22' 11" 5,063 real time 1:32:17 M SENIORESME PODISTICA SETZU 78 pos/cat 14














sabato 22 marzo 2008

Voglio cento pecore e un montone....

...per vivere cento giorni da leone



(Buona Pasqua a Tutti!)

giovedì 13 marzo 2008

Nooooooooooo

Ieri, è stata la giornata dedicata ai carichi: 4 km di riscaldamento e poi 3x5000 intervallati da 1000 di corsa molto lenta come recupero . Nei primi due 5000 ero contro vento (soffiava piuttosto forte) ed in leggera salita per cui la fatica è stata tanta (22.17 e 22.51 i tempi)…l’ultimo 5000 a favore di vento ed in lieve discesa in 20.40. Con un piccolo problema: ho iniziato ad avvertire un leggero dolore alla pianta del piede sinistro.

Stamattina sceso dal letto il dolore era molto più forte e, arrivato a casa dal lavoro, un dolore localizzato nel tallone (anche se non percettibile al tatto) si è fatto anche più intenso. Così è iniziata la mia auto-diagnosi con l’aiuto di gughèl.

“La fascite plantare è la più comune causa di dolore calcaneare (tallonite). Si manifesta soprattutto tra gli sportivi ed è causata dalla ripetizione continua di eccessivi sovraccarichi a livello podalico.

Esercizi di stretching della fascia plantare, del polpaccio e del tendine di achille sono utili

Fortunatamente le talloniti comuni guariscono nel giro di pochi giorni (1-3 settimane a seconda del tipo e dell'entità del problema) salvo alcune forme croniche che possono richiedere tempi di guarigione molto più lunghi.

1-3 settimane???? E chi se le può permettere?? Tra un mese esatto ho la maratona : ho appena chiesto ferie e versato la mia quota d’iscrizione …. Correrò anche in carrozzella se serve!

martedì 11 marzo 2008

Baustell(iv)e


Venerdì 7, Eleonora ed io, ci siamo recati all’HMA per ammirare quella che, le critiche del momento, considerano una delle migliori band emergenti sul nostro territorio nazionale .
Visto il successo del loro ultimo disco, ho deciso di partire per tempo comprando i biglietti in prevendita. Scelta rivelatasi azzeccata dato il sold-out incamerato dalla band di Montepulciano.
A dire il vero “conosco” i Baustelle fin dal loro “sussidiario illustrato della giovinezza”, al prosieguo delle loro narrazioni post- adolescenziali quali “la moda del lento a sua volta sfociato ne “la malavita”.
E’ la seconda volta che assisto ad una loro performance dal vivo: alla prima, lo ammetto, ero piuttosto scettico. Mi ricredetti quando affrontarono un pubblico, ancor meno propenso di me al loro chic-pop, con un sorriso disarmante. Fu lì, credo, che decisi che mi sarebbero piaciuti.

La band si presenta (puntuale) con un piglio esteticamente ineccepibile, “son proprio belli a vedersi”, penso, “forse un po’ troppo statici per i miei gusti”. La scaletta è anch’essa irreprensibile: si va dai Battiateschi Antropophagus e Colombo” alla Bersaniana “Alfredo” . Vanno via sciolti e veloci dedicando alla platea anche il successo, tormentone estivo, scritto per Irene Grandi “Bruci la città”.
Tutto lineare fino ai bis in cui ripresentano, per la gioia del pubblico (e anche la mia) vecchi successi come “Gomma” e “La guerra è finita”.

Nessun sussulto, ma nemmeno sbavature, due orette (scarse) piacevoli per un gruppo che, in un mondo di sordi, non farà fatica a farsi ascoltare.

Amen

POST-illa

Sabato mattina avevo in previsione un lungo in compagnia alle 8, ma le caipirinhe notturne e l’ora tarda, mi hanno convinto a declinare l’invito mattutino per un più sicuro lunghissimo in solitaria il pomeriggio (35 km in 2h e 53.:troppo presto Guido, troppo presto).

martedì 4 marzo 2008

Toponomastica


La mia resa nella corsa, di recente, lascia molto a desiderare.

Ho tre ipotesi in mente:

-carico troppo:
memore dei buoni risultati (personali) di fine stagione, cerco di ritrovare la forma perduta per via degli innumerevoli problemi fisici, intensificando troppo gli allenamenti

-carico poco:
il lavoro ed i turni in questo periodo, mi sfiancano ed arrivato dal lavoro quasi inavvertitamente, sento più la necessità di defaticare che di spingere o “fare lavori”.

-problema fisico
potrei provare a farmi gli esami del sangue, magari mi manca ferro ..che so. Certo ho reintegrato pochissimo questo inverno, anche se ieri ho provveduto al recupero facendo incetta di sali minerali ed amminoacidi..

Vedremo.

Intanto domenica ho fatto un altro lungo, questa volta con tre dei miei compagni di società a Leinì.
Per la precisione con Ezio (che a mio parere ha fiato da vendere ed un notevole margine di miglioramento sui suoi personali), Fabrizio (anch’egli in continua progressione) e Carlo, che manco a dirlo, tentava invano di trascinarmi (emmenomale che non c’era Franco!). Per la cronaca devo studiarmi meglio la mappa di Leinì e dintorni perché è la seconda volta nel giro di un mese che rischio di perdermi per distacco.
Sono molto affaticato è vero, la mia speranza è che per buona parte, sia solo un fattore mentale.
Si tenga presente che dopo 28 km in apnea, mi aspettava un turno massacrante in fabbrica.
..E poi sono appena due settimane che allungo la distanza; la mia competizione (e relativi allenamenti) fino ad oggi si è sempre fermata ai 21 km e, tranne qualche “gitarella,” verso le mie rive non mi ero mai spinto oltre…

Queste giornate soleggiate comunque mi spingono fuori e ad una fiducia incrollabile . Nel caso riuscissi a portare a termine (vivo) la mia missione, ho già pronta un’altra iscrizione nel cassetto…

venerdì 29 febbraio 2008

Quando il gioco si fa duro, impara a divertirti!


Il momento dell’allenamento spesso collima con la mia personale necessità di godere, finalmente, delle novità musicali del momento. Unire il dilettevole al dilettevole, può avere, a volte, effetti benefici. Ho notato in più di un’occasione che se la musica soddisfa orecchie e cuore, anche le gambe prendono a girare più velocemente e la fatica passa in secondo piano.

..la verità è che la passione per la musica , nasce (naturalmente) ben prima di quella della corsa e non potrei mai immaginare i miei allenamenti in solitaria senza la sua compagnia.

L’importante è possedere un lettore e delle cuffie adeguate, che non interferiscano in nessun modo con i movimenti naturali della corsa. La soluzione, con ciò che la tecnologia offre al giorno d’oggi, è semplice ed economica.

Ricordate l’idea degli organizzatori della maratona di new-york di proibire i-pod perché considerato doping?

Che buffonata! Allora eliminiamo ogni stimolazione esterna, inclusi il paesaggio, il pubblico che fa il tifo, analizziamo l’aria che respiriamo per vedere se contiene, in ogni gara, la stessa percentuale di agenti inquinanti, eliminiamo le imperfezioni della strada ed ogni altra variabile possibile…

..e poi non credo sia un problema di competizione, anche perché ho imparato che, per ottenere buoni risultati in gara, occorre rimanere concentrati per tutto il tempo evitando, per quanto possibile, ogni tipo di distrazione.

Discorso ben diverso per chi affronta una maratona col solo scopo di portarla a termine.

domenica 24 febbraio 2008

Un lungo lentissimo


I miei stramaledettissimi turni, mi privano della compagnia dei miei colleghi di società..Per cui oggi ho intrapreso la mia scalata ai 42 km tutto solo.

Avevo in previsione 30 km ad andatura lentissima. La sola compagnia del mio lettore mp3.
Pur ritenendomi un individualista, trenta km in solitaria, lo dico subito, sono eterni. Poco mancava che mi ritrovassi a parlare da solo.

Alla fine,senza neanche volerlo, tutto è andato come previsione: 2h e 30' pressochè esatte per percorrere 30 km (misurati), non proprio pianeggianti, con qualche leggera salita.

Al termine, più che il fiato, il problema parevano le gambe, che a malapena rispondevano ai comandi per risalire le scale di casa...
..Vabbè, tenendo conto che ho affrontato la distanza tuttadunpezzo senza molto fondo, non potevo pretendere di più.
Certo è, che la mia preparazione è molto lontana e, se non riesco a cambiar ritmo, rischio la figuraccia!

giovedì 21 febbraio 2008

Il piacere per il piacere

Correre per il gusto di correre.

Un’andatura tranquilla, senza sofferenza col fiato per parlare, gli occhi aperti al paesaggio, le orecchie, quelle, sempre incollate all’immancabile lettore mp3, con su una compilation nuova nuova….

E le gambe vanno, nonostante la pausa di una settimana, nonostante un periodo poco entusiasmante, nonostante tutto. Al termine sono ben due ore, con un’andatura ,stavolta sì, da vero amatore..ma due ore di assoluto piacere.

In fondo, penso, non può ridursi il tutto alla sola competizione :dopo una meta, c’è sempre un’altra meta, dopo un record vi è sempre un altro record, dopo un personale sempre un altro personale da migliorare….

La vittoria più bella? Dorando Petri che crolla sul traguardo!

mercoledì 13 febbraio 2008

Le labbra


Lo so, lo so. Questo nelle intenzioni è un blog sul podismo.

Sarà che i miei fermi di stagione (ho avuto ancora l’influenza n.d.r) mi portano a continue digressioni. Sarà che c’è un mondo di cose da dire, di argomenti da trattare. Sarà che a volte mi appassiono e divento cattedratico senza rendermene troppo conto.

Questo è un post dedicato ad un amico, almeno io lo considero tale.

Tale, per la naturalezza con la quale si è posto a me ed alla mia compagna di vita, Eleonora: pubblico smanioso della sua musica e di poter comunicare con lui, fosse solo con qualche frase dopo un concerto..

Conosco Paolo Benvegnù, fin dai primi concerti a Torino degli scisma e, ne rimango folgorato. Gli scisma, restano a mio parere il più grande rimpianto della musica nostrana, un gruppo che era già indie prima ancora che il termine diventasse così “In”.

Dio come mi mancano gli scisma…

Per fortuna Paolo ha proseguito la sua carriera “solista”, per fortuna continua a scrivere canzoni, come strappasse pezzi di se, in parole oblique mai banali di un fascino irresistibile!

Esce il 15 febbraio, il suo nuovo album “le labbra”. Visto che al momento l’ho sentito solo "a pezzi",dal vivo o " rubandone" qualche registrazione qua e là, pubblico qui l’autorevole recensione de il “mucchio”

“Sono quattro gli anni trascorsi da Piccoli fragilissimi film, durante i quali il ricordo di quel disco ha avuto il tempo di sedimentarsi nella nostra memoria. Anzi, tre e qualcosa, se contiamo l’ep 14-19 .Questo il lasso di tempo che è tracorso prima che Paolo Benvegnù desse un seguito al suo brillante esordio solistico, conferma all’epoca di ciò che già si sapeva su un musicita che,fin dai tempi degli Scisma, si era rivelato autore di grande statura. Davvero si trattò allora, come si è letto un po’ ovunque, di un lavoro così pesante all’interno del nostro panorama pop d’autore?Sì, ed era un disco importante e splendido pur nelle imperfezioni che lo attraversavano, nel quale la potenza espressiva ovviava ampiamente ed efficacemente alle occasionali dispersività.

Le labbra parte da lì, mette a fuoco, aggrega e compatta quei materiali emotivamente densissimi intorno a una scrittura più sicura e diretta. Sarebbe semplicistico dire che è un lavoro migliore, è in realtà la conferma che Benvegnù sa manovrare sempre meglio il proprio potenziale espressivo, attingendo con sicurezza sempre maggiore alla tradizione del nostro artigianato pop, mediandola con un personalissimo approccio art-rock.Il tema ricorrente è sempre la difficoltà nei rapporti umani, l’agonismo dei sentimenti,la vita reale che ci attraversa messa in scena con una scelta di parole che trova sempre vie di fuga dalla banalità, e anzi le fortifica. Sono le canzoni stesse a parlare: la peste, pallottola diretta all’airplay radiofonico con una partenza convulsa tra archi e controtempi e un ritornello killer, la schiena con il suo insinuarsi insidioso e le esplosioni di archi e chitarre a trafiggere di schegge la melodia. E ancora la distanza, jeremi, la ariosa e malinconica interno notte, la solenne Sintesi di un modello matematico. Non un calo di tensione, non un riempitivo, non una scivolata nel luogo comune .C’è già un possibile candidato a disco dell’anno, perlomeno in Italia, e dire che siamo appena a febbraio.”

(Alessandro Besselva Averame da il “Mucchio” di Febbraio 2008)

Un notevole assaggio del nuovo album si può ascoltare qui.


giovedì 7 febbraio 2008

Torino winter park


VIENI CON NOI AL TORINO WINTER PARK

Dal 15 al 17 febbraio 2008 si svolge all’Oval presso il Lingotto di Torino la
prima edizione di “Torino Winter Park” la manifestazione, con la quale la
capitale della montagna rende per la prima volta omaggio al fitness, in una
struttura coperta polivalente di 26500 mq ideata in occasione delle Olimpiadi
invernali di Torino 2006 per ospitare le gare di pattinaggio di velocità.
L’evento, realizzato con la collaborazione del Festival del Fitness, il più grande
evento di sport praticato al mondo, permette di scoprire l’universo del fitness
attraverso una visuale inedita: quella del suo rapporto con gli sport invernali.
Nell’ambito del Torino Winter Park, Turin Marathon è stata incaricata da
Progetti di realizzare due eventi:


500 km per la solidarietà: in piazza Castello si svolgerà una corsa
benefica su tapis roulant che proseguirà senza interruzioni, sia di notte
che di giorno, per l’intera durata della manifestazione, da venerdì 15
febbraio alle ore 15.00 a domenica 17 febbraio alle ore 18.00
Tutti possono partecipare: non ci sono limiti di tempo ed ognuno può
correre secondo le proprie condizioni di forma.
Per ogni km percorso verrà devoluta in beneficenza la cifra di 10 € alla
Fondazione Specchio dei Tempi La Stampa.

Cross dell’Oval: corsa di 4 km aperta a tutti con partenza e arrivo
all’Oval presso lo stand Turin Marathon attraverso un suggestivo
percorso che, salendo la rampa, porta sul tetto panoramico del
Lingotto, proseguendo poi sulla pista iperbolica di collaudo. Il percorso
sarà sorvegliato da personale Turin Marathon, illuminato ed evidenziato
grazie al posizionamento di birilli e transenne.
La gara avrà luogo il 15 febbraio alle ore 18.00, mentre nei due giorni
successivi chiunque potrà cimentarsi nella corsa con la possibilità di
battere il record di gara e inserirsi nella classifica tramite appositi chip di
cronometraggio.
I vincitori nelle due categorie “maschile” e “femminile” si
aggiudicheranno un weekend per due persone a Firenze in occasione del
20°Festival del Fitness che si svolgerà dal 14 al 18 maggio 2008 e inoltre
avranno la possibilità di partecipare alla 10 km “Guarda Firenze”.
La corsa sarà l’occasione per poter utilizzare la pista del Lingotto, per
promuovere l’iniziativa e per far si che tutto il complesso possa essere
valorizzato.

Per informazioni e per iscriversi alle gare inviare una mail indicando
nome, cognome,data di nascita e numero di telefono ai seguenti indirizzi:

500 km per la solidarietà

Anna Pavan
0114559959

anna@turinmarathon.it

Cross dell’Oval

Chiara Scalenghe
0114559959
chiara@turinmarathon.it

martedì 5 febbraio 2008

L'angolo del buontempone (per piemontesi d.o.c.)

Scusate,un'amica mi ha fatto scoprire questi video... e non ho resistito!
(per ascoltarli meglio è consigliabile interrompere la colonna sonora del blog tramite l'apposita barra in basso a sinistra)
AL GLADIATUR


AL GRAND LEBOSCHI

L'EUSRCISTA


HARRY POTTER

domenica 3 febbraio 2008

Cross di Scarmagno

Prima di soffermarmi sulla gara, vorrei fare alcune considerazioni.

A volte rimango esterrefatto da certi atteggiamenti della federazione provinciale. M’immedesimo in alcuni giovani come Andrea, che spinti dall’entusiasmo, si alzano una domenica gelida e piovosa fiduciosi e vogliosi di fare una competizione, per il solo piacere di vivere quello che è il loro sport preferito. Persone che, pagata la loro quota annuale, a posto con le norme sanitarie (anch’esse pagate di tasca propria), percorrono decine di km per scoprire, chissà per quale intoppo burocratico, di non potersi iscrivere alla gara. E’ assurdo, come è assurdo che atleti come Igor, questi sì competitivi, si vedano estromessi da una classifica per qualche strana regola.

Sarà che io, nel mio piccolo, vivo ancora la corsa come qualcosa di godereccio e, se lotto sul filo dei secondi, è solo per una sorta di mediocre onanismo, utile al massimo per affrontare una dura settimana di lavoro e le frustrazioni che ne conseguono.

Lo sport è un piacere che deve essere alla portata di tutti non dimentichiamolo mai!

Detto questo veniamo alla gara di oggi.

Percorso molto bello e meno impegnativo di quello della pellerina.
Clima siberiano che a volte sospinge, a volte ostile pare quasi voglia rimarcare il proprio “macchitelofafare”.

Vista la partenza razzo di domenica scorsa, decido di partire più tranquillo. Il che pare in effetti sortire risultati positivi sul fiato, ma con una controindicazione: su quella andatura mi stabilizzo sino a fine gara, quasi ad aspettare momenti migliori.

Tempo finale 26 e 19 (chissà perché ero convinto di un 26 e 08, sarà che con le lenti a contatto metto poco a fuoco) per percorrere quelli che secondo Igor sono 6280 mt. Media 4 e 12 a km, un po’ meglio. Anche se nel dopo gara serpeggia un misto di delusione alla solita convinzione , potevo dare di più.

Poco importa oggi sto “daddio” …e non lavoro!

giovedì 31 gennaio 2008

Elio è Frankenstein


C'era da aspettarselo!
...Eppure...
Uno spettacolo minimalista fatto di "cultura per gente impermeabile", degna del peggior Benigni in "Pierino e il Lupo" od il più recente "Benigni legge Dante".
Un primo tempo che sa di deliziosa presa per i fondelli per un pubblico consenziente..e pagante!
Un intervallo da sbigottimento moderato, che fa rimpiangere le pause dialettiche di Celentano .
La seconda parte, da sola, vale il prezzo del biglietto (emmenomale).
Un Elio in Smoking e toupet con un ensemble in gran spolvero che fa rivivere, in versione orchestrale, i più grandi successi di "...e le storie tese".
Un grande!

lunedì 28 gennaio 2008

Cross della pellerina


Vabbè.. l'ho detto più volte l'importante era ricominciare.
Una bellissima giornata ha fatto da contorno alla mia prima gara del nuovo anno. Per mettere le mani avanti posso dire che è stato un buon allenamento!
La verità è che sono andato maluccio. Una partenza troppo veloce per la mia attuale condizione, una scarpa legata male (e slegata bene) ed una crisi sopraggiunta troppo presto. Finale 31 minuti e 4 secondi per percorrere 7100mt. (peggio dello scorso anno!) a 4'26" di media. Nota lieta è stato l'incontro con Andrea, che devo dire ha corso una buona gara: disciplinata e regolare precedendomi di ben 14 posizioni. Un plauso maggiore se si pensa che ha corso con scarpe "normali" ed il terreno era piuttosto scivoloso.
Nonostante il tifo ricevuto durante il percorso da Franchino, riconosciuto in extremis a bordo pista con la macchina fotografica, non ho trovato la volontà (e la forza) di spingere di più. Il mio cervello continuava a ripetermi " è solo un allenamento"...seh ad accampare giustificazioni non mi batte nessuno! Comunque la sensazione rimasta è stata piacevole (considerando che sono fuggito di corsa per iniziare il mio turno di lavoro in fabbrica), oggi ho una gran voglia di allenarmi!

mercoledì 23 gennaio 2008

Intermittenze

Gli allenamenti proseguono alquanto dicontinui, un po’ per via del lavoro che in questo periodo assorbe molto del mio tempo e (ahimè) praticamente tutte le domeniche, ed in parte ancora per i continui fastidi alle articolazioni (sùma veij).

Detto questo non vedo l’ora di ricominciare a cimentarmi in qualche competizione: forse già a partire da domenica al cross della pellerina. Gli allenamenti in solitaria alla lunga mi demotivano.

A proposito, ho deciso di seguire il mio amico Marco (lo scorso annuo assiduo –e praticamente unico- compagno di gare )a Leinì.

E’ in via di definizione infatti il nostro passaggio alla podistica Setzu (Canavese 2005 per quanto riguarda il tesseramento FIDAL). Probabilmente, per il sottoscritto, gli allenamenti a Leinì non sono il massimo della comodità, ma l’idea di far parte finalmente di un Gruppo mi allieta alquanto.

Tanto più che in aprile ho intenzione di correre la mia prima maratona ed ho bisogno di qualche dritta e soprattutto di compagnia per gli allenamenti corretti. Della società infatti fa parte anche Daniela De Joannes, capace di ritagliarsi in poco più di due anni un ruolo di top runner nel panorama regionale ( e forse nazionale?!), giungendo nel 2007, 5° alla maratona del riso e 3° a quella disputatasi in val Susa.

Approfitto ancora di queste poche righe per ringraziare Lucio Danza per aver assecondato la mia voglia di corsa, quando a malapena ne conoscevo il significato, offrendomi subito un tesseramento alla nuova atletica ciriè. Lucio rimane a parer mio uno dei più grandi amanti di questo sport , un bravissimo organizzatore di competizioni nonché un amico

mercoledì 9 gennaio 2008

Reprise

Una settimana dopo “tuttadritta”, al massimo della mia forma (5 km in 19’.10”) i dolori insopportabili mi avevano convinto a fermarmi qualche giorno. Al primo tentativo di ripresa sono subentrati i malanni di stagione, non molto virulenti, ma fastidiosi perché protratti nel tempo.

…Dopo circa altre due settimane di stop, la prima uscita è stata davvero traumatizzante.

A parte il freddo al quale non ero più abituato, cullato com’ero dal tepore del camino che aumenta la pigrizia , le sensazioni, fin dai primi passi, sono state terribili; una fatica immane sospingeva il mio incedere, sudavo paracetamolo. Forse non avrei dovuto portarmi il cronometro, che mi sbeffeggiava dicendo che stavo andando attorno ai 5’ al km, ma con uno sforzo pari a quello delle ripetute.

L’espressione del mio volto era pressappoco quella della foto…



Lo stomaco poi, in un sol momento, ha deciso di ricordarmi tutto il mio gozzovigliare natalizio. Per farla breve, dopo neppure una decina di km mi sono ritirato in casa, al limite dello svenimento.

Sembrava non avessi mai corso in vita mia!

Ed io che volevo riprendere subito con qualche cross…un duro lavoro mi aspetta.
Un consiglio spassionato: a meno di infortuni seri ,evitate di star fermi a lungo, è scoraggiante. Ovviamente i miei tempi di recupero sono un caso limite!